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L’ora delle scelte e delle ritorsioni la maggioranza. Pascale traballa

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Ida Trofa | Un addio dietro l’altro. L’emorragia nel popolo “libertà-libertà” non si arresta neppure a cavallo di questi caldi mesi di luglio e agosto. Anzi.
Vi ricordate quando il comandante Raffale Monti finì nella guerra tra Domenico De Siano e Giacomo Pascale? Accadeva quando ancora i due pezzi da novanta della politica lacchese si baciavano in bocca. Ora che si schifano a vicenda, c’è una storia analoga, fatta di analoghe bassezze che si registrano tra Pascale e un suo baby consigliere. Nel mezzo, ancora, un alto dirigente comunale. Al centro della contesa gli abusi di famiglia del consigliere che, pur di sanare ogni addebito familiare, vorrebbe imporre torture amministrative e spedizioni punitive a carico di chi ha messo nell’angolo i familiari abusivi ottenendo la demolizione e la cancellazione degli obbrobri edilizi.

Tra ricatti e forzature la maggioranza Pascale traballa. Note di demerito agli uffici e protocollo di remissione delle deleghe pronto in bozza
Mentre sul porto di Lacco Ameno si scriveva l’ennesima brutta pagina di governo, il primo a lasciare Giacomo Pascale le sue deleghe è stato un baby consigliere a cui il sindaco nobile, aveva concesso l’onore della prima nomina nella storia del consiglio comunale del Fungo. Almeno ha provato a farlo.
Nelle sempre più cupe stanze della Torre comunale ci si prepara alla festa del porto che poi si trasformerà nella disfatta e nella mancata presa dello scalo e, contestualmente, l’ultimo consigliere scontento firmava il suo (minacciato) addio.

Un gesto evidentemente poco sofferto, ma meditato a lungo, che si spiegherebbe dietro una serie di denunce, anonime, inoltrate all’indirizzo degli organi di Polizia Giudiziaria che sarebbero fruttate ben due note di demerito inoltrate in un sol mese dal summenzionato baby consigliere costantemente in procinto di dimettersi.
Note contro i pubblici uffici e, in particolare, a carico proprio del comandante dei Vigili. Una jacuvella che è già fruttata ben due rinvii a giudizio nel merito del caso abusi familiari e pubbliche vessazioni a carico dei privati cittadini.
Al centro della vicenda tra il politico ed il privato il Palazzo Ciannelli e la Via Cristoforo Colombo.
Subito dopo le due note di demerito, un’altra botta per gli uffici comunali e l’esecutivo di governo: la remissione delle deleghe di cui vi narravamo “per insanabili divergenze” prodotta al protocollo del comune dallo stesso baby libertino. Un ricatto evidente!

Il Barone corre e… ripara?

Giacomo Pacale che fa? Allertato dal protocollo locale sulla presenza del documento di consegna delle deleghe concesse, il primo cittadino si precipita a palazzo per bloccare la ratifica e tentare di ricomporre lo stappo. Perdere l’ultimo consigliere che ne certifica la maggioranza e la reggenza sarebbe stata un’onta insopportabile.
Sapeva fin dall’inizio di dover combattere contro l’euforia e la smania del potere, certe cariche sono solo per stomaci forti. Sapeva che la pochezza dello stuolo che si era trascinato dietro nei sogni di gloria avrebbe potuto intaccare i suoi programmi o, ancor peggio, distruggerli sul nascere. E così è stato: alcuni dei libertadores del Fungo sono caduti, molti sono stati contagiati dalla brama di comandare, altri sono scappati dall’isterismo di maggioranza. Ma Giacomo è ancora li, e alla fine dovrà decidere se trascinarsi, cedendo ad ogni capriccio o abbandonare il campo con dignità gettandosi alle spalle ogni zavorra.
Reggerà o non reggerà la maggioranza di Lacco Ameno?

Il sindaco cederà all’ultima pretesa?

Saranno consegnate le deleghe e rimesse nelle mani del sindaco i poteri di conduzione del consiglio comunale? Tanti interrogativi e poche certezze. Quelle che mancano anche nell’agenda Pascale. Nonostante la gravità della situazione, bisognerà aspettare agosto per conoscere il programma degli scontenti del Barone, fondatore di un gruppo disomogeneo e confusionario che ha tratti rende l’idea di una banda di Minions discesi sul campanile con il fondatore de il Faro che ad oggi più faro non è.

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