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Lo scalo nella “capitale” che penalizza Ischia: due ore di navigazione, così non va!

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Ida Trofa | Gli effetti non del tutto positivi di avere un isola vicina come capitale della Cultura a fronte di una politica dei trasporti indegna non sono tardati ad arrivare.
Come raccontiamo da sempre, disagi anche legati ai trasporti ed i servizi pubblici messi a dura prova, con il divieto anti-Covid, ma anche da un deficit strutturale legato all’organizzazione dei trasporti.
Vi abbiamo già parlato di un servizio sulle vie del mare non sempre all’altezza, sopratutto sotto il profilo igienico: navigliò sporco, mancato rispetto dell’obbligo di indossare i DDS. Ebbene non è solo il covid ad alimentare i malumori sulle vie del mare.

Per l’effetto di “Procida Capitale della Cultura 2022”, l’isola ha registrato grandi numeri e trasporti straordinari già dall’estate 2021. Le compagnie di navigazione chiamate ad ampliare l’offerta per l’enorme mole di richieste hanno predisposto linee veloci anche con il porto di Pozzuoli e battelli solo per i rientri mentre le navi traghetto sempre più spesso fanno scalo presso il porto “capitolino” causando inevitabili conseguenze per l’ultima destinazione del golfo: Ischia.
Infatti, se il miracolo culturale è già sbarcato sull’isola di Arturo, l’isola verde patisce gli effetti di una programmazione inesistente nella gestione di dei traffici e trasporti marittimi con gravi carenze che si ripercuotono sulla popolazione e sui servizi.

Benché l’investitura ufficiale riguardi il 2022, l’isola di Arturo in questa edizione dell’estate 2021 è stata letteralmente presa d’assalto da centinaia di migliaia di visitatori, turisti e gruppi organizzanti che non hanno restino al richiamo evocativo del marchio capitolino. Così anche le compagnie di navigazione, ancora prima quelle del trasporto locale, sono state chiamate a metterci una pezza.
Scali, navi appoggio e quant’altro per condurre oltre il golfo di Napoli e l’inferno del Molo Beverello e il vicino scalo di Pozzuoli, l’incredibile quantità di viaggiatori diretti a Procida. Ma nessun trasporto specifico per Procida, per sostenere l’enorme onda d’urto determinata dai flussi in transito è stato previsto.
La necessità di servire Procida, soprattutto con i traghetti costretti quasi sempre a far scalo ha avuto enormi riflessi e tutti negativi, sulle vie del mare per Ischia.

Di fatto, con lo scalo a Procida e l’aumento dei traffici, ci si mette sempre più tempo a raggiungere la più grande delle perle del golfo.
Con più viaggiatori e più scali si allungano, ovviamente, i tempi di carico e scarico della nave e di rimando i tempi di percorrenza. Attualmente, per raggiungere Ischia in traghetto ci si impiegano almeno due ore! Assurdo.
Sono decine le segnalazioni giunte in redazione, specie dal settore dei trasporti ed autotrasporti, costretti ad utilizzare le navi, senza contare le esperienze, poco edificanti, vissute sulla nostra pelle di pendolari.
Va detto che la nostra regione, le isole, i servizi connessi, non si sono dimostrati affatto attrezzati per sostenere l’impegno e affrontare la sfida delle tante richieste turistiche.

A questo punto andrebbe presa. in considerazione la necessità di prevedere traghetti e linee solo per la Capitale della Cultura. Dovrebbe farlo il settore Trasporti regionale, dovrebbero farlo le autorità e sollecitarlo, soprattutto i territori e le compagnie di navigazione. Un obbiettivo da raggiungere di concerto con le istituzioni e l’imprescindibile sostegno, anche economico della Regione. Ora più che mai è chiaro come servono mezzi dedicati per ridurre al minimo gli scali ed evitare che Ischia subisca solo gli effetti negativi della promozione culturale in favore di Procida
Che succederà il prossimo anno quando sarà davvero capitale? E’ chiaro come serva una maggiore programmazione e previsioni puntuali per evitare il tracollo del settore. Così non va.

2 Commenti

  1. E io continuo a dire che la mancata attivazione del porto di Torregaveta è un assurdo che travalica finanche la storica indolenza meridionale. Oltre ad essere un magnifico regalo di perenne Babbo Natale per un folto gruppo di amministratori e di armatori.

  2. Quando arrivarono le prima navi della Caremar, volavano sull’acqua, ed erano quasi in competizioone con gli aliscafi, che a quel tempo si chiamavano ALISCAFI, con le ali, si accorsero e rallentarono un poì’ la velopcità dei traghetti che ci impigavano circa un’ora,. Oggi con tutta la tecnologia a disposizione, abbiamo due ore per Ischia e aliscafi, catamarani che ci impiagano quasi un’ora, con costi elevatissimi, grazie tecnologia Grazie

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