Ma quale bene e bene. Per le pinete di Ischia solo dimenticanza e abbandono

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Venerdì pomeriggio, per soddisfare la fame di propaganda e populismo, il sindaco di Ischia si è fatto fotografare con alcuni cattolici (quelli che hanno imposto il candidato e poi il primo vicesindaco e che, ancora oggi, hanno forte influenza sulle scelta della pubblica amministrazione) nel piantare un alberello in una nostra pineta.

E, immancabile, ecco il post del primo cittadino: “Il nostro verde un bene comune. Oggi (venerdì, ndr) pomeriggio ho partecipato a un momento simbolico molto bello, insieme con Don Carlo e alcuni fedeli della parrocchia di Ischia Ponte abbiamo piantumato all’interno della Pineta Mirtina un albero di ulivo. E’ stato un momento molto particolare, che si lega alla festività di San Francesco custode del creato, durante il quale ho ribadito l’importanza che tutti i cittadini si riapproprino delle aree verdi dell’isola. Da parte nostra c’è tutto l’impegno di portare avanti le iniziative che abbiamo messo in atto dall’inizio del mandato: un albero piantato per ogni nato, i tanti alberi che stiamo piantando per sostituire i pini attaccati, purtroppo, da una brutta malattia e i vari finanziamenti per il verde. L’augurio è che questo momento possa ripetersi negli anni per avvicinare sempre più la popolazione alla tutela dell’ambiente e al rispetto dei parchi pubblici, affinché sia percepito davvero come bene di tutti».

Ora fare gli applausi a Don Carlo è un’attività che ci fa piacere.

Ma, per essere attenti, vogliamo evidenziare alcune parole del sindaco Ferrandino.

“Da parte nostra c’è tutto l’impegno di portare avanti le iniziative che abbiamo messo in atto dall’inizio del mandato: un albero piantato per ogni nato, i tanti alberi che stiamo piantando per sostituire i pini attaccati, purtroppo, da una brutta malattia e i vari finanziamenti per il verde”. Per il sindaco Enzo, infatti, queste sono le iniziative che l’amministrazione porta avanti “dall’inizio del mandato”.

“Un albero piantato per ogni nato” e la ri-piantumazione di alberi per sostituire i pini. Ma siamo sicuri che questa è l’unica iniziativa che Enzo ha intrapreso per difendere, valorizzare e sostenere il nostro “bene comune?”.

No! Non è l’unica.
Era il 20 novembre 2018, un anno fa tra qualche giorno, quando la stessa giunta di oggi dava indirizzi agli uffici per la “concessione in uso delle aree verdi pubbliche”. Una iniziativa macchiata dalla solita gestione politica, tipica del Comune di Ischia che, però, è rimasta lettera morta.

Un anno di attesa per un avviso pubblico già redatto e approvato che, però, non ha mai visto la luce. Perché? Forse perché era più conveniente gestire l’affare pinete con l’ufficio di piano? Era più facile maneggiare l’affidamento con il solito sistema delle cooperative legate all’Ambito che, invece, dare una soluzione, seria ed efficace al verde pubblico? Ci sono proprio tutti gli ingredienti per dire che è così!

Ecco la vicenda che vi abbiamo raccontato quasi un anno fa.

«Ci siamo! Enzo Ferrandino si prepara a privatizzare le pinete ed altre aree verdi del territorio e per farlo, rispolvera una iniziativa che era stata avviata da Giosi, ma era poi rimasta lettera morta. Adesso è il momento di tirarla fuori dal cassetto per accontentare qualcuno».

Era novembre 2018. Siamo ad ottobre 2019 e la lettera morta è rimasta lettera morta.

«Il progetto di Enzo parte con la decisione di concedere in uso a privati le aree verdi pubbliche, approvata con delibera di Giunta. E in premessa si richiama proprio quella deliberazione approvata dalla Giunta di Giosi a dicembre 2013, poi non attuata. Nella quale si intendeva «interessare cittadini, associazioni locali e imprenditori del territorio che l’amministrazione intendeva procedere alla eventuale concessione in uso delle aree verdi comunali e delle annesse strutture nelle aree indicate…». Un atto adottato, si legge ora, «sul presupposto che fosse precipuo obiettivo dell’Amministrazione migliorare l’immagine del comune anche mediante la salvaguardia del patrimonio ambientale e la sensibilizzazione dei cittadini alla cura del verde pubblico». Ebbene, venne pubblicato un avviso per manifestazione di interesse, al quale risposero alcune associazioni e altri soggetti interessati. Poi però lo stesso Comune non diede seguito all’iniziativa: «Il procedimento, essendosi l’amministrazione esplìcitamente riservata di non procedere ad alcuna aggiudicazione né al rilascio di alcuna concessione, non veniva concluso e la gestione del verde pubblico, continuava con alterne vicende in capo all’ente anche a mezzo della società partecipata Ischia Ambiente s.p.a.».

Se Giosi aveva rinunciato, oggi (quasi un anno fa!, ndr) Enzo giudica maturi i tempi. E lo fa con la giustificazione delle difficoltà a cui deve far fronte l’Ente per la gestione e manutenzione dei parchi».

Mezzo milione di euro ogni anno per la cura del verde pubblico versati nelle casse di Ischia Servizi che, però, non porta nessun risultato al paese.

«Nella delibera immediatamente eseguibile – quella di novembre 2018 – si evidenzia infatti: «Che la condizione delle pinete e delle aree verdi negli ultimi cinque anni si è ulteriormente compromessa a causa anche della scarsità di risorse umane ed economiche da destinare alla valorizzazione di aree così estese di verde pubblico che richiedono interventi continui di manutenzione e salvaguardia delle specie arboree anche di sottobosco e di nuove piantumazioni in grado di sostituire piante ed alberi oramai senza vita che rappresentano sovente pericolo per la incolumità dei fruitori degli spazi verdi». Ed ancora che «la tutela e la valorizzazione delle suddette aree e delle attrezzature in esse esistenti destinate ad uso pubblico, con la finalità di promuovere l’attività ricreativa e la diffusione della cultura del rispetto del verde e, più in generale, del rispetto dell’ambiente oltre che il soddisfacimento degli interessi generali della collettività, costituisce ancora priorità per l’amministrazione insediatasi a seguito delle elezioni del Maggio 2017».

Tutte belle parole per preparare la privatizzazione dei parchi e delle altre aree verdi, che da sempre, come ricorda la stessa delibera, sono stati gestiti direttamente dal Comune e sono stati lasciati nel degrado e nell’abbandono.

E’ lecito chiedersi quale credibilità politica ha un’amministrazione che non riesce ad affidare un “bene comune” così importante per oltre un anno? Vuoi vedere che la gestione del verde pubblica era uno di quelle pratiche politiche che consentono di creare sacche particolari dove ci si può trovare di tutto?

Il Nucleo di valutazione cosa dice in merito dell’azione del singolo responsabile del servizio che dopo un anno non ha ancora prodotto ancora risultati per il paese e, in qualche modo, ha disatteso gli indirizzi che gli erano stati dati dalla Giunta.

Un anno fa, l’iniziativa poteva anche essere accolta come tesa a migliorare la manutenzione, conservazione e valorizzazione del patrimonio naturale e la sua fruibilità. Dopo un anno, invece, bisogna iniziare a considerare che, forse, le vere ragioni erano ovviamente diverse e che gli accordi si sono inceppati.

Certo è imbarazzante leggere, con un anno di fermo, il passaggio in cui si fa riferimento alla intenzione di «agevolare in maniera più diffusa l’uso e la frequentazione delle aree a verde del patrimonio pubblico favorendo al contempo l’aggregazione sociale nei luoghi a ciò destinati»….

Oggetto della «eventuale concessione in uso», con le annesse strutture, saranno i parchi: Pineta Mirtina di via Antonio Sogliuzzo; Pineta degli Atleti di via Michele Mazzella; Parco N. Bozzi al Corso Vittoria Colonna; Parco Pagoda di via Iasolino; Pineta degli Artisti di via Edgardo Cortese. E ancora i Giardini Vincenzo Telese del Lungomare C. Colombo e l’area verde di proprietà comunale digradante verso la Chiesetta di S. Anna a Cartaromana.

Un disastro sotto tutti i punti di vista. E non vogliamo ricordare l’ultimo episodio di vandalismo che abbiamo denunciato con tanto di video e che ha visto danneggiato un bene comune, le giostrine della Pineta degli Atleti che, se fosse stata data in uso, forse, sarebbe controllata e produttiva.

Quasi un anno fa gli uffici comunali sono stati nuovamente incaricati di acquisire, tramite avviso pubblico, «ipotesi di gestione e soluzioni progettuali riferite alla valorizzazione delle aree verdi pubbliche indicate da parte di soggetti in possesso dei requisiti di ordine generale per poter contrarre con la Pubblica Amministrazione, al fine di procedere alla concessione in uso delle aree verdi su specificate, dando atto che le ipotesi di gestione e le soluzioni progettuali eventualmente pervenute saranno esaminate e valutate da apposita Commissione composta da tre membri istituita con determinazione del responsabile del Servizio, tenuto conto delle capacità qualitative e migliorative che garantiscano al massimo la fruizione delle aree all’intera cittadinanza senza alcun aggravio di spesa alla Pubblica Amministrazione».

Cosa è stato fatto? Nei fatti nulla. Le pinete, il nostro “bene comune” sono lasciate al degrado, ai vandali figli di papà, ai gatti morti e agli sprechi di danaro pubblico.

Quasi un anno fa, Enzo aveva previsto che i progetti presentati dovevano comunque tassativamente prevedere: «a) apertura, chiusura, custodia delle aree verdi da parte del gestore; b) libera e pubblica fruizione negli orari di apertura; c) possibilità di delimitare porzioni di aree per svolgimento delle attività di cui ai progetti presentati».

Un anno fa. Poi è calato il sipario. Poi si è fermato tutto. Poi si è favorito e sponsorizzato qualche cooperativa. Nulla di più e il paese muore.

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