L’Ischia pensa a un nuovo inno

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Mentre la squadra, divisa in gruppi, prosegue gli allenamenti in maniera individuale per conservare la forma in vista di una ripresa dell’attività che quasi certamente avverrà ben dopo la festività natalizie, la società gialloblù prosegue l’opera di rinnovamento, commissionando un nuovo inno.

L’Ischia Calcio lo fa attraverso i propri canali social. Gli interessati hanno un mese di tempo per la nuova creazione, che sarà votata dai tifosi utilizzando il sito ufficiale della società. C’è il palio un premio in denaro dal valore di trecento euro. L’iniziativa del club isolano, legittima visto che sta seguendo un proprio corso e vuole darsi una dimensione propria (iniziato con la creazione di completini personalizzati), tuttavia ha colto un po’ tutti di sorpresa. Infatti, in quanto a inni, l’Ischia è tra le pochissime squadre del panorama regionale e nazionale ad averne più di uno. Visto che ci troviamo in tema, andiamo per ordine.

Quelli che si conoscono e risultano ben radicati nell’ambiente gialloblù, sono tre. Il primo, “Forza Ischia!”, fu opera di “The Snobs”, il famoso gruppo che compose un bellissimo motivetto, a metà degli Anni ’70, quando la squadra militava nella “quarta serie”. Le strofe degli “Snobs” (Cucinotta, Costagliola, Calise, Piro, Nicolella e Di Maio, tutti grandi tifosi dell’Ischia, qualcuno anche con trascorsi nelle giovanili gialloblù), venivano imparate a memoria in diversi plessi scolastici del comune capoluogo (quando si dice «L’Ischia è una fede» è tutto vero!). Il secondo, “Ischia Faje Sunnà”, fu opera del cantautore napoletano Ciro Sebastianelli (scomparso undici anni fa, nel 1978 fu ad un passo dal podio del Festival di Sanremo). Questo inno, che mette in evidenza in un proverbiale tutt’uno le gesta dell’Ischia e le bellezze dell’isola, fu scritto nel 1987 in occasione della storica promozione dell’Ischia in C/1. Il terzo, “Inno all’Ischia”, è quello noto ai tifosi più giovani. Scritto da Antonio Fiore nel 2006, nella prima stagione in Serie D dopo otto anni di Eccellenza, in alcune annate è stato irradiato al “Mazzella” insieme all’inno di Sebastianelli.

LE REAZIONI – Non sono naturalmente mancate le reazioni, sia nel profilo ufficiale del club che in quello dei tifosi YBL, di sostenitori ed ex dirigenti. Leo Trani scrive: «Quello di Ciro Sebastianelli è bellissimo. Fu artista importante, Una voce cosi bella!». Rocco Z Napoleone è esplicito «Lasciate quello attuale grazie». Ivan Di Talia sulla stessa lunghezza d’onda: «Ma abbiamo questo che è storico. Non va bene?». E il tifoso allega un link di Youtube dell’inno di Sebastianelli. Maurizio Pinto di rimando: «Ivan, è di Ciro Sebastianelli, perché non possiamo sperare che da un Ischitano ne esca uno più bello. In tema di rinascita… fino a nuovi traguardi». Edoardo Messina di musica se ne intende: è la sua professione ma la sua passione per i colori gialloblù è indubbia. «Propongo questo mix inedito che ci trasporta malinconicamente ai primi anni 2000, synth ipnotici che ci ricordano il grande Gigi D’Agostino. Già mi immagino tutta la compagine di Fondo Bosso ballare e cantare dai propri balconi prima delle partite dell’Ischia», scrive Messina, che posta un link che riconduce all’inno scritto da Antonio Fiore. Quest’ultimo ha ringraziato: «Grazie Eduardo, penso di aver dato una bella cosa per la mia amata, e soprattutto scritto e musicato questa poesia, l’ho fatto per i colori, non per chi li interpreta». Una sottolineatura polemica. A Fiore abbiamo chiesto il motivo. «Non mi interessa partecipare visto che il mio contributo all’epoca l’ho dato ed è lì. Farne un altro sarebbe ridicolo. Credo che chi abbia partorito l’iniziativa, non sia nemmeno a conoscenza del mio inno. Avrebbero dovuto quanto meno contattarmi per chiedermi cosa ne pensassi. Una società che è organizzata in maniera così perfetta, da categorie superiori, doveva mostrare un minimo di professionalità. Mi convinco sempre di più che si deve essere tifosi della maglia – conclude Fiore – e non di chi è interprete». C’è anche chi, leggendo la notizia del concorso su “Facebook”, auspicava una riedizione del primo, storco inno degli “Snobs” in chiave moderna, affidandolo ad un professionista isolano.

Per Giovan Giuseppe Pesce «l’inno storico non si deve mettere da parte, è stato ascoltato per le nostre vittorie, è un inno molto bello e appunto l’altro giorno l’ho sentito in una radio campana, vi do prova». L’ultimo post è dell’ex dg Enrico Scotti: «Senza offendere nessuno e nel totale rispetto dei ruoli, ma quello di Ciro Sebastianelli è una autentica goduria oltre ad una orecchiabilità quasi unica. Ben venga il “festival”. Del resto le cose vecchie sono inutili e pertanto vanno smaltite nell’ indifferenziato!!! Evviva il nuovo». Il concorso è partito ma, al momento, sembra non aver trovato riscontri in termini di entusiasmo.

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