LORO, L’ALIBI DEL SINDACO. Il disastro di Enzo Ferrandino è anche colpa di Gianluca Trani e Ottorino Mattera

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Gaetano Di Meglio | Il consiglio comune di Ischia, come i precedenti, sono la prova del disastro politico non solo della maggioranza di Enzo Ferrandino, ma anche della minoranza di Gianluca Trani.
Secondo Wikipedia “l’opposizione, nella terminologia della politica, indica una rappresentanza politica che in un sistema decisionale non copre la maggioranza dei decisori e che spesso si assume l’impegno o obbligo come alternativa di governo alla maggioranza parlamentare o consiliare. Il termine viene usato in ambito politico per indicare le forze politiche che non esercitano il potere esecutivo, ma generalmente si oppongono alle decisioni di questo”. Questo è quello che Gianluca Trani e Ottorino Mattera in particolare non stanno facendo.

Lo show, indegno, degli emendamenti presentati al bilancio di previsione che ha permesso ad Enzo Ferrandino di fare la figura dello statista è la prova che anche dall’altra parte del consiglio comunale c’è più di qualcosa che non va.
Non è credibile, infatti, che una forza di minoranza, presenti 18 emendamenti sconosciuti a tutti, la mattina del civico consesso con proposte demagogiche, populiste e dallo scarso interesse giusto per fare vedere che c’erano.
Non è possibile che non esista una forza di opposizione seria, massiccia e puntuale contro il disastro di Enzo Ferrandino. E non deve essere possibile perché, domani, la mancanza di questa forza, potrà essere una discriminante proprio per Enzo Ferrandino.
Il peggior sindaco della storia di Ischia lo è anche perché non c’è nessun contrappeso. Non c’è chi, dall’altra parte, lo metta spalle al muro e gli faccia sentire il fiato sul collo. Che lo metta in difficoltà, che porti in evidenza il disastro di cui siamo tutti spettatori.
Due pinete distrutte, una terza coi problemi di cui ne parliamo a parte. In questo 2020 siamo quasi mezzi salvi perché viviamo mesi di lockdown e non abbiamo pagato il conto della mancanza di programmazione sulla viabilità e dei disastri a cui assistiamo ogni giorno per il traffico e ad ogni piccola pioggia.

Piazza degli Eroi grida vendetta, le casse comunali sono appesantite da lavori fatti in debito e senza forme di finanziamento esterne. La casa comunale è una coacervo di impreparati scelti secondo il grado di parentela e di convenienza politica. E tra poco si allargherà con il fabbisogno-vergogna varato dalla giunta Ferrandino.
La gestione del suolo pubblico a due velocità è una vergogna che merita vendetta. Ai colossi come Eni e come la “società” della consigliera Criscuolo viene concesso per anni interi mentre le imprese ischitane sono costrette al maglio annuale della correttezza delle posizioni e al ricatto politico ogni 12 mesi.
La gestione politica del comune di Ischia è ridotta a dependance del Cannavale. Le decisioni vengono prese a casa di Paolo o di Dionigi e attendono il vaglio di Claudia ed è questo l’andazzo degradante del comune di Ischia.
Il comune di Forio fa la voce grossa e Ischia si deve rifugiare dietro il sindaco di Barano, e “conquistare” la fedeltà del sindaco di Serrara Fontana con affidamenti da migliaia di euro.

Oltre 2 milioni e mezzo di anticipazione costante, che ci costano altre centinaia di migliaia di euro in interessi bancari, e altri sono la fotografia della sofferenza delle casse del comune di Ischia. Un comune che rotola verso il fondo per la miopia di un sindaco incapace di fare squadra, di un manipolo di consiglieri comunali affamati di piccoli affari personali e di una classe politica che, nel suo complesso, si odia.
Tutto questo, però, va portato in evidenza. Va gridato. Va detto. Va denunciato. Tutto questo non può restare nell’azione coraggiosa e solitaria di un giornale libero, indipendente e con le idee ben chiare rispetto a quello che vuole.
Tutto questo non può essere il frutto di una denuncia giornalistica, frutto di un coraggioso e testardo amore per la propria terra di un cittadino libero che non vuole arrendersi alla mediocrità che diffonde il sindaco. Questa contagiosità del mediocre, di cui Enzo Ferrandino è simbolo, non può continuare ad essere il grimaldello della stampa con la schiena dritta, deve diventare argomento politico.

Deve essere un’azione di contrasto sociale e civile. Il racconto delle condizioni del comune di Ischia che portiamo avanti, fermamente incatenato sulla realtà delle cose, deve essere alimentato da un dibattito politico, sociale e civile che deve avere nella stampa (anche quella che scodinzola fin sopra la “Finestra” a Barano) un hot spot, un amplificatore, un moltiplicatore.
Non potete continuare a stare in silenzio. Non potete continuare a non fare opposizione. Enzo sta distruggendo un paese con la vostra complicità. Enzo ci sta portando a morire e voi gli state costruendo l’abili.
E’ arrivato il tempo di fare sul serio. Di scendere in campo, di dire le cose come stanno. Di mostrare agli ischitani la verità.

1 commento

  1. Questo articolo dovrebbe diventare il punto di partenza di una riscossa politica da parte di tutti coloro ( giovani e anziani) che conoscono il valore della dignità e del nostro territorio a vocazione turistica.

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