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LUIGI IACONO: “Serrara Fontana deve chiudere con i veleni. A molti non è piaciuto il disastro tra Caruso e Cesare”

“Non esiste che io mi possa candidare. Sarebbe una offesa verso i cittadini perché non è concepibile che uno arriva all’ultimo momento. Io ci tengo di più ad essere un influencer, come lo sono con Progetto Ischia a livello isolano e nel piccolo. Anche se poi non si realizza.”

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Gaetano Di Meglio | Dalle cronache del nostro giornale, l’ultima volta che ti abbiamo “visto” eri seduto al bar Ponte con l’amico Vincenzo Acunto. Si è parlato parecchio, dopo l’arrivo del commissario prefettizio a Serrara Fontana che è entrato un po’ nella storia… quale è l’idea che ti sei fatto rientrando a Ischia?
“Diciamo che con Vincenzo Acunto è stato uno degli incontri che ho fatto. L’idea di partenza con la quale sono venuto qui è quella di mettere in campo un progetto con delle idee, un piano operativo con focus sulle cose da fare e di cui c’è bisogno. Le elezioni a Serrara Fontana per me costituiscono un po’ un laboratorio di prospettiva di livello anche isolano. Il comune di Serrara Fontana, per le sue dimensioni e le sue problematiche si può prestare ad un esempio, voglio dire, di politica e di governo futuro perché è piccolo. E’ vero che anche nelle realtà piccole vi sono tante difficoltà, ad esempi vi sono le famiglie e i conflitti tra di loro, la stessa divisione che si è creata ora, divide soprattutto gli amici e le famiglie. E’ uno dei tanti l’incontro con Acunto e che ha anche due facce. Io ho detto e dico che bisogna un po’ chiudere con il passato perché questi veleni sono veleni che hanno avvelenato tanti i territori e le comunità. Il passo di parlare e chiarire è un aspetto importante.”

Sei venuto, hai incontrato più persone e immagino l’argomento principale sia stata l’analisi di cosa abbia portato alla rottura tra Caruso e Cesare ….
“Sul territorio ho incontrato tante persone che conosco e ho riscontrato un paese profondamente diviso tra fazioni, personalismi e soprattutto un paese dove la maggioranza silenziosa secondo me, non ha condiviso questa divisione. Uno mi ha detto in modo molto semplice che potevano arrivare alla fine dopodiché si dividevano… C’è questa maggioranza silenziosa che secondo me determinerà la scelta sulla futura amministrazione. Lamentano anche il fatto che questa divisione in realtà, di concreto, sui problemi del paese non ha nulla. Anche ora, sui post che fanno, ognuno promuove se stesso. Voglio dire, parlando dei figli… è una comunicazione che comprendo, ma non c’è un confronto sulle tematiche importanti per il paese. Ecco, io vorrei portare il dibattito su questo, lo spero ma è un po’ difficile. Ho ascoltato tutti e completerò questo giro di incontri. Per chiarezza voglio dire che fino ad ora c’è solo una parte, la parte di Cesare che si è aperta a capire e all’ascolto. Anche io ho ascoltato, porto avanti le mie idee e dico quello che penso. Più o meno il quadro che mi sono fatto è questo, di una difficoltà enorme.”

Un dato importante è che Tilde Trofa abbia sposato la causa di Caruso e Irene Iacono a differenza di Roberto, Umberto e Palma che erano del tuo gruppo…
“Non erano del gruppo mio, si fa confusione. In realtà in questi anni se mi hanno chiesto un parere, un consiglio io l’ho dato, ma la loro responsabilità di opposizione era quella di creare, e vi comprendo anche mio figlio, una alternativa in questi anni. Se come opposizione l’avessero creata, oggi avrebbero potuto inserirsi anche come probabili vincitori rispetto a due contendenti che si sono divisi. E’ faticoso fare l’opposizione.”

Pensi sia stato anche colpa del Covid?
“No. Se si vanno a vedere le ultime due o tre elezioni che ci sono state, le liste sono sempre state arrabattate all’ultimo momento. E questo è un segnale. C’è stata una responsabilità dell’opposizione e della maggioranza, ma io dico anche del sindaco perché in realtà il Sindaco doveva avere la capacità di tenere insieme le parti. Probabilmente ha avuto problemi, che non conosco, ma di certo non di scelta su problemi importanti che interessavano ai cittadini, è una questione personale. Io questo lo rifiuto. Oggi posso dire la mia se si hanno le idee per dirle. Io vorrei capire a Serrara Fontana che modello di sviluppo si ha. Faccio un esempio. Ci sono alcuni immobili pubblici inutilizzati. O ancora sull’Epomeo come si vuole fare? A cosa li vuoi destinare? A me interessa questo. Sulla sentieristica che c’era una volta e io avevo progettato, si vuole tirare fuori e aggiornare i progetti approfittando magari del Recovery Fund? Sulle terme, sulla mobilità, si vogliono fare riflessioni? Avete voglia di affrontare una sfida e creare a Serrara Fontana un modello che può essere imitato anche da altri comuni? Questa è una occasione e io ci sto mettendo attenzione proprio per questo ma non per candidarmi.”

Quindi non ti candidi?
“Non esiste che io mi possa candidare. Sarebbe una offesa verso i cittadini perché non è concepibile che uno arriva all’ultimo momento. Io ci tengo di più ad essere un influencer, come lo sono con Progetto Ischia a livello isolano e nel piccolo. Anche se poi non si realizza.”

Vivi fuori e vedi il tutto più da lontano. Allargando il discorso all’isola, quale è la percezione che si ha tornando in vacanza?
“Io quando vengo qui, devo dire la verità, non riesco a fare sempre le vacanza, cosa normale quando si torna nel luogo natio. Io faccio le vacanze vado altrove, quando vengo qui cerco di contemperare le due cose. L’impressione è che da lontano ci sono altri paesi e altri luoghi che crescono, si riorganizzano, sono al passo dei tempi, si preoccupano di fare turismo di qualità… quando arrivo sull’isola – senza offesa per nessuno – basta che prendo un traghetto o un taxi e arrivare a Sant’Angelo diventa una cosa drammatica. Qui c’è il tema della mobilità interna e esterna, rimasta tale da quando io andavo a scuola a Procida, ma ora con un afflusso di persone maggiore. Se mi metto nella posizione del turista, faccio fatica nello scegliere Ischia e i risultati si sono visti. Le stagioni si sono accorciate, ci sono alberghi in difficoltà, c’è un problema di cultura dell’accoglienza che sta andando in crisi. C’è una difficoltà anche di passaggio generazionale tra le famiglie e quindi tutte queste difficoltà stanno facendo andare in fallimento molte aziende. E’ questo il tema fondamentale. Bisogna voltare pagina, scegliere che tipo di isola vogliamo in un contesto di mercato internazionale che fa concorrenza. Non si può non perseguire un modello di sviluppo ecosostenibile.”

Faccio una domanda un po’ più cattivella… oggi sul tavolo c’è da una parte Cesare Mattera, amico, volto simpatico con una certa età e esperienza; dall’altro Irene Iacono donna, giovane diversa sensibilità, diverso approccio alla politica. Luigi Iacono chi sceglierebbe tra i due, al netto del dialogo? Certo è anche vero che nessuno dei due ci ha detto cosa vuole fare per Serrara Fontana…
“Io in realtà in questo momento ho difficoltà nel compiere una scelta perché sul tavolo non vi è nulla. Anche io devo un attimo finire il programma con dei punti e focus ben precisi. Ad esempio per Sant’Angelo io penso che bisogna recuperare la sua identità di villaggio di pescatori; chi ha la barca deve poterla tirare sulla spiaggia, come era una volta. Penso che bisognerebbe modificare le scogliere che sono a ponente, modificare certi progetti… in questo momento vedo due proposte sul tavolo che non hanno una identità. Sono due profili. Uno che si presenta come mamma – ed è anche importante questo- e un altro come uno che ha sempre lavorato e non ha imbrogliato – ed è un altro punto importante – ma io vorrei sapere domani mattina nei primi 100 giorni, cosa fai quando vai lì? A Cesare, che mi ha incontrato, io ho spiegato questo. Stessa cosa con mio figlio. Per quanto riguarda l’opposizione, la stessa si è frantumata. Tilde se ne va con quello, quegli altri hanno scelto Cesare, Roberto non sta ancora con nessuno perché segue questa idea che sto dicendo io e poi vedremo cosa succede. Io l’altra volta dissi a Roberto di non candidarsi perché fa l’avvocato e aveva poco tempo, gli ho ripetuto la stessa cosa questo anno, ma se vi fosse una apertura chiara, farei una riflessione.”

Che significa una “apertura chiara”?
“Significa prendere il mio progetto e portarlo avanti.”

La politica è anche compromesso. Su cosa saresti disposto a venire incontro?
“Non sono disposto a nulla fuorché prendere il progetto, anche con il nome che ho dato, sarebbe “Maestrale”. Non transigo su questo.”

Allarghiamo un po’ il discorso. Mario Draghi?
“Ecco, pensavo: adesso in qualsiasi luogo d’Italia che si va e nelle amministrazioni comunali che ho visto, si dice “ci vorrebbe un Draghi”. Ecco, io dico che ce ne vorrebbe uno sull’isola di Ischia. L’ideale sarebbe a Serrara Fontana. I due contendenti dopo 10 anni e più di amministrazione avrebbero dovuto dire agli altri cerchiamo una nuova persona. Io quando sono uscito, non ho più messo piede sul comune. Io avrei auspicato che entrambi i contendenti sarebbero usciti e tirato fuori un “Draghi” dicendo che i prossimi 5 anni sono importantissimi per le scelte che bisogna fare e le progettualità che servono.”
Per l’Italia che impressione ti fa?“Penso sia una fortuna, ho auspicato molto questa presenza ad ora efficace. Dobbiamo vedere ora alla prova dei prossimi mesi sui progetti.”

Come hai vissuto il covid? Tu sei stato al Nord.
“La prima parte del Covid, nel 2020, l’ho vissuta con tantissima preoccupazione tanto è vero che come Progetto Ischia abbiamo creato una chat con tutti i sindaci dell’isola e i due onorevoli che ci sono, discutendo molto delle cose che servivano facendo anche delle call e ponendoci domande anche sul turismo post covid. Io portai un esperto di marketing internazionale sul turismo dove abbiamo fatto anche dei confronti con tutti i sindaci e con gli onorevoli, ho coinvolto anche Capri e Anacapri. La preoccupazione era quella del covid, come Progetto Ischia abbiamo fatto anche un progetto/programma offerto all’asl e sindaci perché auspicavamo in un maggiore coordinamento tra i sindaci ma ho avuto la sensazione che ognuno ha fatto da se e hanno anche trovato difficoltà a governare insieme questa cosa. La prima parte è stata una paura forte. Quando c’è stato il problema di Villa Mercede, c’è stata una grande paura perché quello che si verificava al Nord si stava verificando anche qui. Noi conosciamo le carenze che abbiamo sull’isola nonostante il lavoro che c’è stato da parte dell’ASL. Ci ha lasciato anche qualche amico e ciò dispiace molto, ma quella esperienza ci ha mostrato che dobbiamo fare qualcosa in questo campo, il socio-sanitario. Ci sono case di riposo in cui ci sono difficoltà, come anche per la medicina sul territorio. Quindi dobbiamo approfittare di questo. Ho l’impressione che non si stia muovendo molto su questo e non vi sia interesse, ciò mi preoccupa.”

A livello personale come è stato?
“Al Nord questa cosa è stata molto preoccupante. Lì c’è stato un periodo chiusi in casa ed è stata una esperienza brutta che ha creato tanti problemi sui giovani, ci sono diverse aziende fallite, qualcuno si è arricchito, altri si stanno riprendendo… però lì la cultura è diversa. Dopo la sofferenza si rimboccano le maniche e si mettono a lavorare per cui stanno uscendo da questa situazione. La sanità probabilmente funziona un po’ meglio, non come quella a Milano. Nel Veneto c’è una buona medicina territoriale. Io faccio il direttore di una Fondazione partecipata, ma lo faccio per volontariato, per dare una mano, che gestisce case di riposo. Ora stiamo facendo una analisi dei bisogni e si sta puntando a sviluppare la medicina del territorio e l’assistenza domiciliare degli anziani. Sono contento perché l’altro giorno ho incontrato una ragazza di Serrara che fa l’infermiera e ne sono stato contento. Una ragazza che sfida la lontananza mi ha reso contento.”

Progetto Ischia e l’isola di Ischia nel 2021… quale sono i prossimi passi?
“Io credo che bisogna continuare a creare delle occasioni di confronto sperando che in qualcuno si accenda qualche lampadina e pensi di poter fare qualcosa. Non noto molta attenzione da parte degli amministratori che dovrebbero essere i primi a fare un programma con valori che esprime anche Progetto Ischia, neutrale alle parti politiche. Io sono un ottimista, non sono pessimista e insisterò su questo e vedremo anche a partire da Serrara Fontana cosa succede.”

Vincenzo Acunto che fa, si candida?
“Non ha ambizioni di candidature, ha preoccupazioni per il paese come scrive e descrive nelle sue opinioni. Io gli ho detto che è troppo pessimista, dovrebbe essere più ottimista. Sintetizzare un po’ di più. Però l’ho trovato più ragionevole rispetto a prima, ora credo che bisogna avere più unità.”

Hai incontrato Garibaldi?
“No, non c’è stata l’opportunità. Lo incontreremo emi auguro che ci si possa confrontare.”

Quando esce il programma Progetto Ischia?
“Io torno su domani e spero nel giro di 10 o 15 giorni di chiuderlo.”

Quindi non ci dici Roberto chi ha scelto?
“Roberto se sceglie, sceglierà quello che dice Progetto Ischia”.

www.ildispari.it

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