venerdì, Marzo 5, 2021

L’Ischia resta in attesa ma alza le «antenne»

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I gialloblù proseguono gli allenamenti con il solito impegno. Lo staff tecnico è attento e vigile, la società presente, per meglio dire vicina al gruppo in un momento in cui è importante anche una parola di incoraggiamento. Nell’Ischia Calcio è come se da quattro mesi a questa parte non fosse cambiato nulla. Il campionato è fermo da un bel po’, le ultime notizie riguardanti una possibile ripartenza hanno ridato un pizzico di entusiasmo alla truppa che ha all’interno elementi esperti che ne hanno vissute di battaglie e che, giustamente, invitano i compagni più giovani a proseguire con il consueto impegno, senza cullare false illusioni, perché la luce in fondo al tunnel si intravede ma è ancora piuttosto lontana. I gialloblù sperano di riprendere per dimostrare, sul campo, che anche nella categoria superiore possono recitare un ruolo importante.

Il gruppo è compatto e coeso. E’ lo stesso di inizio stagione. L’unica eccezione riguarda il difensore Capuano, ceduto in prestito al Real Forio visto che, nei pochi mesi in cui si dovrebbe giocare, avrebbe molte più possibilità di scendere in campo da titolare e praticamente eviterebbe di perdere un’intera stagione. Gli altri pezzi pregiati della rosa, under compresi, sono tutti lì, a disposizione di “Billone” Monti che cerca di non far pesare troppo sul gruppo questo lungo stop, coadiuvato dal preparatore Di Maio, quello dei portieri Migliaccio e dal collaboratore Buonocore. Figure fondamentali in una squadra che possiede una rosa ampia. E’ bene sottolineare che a livello tecnico tutto è rimasto inalterato nonostante che, in particolare nell’anno nuovo, ci siano state delle richieste per alcuni calciatori. Richieste (ci riferiamo a due circostanze) che sono state “stoppate” direttamente alla fonte. Cioè sono stati gli stessi calciatori, ancor prima che ne venissero a conoscenza i vertici societari, a declinare le offerte, pervenute da una società di Serie D e da una di Eccellenza di altra regione. Questi brevi esempi stanno a testimoniare quanto sia unito questo gruppo e quanto gli stessi calciatori credano nel progetto che ha impostato tre anni fa Emanuele D’Abundo. Un presidente che mantiene gli impegni, che evita che l’organico perda pezzi per strada in un mercato praticamente sempre aperto (con questi chiari di luna dal 26 febbraio potrebbe “allungarsi” a fine marzo) e che ha in testa un solo obiettivo: riportare l’Ischia nel calcio che conta. Vincere con un organico tutto ischitano, sulla falsariga della passata stagione, avrebbe un sapore speciale, una genuinità unica. I toni tuttavia sono tutt’altro che trionfalistici, ma quando alle dichiarazioni, alle certezze di chi vive il gruppo si uniscono le sensazioni di chi lo segue in maniera giusto un po’ più distaccata, allora si comprende che nessun obiettivo è precluso. E quando parliamo di obiettivi, ci riferiamo non solo a quelli che potrebbero essere centrati sul campo, perché ad oggi non si sa ancora come e quando si ripartirà, con quali meccanismi e soprattutto protocolli sanitari per evitare quello che è accaduto nel primo mese del campionato. In casa Ischia si sta guardando oltre. Perché bisogna anche mettere in preventivo un possibile annullamento della stagione, con le due vittorie in altrettanti incontri giocati che servirebbero solo per le statistiche. La LND qualcosa dovrebbe inventarsi per giustificare le retrocessioni dalla Serie D. Un campionato che, seppur il livello si sia abbassato rispetto agli anni in cui l’Ischia l’ha affrontato (l’ultima volta nel 2013), comporta dei costi maggiori tra iscrizione, trasferte e problemi logistici. E non abbiamo parlato degli accordi economici con i calciatori che a quel livello vengono messi nero su bianco e bisogna rispettarli, pena futuri punti di penalizzazione in classifica. Per tante realtà, quello interregionale non è più un campionato facilmente “accessibile” come fino a due stagioni orsono. Alle non-riforme dei campionati ci siamo ormai abituati. Prima e dopo i consigli federali, le chiacchiere prendono puntualmente il sopravvento. Dopo aver programmato il ridimensionamento delle società professionistiche, si fanno valere gli appoggi in chiave elettorale e dunque si continua a dibattere di questioni che contrastano con la realtà. Una realtà che dice che cento club professionistici sono troppi e che la stessa Serie D ha bisogno di una “rinfrescata”. Poteva succedere l’estate scorsa, invece… L’Ischia sta alla finestra. Attenderà gli sviluppi di un’altra annata balorda condizionata dal Covid-19. Se si dovesse ridisputare un campionato di Eccellenza, nessuno si strapperebbe i capelli. Ma se in fondo a quel tunnel si presentasse l’occasione per ripartire dal massimo campionato dilettantistico, di certo l’Ischia non se la farà sfuggire.

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