Lo “sciopero” di Roberta e Luca. Boccanfuso e Spignese disertano le giunte

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La giunta di Ischia è composta da Enzo Ferrandino, Luigi Di Vaia e Paolo Ferrandino e Carolina Monti. Poi ci sono Luca Spignese e Roberta Boccanfuso.

Di questi, però, Roberta Boccanfuso e Luca Spignese stanno portando avanti uno sciopero della giunta. Da mesi, infatti, entrambi non partecipano alla vita amministrativa del paese e, serenamente, incassano il loro stipendio a fine mese.

Abbiamo fatto un controllo e, oltre a qualche delibera del passato che meriterebbe una spiegazione in merito ai “NO”, abbiamo notato l’assenza costante degli assessori.

Si parte dal 12 luglio. E basta controllare le delibera di giunta numero 58, 59, 60, 61, 62, 63. La 64 non è presente sul sito internet del comune di Ischia. Cosa nasconde? Cosa hanno approvato e cosa non dobbiamo sapere?

Poi c’è ancora la 65. E poi un’altra delibera fantasma, la 66. Poi una corsa dalla 67 fino al numero 81 della seduta del 27 settembre 2019.

Uno sciopero politico, questo di Roberta e Luca, che è la sintesi di quello che accade a Ischia. Una realtà, così forte, che mette in imbarazza il presidente del consiglio comunale, Ottorino Mattera, che va in giro a raccontare di unità e pace in amministrazione. Certo, questo lo può dire a chi viene pagato per fare certe domande, non a chi, invece, ha l’evidenza che il suo assessore, quello candidato con lui e che lui ha fatto nominare in giunta non presiede ad una seduta di giunta e non vota nulla da mesi. Ma incassa lo stipendio a fine mese.

Per restare in zona Ottorino Mattera e provare ad illustrare quello che per il presidente del consiglio comunale non dice è opportuno segnalare due episodi. Il presidente parla di unità quando perde il liquidatore di Ischia Risorsa Mare. Una evidente bocciatura politica di Pierluca Ghirelli e dei suoi sponsor politici, Luca Spignese e Ottorino Mattera.

Il cambio politico con il rappresentante dei Balestrieri, infatti, non può non avere un significato politico.

Un cambio che, però, non dovrebbe giustificare lo sciopero della giunta di Luca Spignese.

Dall’altro lato, invece, c’è Roberta Boccanfuso, diventata assessore dopo un anno dall’elezione del sindaco perché lo stesso aveva perso i numeri e, invece, di dimettersi e liberare Ischia dalla sua gestione, ha imbarcato due transfughi dalla minoranza: Antonio Mazzella e Antonello Sorrentino.

Però, mentre la figlia di Luigi Boccanfuso,  ha sbattuto in faccia il malcontento al sindaco Enzo, Luca tace e incassa. Proprio come il suo “presidente”, Ottorino Mattera che non riesce neanche più a proteggere le associazioni sportive che sono il suo “core” business elettorale.

La storia che vi abbiamo raccontato la settimana scorsa, quella dell’uso delle strutture sportive, del doppio metro di autorizzazioni e dello spazio operativo che Enzo garantisce alle associazioni che fanno capo al gruppo della Sciarappa contro quelle che fanno riferimento ad Ottorino Mattera è l’altra prova che racconta di come non ci sia unità e armonia in questa amministrazione che, giorno dopo giorno, continua a rendere la vita degli ischitani un vero e proprio inferno.

Però, mentre Luca Spignese e Ottorino Mattera fanno finta di nulla, Roberta Boccanfuso aveva messo nero su bianco la bocciatura al sindaco di Ischia.

L’assessore Boccanfuso, nella sua nota del 20 giugno scrisse: “…ho dovuto prendere atto che non vi è stata alcuna forma di collaborazione e di coinvolgimento per affrontare alcune criticità in settori strettamente connessi ad alcune deleghe che mi hai assegnato e più precisamente alla materia del suolo pubblico e della difesa delle isole pedonali. Ciò nonostante ho sempre cercato di interpretare il mio ruolo con grande slancio ma al tempo stesso all’insegna della prudenza e del buon senso e come tu ben sai, durante questo primo anno di assessorato, in numerose circostanze ho saputo fare un passo indietro rispetto al alcune questioni che ritenevo andassero affrontate e risolte avendo a cuore maggiore attenzione verso il pubblico interesse. Purtroppo la sistematica e progressiva estromissione nelle decisioni delle materie strettamente legate alle mie deleghe, mi espone inevitabilmente al pubblico ludibrio come ripetutosi negli ultimi tempi”

Il “tutto fermo”, ovvero la strategia del primo cittadino che rispecchia la gestione del verde pubblico, del problema traffico, del problema trasporti pubblici, del problema sanità e del problema turismo si rispecchia anche sulla gestione politica della sua amministrazione.

Parole dure che hanno aperto una guerra interna alla maggioranza ma che Enzo Ferrandino prova a “comprarsi” con lo stipendio che versiamo all’assessore Boccanfuso che manca, da mesi, alle sedute di giunte?

L’assenza di due assessori che non frequentano la giunta da mesi ha un valore politico? Due assessori che non approvano gli atti dell’amministrazione di cui fanno parte sono un segno evidente del modo di agire del sindaco. Il dato preoccupante è proprio questo: per il sindaco non fa differenza. Lui gestisce tutto da solo. Non ha bisogno di assessori. La giunta può essere un surrogato tecnico, un pezzo aggiunto dal valore “zero”, tanto alla fine, di sceglie e decide è il Cerbero composto da Enzo, Paolo e Gigi. O meglio, non decide, ma va avanti perseguendo le singole necessità di portato elettorale senza nessun riverbero, reale, sul territorio.

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