domenica, Giugno 20, 2021

Luci spente su Lacco Ameno. Buio sul Corso dalle 18.00

In primo piano

La situazione è cosi delicata che sabato 15 maggio le imprese del Corso Angelo Rizzoli, in gran parte hanno deciso di spegnere le vetrine in segno di dissenso con le scelte amministrative. Oltre il porto c’è stato un duro scambio di vedute sulla decisone di chiudere il centro principale del paese proprio in occasione delel riaperture post covid e della festa di Santa Restituta.

A far scattare la decisone il dissesto aperto con il sindaco Giacomo Pascale che si sarebbe dimostrato poco aperto al dialogo ed a trattare la questione viabilità, sosta e porto. Il particolare emerso nel corso di una lunga telefonata dai un esercente di Piazzetta del Pescatore ed il primo cittadino stesso. La protesta silenziosa, il lavoro al “buio” dei commercianti è solo un aspetto del malessere che serpeggia.

Il contenzioso, poi, più che altro politico, ufficialmente tra Comune e Gestore dello Scalo, ci evidenzia che il Paese è guidato da un forza politica, presente nel paese anche a fronte di un mandato sindacale che va oltre i quattro anni, e che non è in grado di stabilire come gestire le proprie risorse e la propria economica perché non sa quale amico accontentare, piuttosto che preservare gli interessi della comunità. Non ha ben chiare le necessità del territorio, oltre i propri orizzonti personali, non ha prosate attuabili e pratiche immediate, non ha sostanza istituzionale nel prospettare indicative e progetti.

E quello che dovrebbe diventarne il volano di sviluppo del paese, diventa scenario di mala gestione del potere da parte di chi muove le fila del Palazzo. Piani senza orizzonti, fondati, persino, su procedure che in questa fase non ha alcuna legittimità giuridica e che quindi rischia di creare più danni di quanti ne siano stati fatti in passato. Il rimedio rischia di essere peggiore dei mali.

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