Luigi Iacono: “Ischia futuro e condono”

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Luigi Iacono* | Non viviamo tempi facili, semmai li avessimo vissuti negli ultimi anni. E’ da tempo che si intrecciano crisi di diversa natura che coinvolgono le persone, le organizzazioni, le istituzioni. L’ultima in ordine di tempo, la pandemia globale, non del tutto inattesa, ha prodotto effetti per la nostra vita personale e avrà effetti significativi sul lavoro, i redditi, l’occupazione. È arduo prevedere quanto tempo occorrerà per uscire da questa crisi che, in ogni caso, deve essere affrontata con spirito solidale e con la necessaria unità e consapevolezza. Consapevolezza di quello che eravamo e saremo.

Personalmente non sono convinto che tanti di noi abbiano davvero piena consapevolezza di quello che eravamo. Immaginiamo dunque quale sarà la consapevolezza di quello che saremo visti gli errori del passato mai riconosciuti.
Dobbiamo ripartire dall’essere pienamente consapevoli che tutti stiamo affrontando un inevitabile cambiamento e che dovremo approcciare questa sfida in questa nuova era consapevoli prima di tutto delle nostre debolezze, esacerbate da un modello territoriale, politico e amministrativo incerto e inadeguato.

Prima ci rendiamo conto dunque che la rottura con il passato è però definitiva e prendiamo i conseguenti provvedimenti, più rapidi saranno i progressi ed i benefici che ne trarremo.
L’Isola d’Ischia, com’è ovvio, non è immune da questo cambio d’epoca e deve pensare a cosa fare, anche perché a causa delle caratteristiche della sua economia l’impatto economico sarà enorme.
È una sfida da affrontare per la Comunità isolana pensando in termini di modernità, innovazione e sostenibilità. Bisogna essere capaci di mobilitare talenti e risorse, agire con agilità e soprattutto immaginando il futuro a cui questa crisi ci invita. Una visione per il futuro che per l’Isola non è difficile capire e che Progetto Ischia ha già indicato: “un’Isola modello di benessere, di sviluppo sostenibile e di coesione sociale. Un’Isola impegnata ad offrire relazioni e servizi di qualità a chi la vive. Per questo sarà l’Isola dove le regole, le buone regole, rappresentano un valore fondante della Comunità isolana; la casa, l’educazione, la salute sono un diritto di tutti; la cultura, l’arte, l’architettura e il paesaggio stimolano l’immaginazione e lo spirito; il paesaggio e le forme costruite sono in equilibrio con uno sviluppo sostenibile; le costruzioni e le infrastrutture sono sicure ed ecologicamente efficienti”.

Gli eventi ci impongono di discutere e decidere il modello di commercio, turismo, mobilità e urbanistica da seguire in una società che si muoverà in modo diverso, consumerà in modo diverso e si divertirà in modo diverso.
Grazie anche allo scudo dell’Unione europea ci saranno risorse a sostegno dell’emergenza in corso e da investire anche nelle infrastrutture pubbliche e private. Tra queste ultime ci sono le strutture delle attività produttive, molte delle quali coinvolte da anni nei vari condoni edilizi, che costituiscono la fonte di reddito essenziale per gli isolani. I condoni sono un retaggio del passato da considerare tra le principali criticità e debolezze che ci portiamo dietro da decenni, un problema che non possiamo non affrontare e risolvere ora per un corretto impiego delle risorse ed il rilancio economico e sociale dell’Isola d’Ischia, oggi più che mai indifferibile se vogliamo dare una speranza alle presenti e soprattutto future generazioni.

* www.progettoischia.it

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