martedì, Giugno 15, 2021

Luci ischitane e chiavi consegnate. La protesta dei commercianti per evitare il “fallimento” da Covid-19

In primo piano

Quella di ieri è stata, davvero, una serata molto particolare per i tantissimi ristoratori che, anche sulla nostra isola, hanno aderito all’iniziativa “RisorgiamoItalia”.
Insegne accese per l’ultima volta e, questa mattina, la consegna delle chiavi al Sindaco.
“Vogliamo esprimere – scrivono i titolari di Porto51, noto locale della Riva Destra ad Ischia – con un gesto simbolico la nostra volontà di tornare in piena attività. Produrre, generare occupazione e regalare emozioni sono le nostre vocazioni, assicurare un contributo produttivo al sistema paese, la nostra missione. esprimiamo un secco rifiuto ad una modalita’ di apertura che ci consegni a fallimento sicuro. Le nostre attività sono state chiuse per decreto, i ricavi sono stati azzerati, siamo stati privati del nostro lavoro e delle libertà. Consapevoli del dramma sanitario che si stava abbattendo sul paese, abbiamo accettato questi enormi sacrifici di buon grado. Oggi, con una sola voce, vogliamo manifestare in migliaia la delusione di chi è stato lasciato solo con le proprie spese, i dipendenti, gli impegni economici pregressi e le incertezze future. A fronte della nostra grande disponibilità, l’azione del governo fino ad oggi si è dimostrata tardiva ed insufficiente. Aprire con il 30% dei ricavi ed il 100% dei costi significa lanciarsi nel vuoto….. Questo è un gioco al massacro cui non vogliamo partecipare. Senza le dovute garanzie non riapriremo! #risorgiamoitalia #iononpossoaprire”.
Sono tanti, infatti, i sacrifici che i ristoratori compiono per portare avanti la propria attività e, in piena emergenza sanitaria ed economica, le incognite per il comparto sono ancora tante, troppe.

foto Franco Trani

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