L’Isola è nel Continente. Lettera aperta a S.E. Mons. Pietro Lagnese, Vescovo d’ Ischia, scritta 2 giorni prima della nomina a Vescovo di Caserta

0

“Se nel cammino verso una meta prescelta, un altro si avvicina a voi, non domantategli da dove viene ma dove va; e se la sua meta è quella stessa da voi prescelta, proseguite il cammino insieme a lui”.
Papa Giovanni XXIII

Eccellenza Reverendissima, Mi permetto rivolgermi a Lei nel titolo di “Eccellenza” che Santa Romana Chiesa conferisce da secoli ai suoi Vescovi e che la Sala Stampa del Vaticano riconferma ogni volta che viene nominato un Vescovo così come ha fatto di recente con S.E. Domenico Battaglia, nominato Arcivescovo Metropolita di Napoli in sostituzione di Sua Eminenza Crescenzo Sepe per limite di età. Sono titoli che la Repubblica Italiana ha eliminato nella sua articolazione burocratica per confermare la sua assoluta laicità nella sua “ Unità indivisibile” solennemente espressa nella sua Costituzione.

Ma la Chiesa – pur quella del Concilio Vaticano II – li conferma e lo fa, penso, non per l’ ONORE che viene conferito ad un suo Sacerdote ma per la RESPONSABILITA’ che viene assegnata ad un militante del messaggio di Cristo. E’ in funzione di questa responsabilità che Le impone di accudire il Cuore e la Mente (espressione che preferisco rispetto a “pastore” e “gregge”) di 64mila abitanti dell’isola d’ Ischia con 25 Parrocchie, 75 Chiese e soli 40 Sacerdoti ma con piccolo e valoroso esercito di volontari ai quali va la mia ammirazione che Lei scrive un appello ai sei sindaci dei sei Comuni dell’ isola. Ricordando a tutti il momento drammatico che stiamo vivendo con la pandemia e richiamando l’ impegno sociale della Chiesa che è in Ischia: 12 mila voucher per buoni spesa; 2mila famiglie assistite dalla Caritas per sostegni alimentari; Aiuti per fitti e spese sanitarie; – Annuncio del “ Natale Buono”.

Lei indica 5 punti nella sua lettera: un “Fondo di solidarietà intercomunale”; un “tavolo istituzionale” per una rete di esigenze; un “Osservatorio delle povertà”; un organismo di interlocuzione con le altre Istituzioni; un ufficio di “comunicazione unitario” per la rinascita del territorio. Ella ricorda all’ inizio della Lettera che “ha sul tavolo l’enciclica “Fratelli tutti” di Papa Francesco e la cita in passaggi essenziali. Il Direttore di questo giornale “Il Dispari”, Gaetano Di Meglio, lunedì 14 dicembre2020 le ha espresso il suo ringraziamento al quale di associo ma ha confermato la sua e la nostra opinione sull“incapacità dei primi cittadini” considerando un “dramma la classe politica che ci rappresenta” e conferma in maniera netta che la soluzione è il COMUNE UNICO per il quale stiamo lottando molti di noi da oltre 35 anni. Sarebbe l’ ideale “ soggetto attuatore” di un Grande Piano di Opere Pubbliche ed un Grande Piano per il Lavoro.
Ho difficoltà, nella estrema restrizione dello spazio giornalistico,ad esprimere il mio pensiero compiuto ma ritengo opportuno quanto ho scritto di recente su questo giornale: “ 10 anni, più Ombre che Luci”( 6 dicembre), “ l’ Europa a Mezzogiorno-appello al Centro Studi, al Sadoul, all’ OSIS per un Piano Economico”(29 novembre) , “ 17, la Sanità dimenticata. Un secondo ospedale per Ischia”, “ l’ Edificio della Carità ed il Giuramento di Ippocrate” ( 15 novembre), “ Ischia, l’ Italia in un’Isola senza Europa”(8 novembre), “ 9 e 32 sulla ruota di Ischia. Numeri per la Storia e la Politica”. Mi auguro di aver ricevuto da Lei uguale attenzione.

SUL MIO TAVOLO VECCHI SCRITTI
Ma anche io ho sul mio tavolo mentre Le scrivo vecchi e nuovi scritti e nella mia laicità e per formazione gli scritti sono economici e storici; di ieri e di oggi.
Il mio Maestro, prof. Giuseppe Palomba del quale ho parlato domenica 13 dicembre su Il Dispari ( un’Anima al Capitalismo o un Socialismo dal volto umano”), quando scrisse “ i cicli storici ed i cicli economici” nel 1952 aveva sul tavolo, come scrive, due raccolte monumentali: Le “ Obras completas” di Donoso Cortes ( Madrid 1946) e le “ Opere scelte” di Lenin ( Mosca 1948). Due volumi ciascuno di tremila pagine di fittissima scrittura. Chiarisce subito al lettore che “ la raccolta donosiana rappresenta la difesa della tradizione e di conseguenza del medioevo ecumenico” mentre la raccolta leniniana rappresenta la critica alla “ socialdemocrazia”. Donoso Cortes condanna il “ liberalismo” perché contiene in embrione il “ socialismo” mentre Lenin è contrario alla “ terza forza”. Palomba ricorda “ qualche notte insonne” per arrivare ai suoi sette punti. Ma è il primo il più importante: “ Le applicazioni sociali del Cristianesimo non sono espressamente puntualizzate nel Vangelo. .. e quindi “ non è agevole comprendere che cosa significhi con precisione una riforma sociale “secondo” a dottrina cattolica”. E’ questo il punto – a mio parere – che nessun Papa ha mai chiarito e non lo fa nemmeno il Papa “ arrivato dalla fine del mondo” e non lo fa nemmeno Lei nella sua lettera.
Perché “due padroni non si possono servire”, perché “bisogna scacciare i mercanti dal tempio, perché non è giusta una espansione senza limiti del profitto, della rendita, dell’ interesse mentre il salario ( i 4 fattori di reddito) resta nella remunerazione dei deboli, dei fragili, dei poveri. Perfino John Stuart Mill – che crede nella “ Libertà” ma nelle “ élite” – deve trovare una risposta e Keynes un secolo dopo si avvicina ed indica nello “ Stato Democratico” la Guida dell’ Economia e non il mero arbitro del “ mercato”.
La pandemia del Covid 19 determina quindi una “ rivoluzione economica” e richiede risposte MAI VISTE nella Storia. Non potevano prevederlo né Cortes, nè Lenin, né Stuart Mill, né Keynes.

I NUOVI SCRITTI
Oggi io – uomo vecchio del secolo XXI che ha però vissuto una “ contestazione giovanile” nel XX secolo ed è quindi giovane nello spirito come tutti coloro che vissero quella stagione – ho sulla mia scrivania: l’ articolo di Ferruccio de Bortoli sul Corriere Economia di lunedì 14 dicembre 2020 che ci informa che in Italia per una gara di appalto pubblico ci vogliono 1276 giorni; che le norme sugli appalti pubblici sono state cambiate 140 volte in 4 anni; il codice degli appalti è cambiato 223 volte in 9 anni. Leggo “ Affari & Finanza” dello stesso giorno e Alessandro De Nicola ci informa che il “ Piano Nazionale della Ripresa e della Resilienza” ( PNRR) di 209 miliardi di euro dell’ Unione Europea ha “ moltiplicato la burocrazia” e nella stessa pagina Giancarlo Mazzucca ci ricorda come nel 1947 Alcide de Gasperi d’ accordo con Palmiro Togliatti fece ricorso ad un “ prestito per la Ricostruzione” cioè un “ prestito degli italiani per gli italiani” e per la Rinascita. Buon ultimo il presidente della SVIMEZ, Alessandro Giannolla, su “ Il Mattino” di martedì 15 dicembre ci dice che il Piano Nazionale è “ subdolamente ai danni del Mezzogiorno”.
OGGI AD ISCHIA
Lei – Eccellenza – commette un errore a “ rivolgersi ai sindaci” e conferma il ruolo che di fatto è stato loro assegnato che è quello di “ Podestà” dalla errata applicazione della “ elezione diretta” che ha marginalizzato il ruolo dei Consigli Comunali. Nella storia repubblicana dell’ isola d’ Ischia non c’è MAI STATA una riunione congiunta dei sei Consigli Comunali – costituiti da circa 100 eletti – per chiedere solennemente nell’ oceano di leggi e leggine cose concrete alle altre Istituzioni della Repubblica. Ci sono sei Comuni, sei “ piante organiche del personale” e la corsa al “ posto” di cui la vicenda del prof. Lello Montuori raccontata da Il Dispari è la bandiera dell’ “ interpretazione” dell’ art.97 della Costituzione, sei bilanci tutti con “ debiti fuori bilancio”, sei DUP (Documento Unico di Programmazione” ridotti ad un semplice adempimento burocratico.
E’ impossibile trovare nei bilanci comunali una “ finanza propria” capace di autonome politiche economiche e finanziarie.

LA CATTIVA RICOSTRUZIONE
“ Una ricostruzione lenta è già una cattiva ricostruzione”. Ella l’affermò con decisione il 21 agosto 2018 nel primo anniversario del terremoto di Casamicciola e Lacco Ameno e marginalmente Forio nella chiesetta dei Marinai a Casamicciola e su quella bella omelia e quel suo bello appello ne ho ricavato un commento che può trovare a pag.17 del n.3/2019 de IL CONTINENTE. A tre anni dal terremoto non abbiamo un Piano Urbanistico. La Ricostruzione è FERMA ed un Commissario di Governo ESTRANEO alla realtà vivente delle popolazioni colpite emette “ ordinanze” che non possono trovare applicazione ed “ interpreta” la più assurda ed illetterata Legge la n.130/2018 mai votata dal Parlamento in tutta la sua storia.2405 sfollati, 640 case completamente inagibili, 1060 immobili danneggiati, 8 edifici pubblici inagibili, 1254 ordinanze di sgombero per la sola Casamicciola. Strade e piazze ancora con le macerie!

I MIEI PUNTI
L’ isola d’ Ischia è parte del Continente. Non è una “ repubblica indipendente”. Per l’ isola d’ Ischia occorrono almeno 700-800 milioni di euro per un Piano di “ Ricostruzione” o “ Riqualificazione” e di Rilancio Economico. Il lavoro si costruisce con gli investimenti privati e pubblici. Non è tollerabile un obbrobrio come il complesso fatiscente del Pio Monte della Misericordia a Casamicciola. E’ lì il volano della “ Riqualificazione urbana”. E’ necessario un “ secondo ospedale”. Un unico “ sistema museale”, un unico “ sistema portuale”. Un “ sistema dei trasporti”. Bisogna rilanciare l’ agricoltura. Insomma il ritorno alla Pianificazione Territoriale ed alla Programmazione con nuovi “ strumenti giuridici” che sono suggeriti da uomini cone Mario Draghi e Giorgio La Malfa. Il Comune Unico deve essere costituito de facto perché in diritto non arriverà mai. Bisogna ricostruire, con una missione ancora più impegnativa, l’ Ente per la Valorizzazione dell’ isola d’ Ischia ( EVI) così come è indispensabile una nuova Cassa per il Mezzogiorno per tutto il Sud e non solo. Questa è l’ ora più buia.L’ appello del 21 agosto 2018 rimase nel vuoto. Lo sarà anche questo? Ecco perché lo estendo a chi guida il Governo, la Regione, la Città Metropolitana, la Commissione dell’ Unione Europea. Dipendiamo dal Continente NON siamo un’isola.
Ella ci dice che dobbiamo “ lavorare per il sogno del bene comune” .
“ I sogni che non si colorano di realtà sono illusioni” ha detto Ralf Dahrendorf ( 1929-2009).
Se è vero che non si vive di solo pane non si vive senza pane. Il cammino è comune – Eccellenza – ma la strada in salita.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui