L’Ischia Calcio secondo Billone

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«La promozione? Attendiamo l’ufficializzazione… Per il futuro abbiamo discusso brevemente. Taglialatela è un d.g. davvero in gamba, preciso ed efficiente»

Giovanni Sasso | Non si sbilancia, perché i campionati dilettantistici sono stati chiusi da pochi giorni e si è ancora in attesa dei verdetti, che saranno ufficializzati in seguito al Consiglio Federale del 3 giugno. Il governo della Figc è stato chiamato in causa dalla Lega Nazionale Dilettanti che riceverà le proposte dai comitati regionali in merito ai criteri di promozione (solo le prime, appare scontato) e retrocessione. Giuseppe Monti attende l’esito ufficiale della stagione prima di alzare le braccia al cielo, anche se ormai il salto in Eccellenza dell’Ischia è una semplice formalità. Per l’allenatore gialloblù sarebbe l’ennesimo “sigillo” di una carriera costellata da promozioni in piazze esigenti e dunque difficili. La prima, alla guida del Savoia, promosso in D senza macchia, la consideriamo quella più difficile ed esaltante di tutte, in primis per le aspettative della tifoseria ma anche perché “Billone” era alle primissime esperienze da tecnico.

«Mettere la parola fine sul campionato? Aspettiamo l’ufficialità, anche se Ischia e Pianura erano incamminate verso la vittoria finale avendo un buon margine sulla terza. Mancavano sei partite, di cui cinque le avremmo disputate a Ischia, con ben quattro al “Mazzella” e una a Lacco, con l’ultima contro la Puteolana 1909. Si erano venute a creare quelle condizioni che speravo e di cui ne parlai a metà stagione – racconta Monti – ovvero giocarci il campionato con una situazione simile nelle ultime giornate. Leggo e sento di proposte e strade da intraprendere da parte dei comitati, meglio aspettare l’ufficialità senza la quale non si può programmare niente».

BELLA LOTTA

Inizio di campionato dell’Ischia non troppo esaltante, anche perché il passo del Pianura era indiavolato. Poi è arrivata la svolta, con la serie di successi consecutivi che hanno portato alla rimonta, fino all’apoteosi della vittoria-sorpasso sulla rivale diretta. Si può definire la sfida del “Mazzella” come svolta della stagione? Oppure c’è stata qualche partita precedente che ti ha dato la consapevolezza che il traguardo sarebbe stato ugualmente raggiunto? «Nelle prime dieci-undici giornate, l’Ischia ha disputato ottime partite anche sul piano dello spettacolo, del bel gioco. Avevo anche detto che non sempre sarebbe stato così, perché non capita tutte le domeniche di trovare spazi e intrepretare il gioco in un certo modo, costruendo tante palle-gol. In queste undici partite, purtroppo abbiamo fatto registrare qualche pareggio di troppo. Per me una delle migliori prove è stata quella in casa contro il Procida. A causa di un episodio (rigore agli ospiti al 90’), è venuto fuori un pareggio che lascia l’amaro in bocca. Se ci fosse stata una valutazione ai punti, avremmo sicuramente meritato. Un’altra partita in cui non abbiamo fatto male (ma con qualche sprazzo non buono) è quella contro il Sant’Agnello. Prendemmo un gol in maniera rocambolesca: la palla rimbalza scavalcando il portiere e mettendo in condizione un attaccante di segnare a un metro dalla linea di porta. Qualche episodio sfavorevole – prosegue il tecnico – ci ha tolto la possibilità di raccogliere molto di più. Forse l’unica partita in cui siamo venuti un po’ meno sia sotto l’aspetto tecnico che fisico è quella in casa del Santa Maria La Carità. Ma anche in quella circostanza sono stati gli episodi a determinare il risultato visto che sbagliammo tre rigori. Una partita storta dove però si poteva raccogliere almeno un pareggio».

Mister Monti ha sempre saputo di avere una antagonista coi fiocchi. «Bisogna dare merito al Pianura che nelle prime giornate vinceva in casa e fuori. Noi con la sconfitta con il S.Maria La Carità e con qualche pareggio di troppo ci trovavamo più sotto. Però ho sempre dichiarato che l’Ischia era una squadra forte e che avrebbe lottato per il vertice. Alla fine lo ha dimostrato. Sul Pianura mi sono già espresso. Che fosse una squadra competitiva, esperta, lo si sapeva alla vigilia. Tuttavia una squadra va considerata e valutata sotto vari aspetti. All’inizio la si valuta per il curriculum dei propri calciatori, ma dopo ci sono altre varianti come gol fatti, gol subiti, vittorie in trasferta. E’ così che successivamente si valuta l’eventuale superiorità di una squadra. La rosa del Pianura è ottima e la dimostrazione è che a sei giornate dalla fine era a pari punti con noi».

LA SQUADRA

Nell’Ischia ci sono calciatori che in carriera hanno militato anche nei professionisti, che hanno vinto campionati e che non hanno bisogno di presentazioni. Se diciamo che, al di là dei gol realizzati, il giocatore-chiave è stato Luigi Castagna, cosa ne pensi? «Di solito non sono abituato a parlare dei singoli. Ci sono stati dei momenti in cui la squadra aveva troppi infortunati e quindi molte volte la formazione che mettevo in campo come caratteristiche per me non era soddisfacente. Talvolta, per motivi legati alle assenze e per la regola degli under, abbiamo formato un centrocampo inedito. Se avessimo avuto tutti al completo, avrei fatto altre scelte. Però anche in partite in cui eravamo in “emergenza” – sottolinea “Billone” – la squadra è riuscita a conquistare il risultato. Dare dei meriti a chi più e chi meno non mi sembra giusto. E’ normale che c’è stato qualche calciatore più continuo e qualche altro che ha avuto alti e bassi, confermando il trend registrato in altre squadre e in altre annate, altrimenti non sarebbe venuto in Promozione pur avendo l’opportunità di giocare in categorie superiori».

Riuscire a riportare il grande pubblico al “Mazzella”, dopo le vicissitudini delle ultime annate, equivale ad una vittoria del campionato? «Ho sempre detto che la squadra è dei tifosi, è della città. Non è del presidente di turno, dell’allenatore o del giocatore di turno. I tifosi si sa come sono. Se vinci, si appassionano e seguono in massa. Altrimenti si deprimono e tendono a discostarsi mentalmente. I successi esaltano la mente. E’ merito dei risultati quando il pubblico segue maggiormente. I giocatori dal canto loro si impegnano sempre, anche quando lottano per non retrocedere e in ballo c’è la salvezza e non il primato. Sappiamo tutti che il tifoso vuole vincere, che difficilmente il campo si riempie se alla vigilia al tifoso comunichi che il discorso è relativo solo alla permanenza in categoria».

SCENARI FUTURI

Passiamo agli scenari futuri. Il d.g. Taglialatela ha ripetutamente dichiarato che mister Monti è confermato. Bolle già qualcosa in pentola in vista della prossima stagione? «Abbiamo discusso brevemente, in verità già durante il campionato abbiamo accennato agli scenari futuri, ma sempre attendendo il momento giusto. Dobbiamo sapere da dove si ripartirà. Conoscevo Pino Taglialatela come persona, come ex calciatore del Napoli, ma non in veste dirigenziale. La sua mansione è quella di direttore generale, uomo di fiducia della società. Ho scoperto un direttore fenomenale, spettacolare. Presente tutti i giorni allo stadio, pronto a risolvere qualsiasi problema  in poco tempo, con grande impegno. Vede il calcio anche in queste categorie in chiave professionale. Ha creato organizzazione, non ci mancava niente. Importante l’esperienza avuta da calciatore. Sono rimasto impressionato dalla sua capacità – continua Monti – dalla sua voglia di fare bene, dalla volontà di risolvere una qualsiasi problematica in fretta. Taglialatela è stato assai positivo. Indipendentemente da chi sia in futuro l’allenatore o il presidente, spero che la figura di Pino sia legata a quella dell’Ischia». Pino ha sempre desiderato di ripercorrere la strada del suo indimenticato padre Mimì. «Pino si interessa all’Ischia a 360 gradi, settore giovanile e prima squadra, da vero d.g. Non appena un calciatore aveva un problema fisico, ci metteva in contatto con i centri e con gli specialisti. Qualsiasi cosa gli chiedevo, dopo un attimo si era già attivato. Per me è stata una piacevolissima sorpresa. Riguardo la mia posizione, per come ha parlato Taglialatela, dovrei proseguire con l’Ischia. Ma ripeto, se ne parlava già durante l’annata. Ma di Taglialatela mi fa piacere sottolineare anche un altro aspetto». Prego, mister. «Visto che ha giocato a certi livelli, qualche volta avrebbe anche potuto permettersi di esprimere qualche opinione tecnica. Invece non lo ha fatto mai, mostrando un rispetto dei ruoli eccezionale. A volte ero io a scambiare con lui qualche opinione, ma non si è mai permesso di intavolarne uno con me. Quando si commentava una partita, dicevo la mia e lui rispondeva, ma non mi è mai capitato che venisse da me per esprimere un parere tecnico. In carriera una cosa simile non mi è mai capitata».

RINFORZI SI, MA…

A Taglialatela hai fatto già il nome di qualche rinforzo? Sappiamo che ce ne sono un paio che fanno al tuo caso… «Non abbiamo ancora “preso” nessuno. Sono voci… Bisogna dapprima riunirsi con il presidente per capire il discorso dove verte. Se il presidente dice che possiamo rivolgerci alla terraferma per i rinforzi, è una cosa, se invece dice che bisogna esclusivamente puntare su elementi isolani, è un’altra». Una società che si dichiara disponibile ad effettuare un doppio salto, ove mai si dovessero creare i presupposti, a quel punto non può prescindere da determinate scelte in chiave tecnica. Sembrano obbligate… «Che io sappia, l’Ischia avrebbe dato la sua disponibilità alla Lega Dilettanti ma, indipendentemente dalla categoria in cui si ripartirà, bisogna vedere quali sono i programmi, quali sono le mire della società. Giocatori isolani che militano in terraferma? Ci sono, ma c’è da considerare che in alcuni ruoli siamo coperti (ad esempio in difesa abbiamo tre calciatori over), in qualche altro potrebbero servire ma occorre fare delle valutazioni non solo tecniche…».

L’Ischia avrebbe bisogno di un centrocampista con i fiocchi e un attaccante in grado di soddisfare le esigenze di “Billone”. Non troppo esterno, non troppo simile ad un palo dell’illuminazione pubblica, disposto a mettersi a disposizione della squadra e scatenare la propria indole solo quando si crea l’opportunità. «Prima di prendere una punta bisogna valutare tante cose. La condizione fisica, lo spirito di sacrificio, le “cervelle”… – replica Monti –. Gli investimenti vanno fatti dopo le valutazioni. Per me è importante che un calciatore abbia spirito di sacrificio».

Soprattutto a centrocampo… «A me serve un calciatore in mezzo al campo che sappia fare le due fasi. Nomi non ne faccio, ho un paio di esempi in mente che farebbero al caso nostro ma nomi non ne faccio…».

Si potrebbe attingere qualche elemento dalle altre società isolane? «Non ce ne sono chissà quanti, un paio al massimo, anche perché non bisogna dimenticarsi che ci vogliono gli under. Nell’organico attuale abbiamo alcuni giocatori non più giovanissimi, altri di cui bisogna valutare la condizione fisica. Una volta capito dove e come ripartire, ci metteremo al lavoro». Indipendentemente dalla categoria, la cosa più importante è avere le idee chiare…

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