L’Ischia 1982/83? No, meglio il Melito!

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IL SASSO NELLO STAGNO di Giovanni Sasso | Isola Verde ma, da sempre, anche isola della contraddizione, dell’invidia e, perché no, della cattiveria. Stiamo parlando di calcio e dunque dovremmo per forza rientrare nell’alveo della cosiddetta “cattiveria sportiva”. Quando ci si confronta su un rettangolo verde, che un giocatore rispetto ad un altro ci metta maggiore agonismo o qualcosina in più che possa rendere meglio l’idea, ci può stare. E’ sempre stato così e così sarà in saecula saeculorum. Tuttavia quando il termine è riferito a fatti, ad azioni che riguardano una competizione che si svolge via internet, beh, la situazione cambia e si presta a interpretazioni che fanno meglio comprendere come, anche un gioco “virtuale”, possa far emergere differenze, distanze.

Ebbene, in un’isola in cui da almeno un ventennio si dibatte sulla necessità di creare un solo, grande Comune («sempre nel rispetto delle singole peculiarità territoriali», come si legge nella proposta degli ideatori), si dovrebbe avvertire in maniera forte il dovere di fare fronte unico su svariate problematiche che ci affliggono, vieppiù in un momento in cui la crisi creata dall’epidemia sta producendo e produrrà danni incalcolabili per la nostra economia. Invece è bastato un gioco, un sondaggio calcistico per avere una piccola ma ulteriore prova che la strada è ancora lunga e che per debellare certe mentalità, ci vuole ben altro che un “semplice” coronavirus.

Potevamo usare altri termini come “goliardia”, oppure “rivalità calcistica”. Se a fronteggiarsi ci sono due realtà dello stesso territorio, la rivalità si può comprendere ed è anche giustificata. Ci sta. Nel caso specifico, di goliardico c’è ben poco visto che stiamo parlando di un pezzo della storia calcistica dell’isola. Quella Ischia Isolaverde che, imponendosi nella stagione 1982/83, mise piede per la prima volta nella storia in un campionato professionistico. Una squadra unica, che è nel cuore di chi l’ha vista giocare e non. Ricordiamo ogni partita di quel campionato, tranne due (recupero di Colleferro e trasferta di Casavatore saltata per influenza). Il settimanale “Corriere del Pallone”, in un momento di pausa forzata del calcio giocato, ha pensato di coinvolgere alcune tifoserie campane, indicando attraverso il sondaggio “Le Regine della Campania Dilettante”, una serie di squadre dilettantistiche distintesi negli ultimi cinquanta anni. I tifosi gialloblù, sollecitati dall’occasione di rimembrare le gesta di quello squadrone guidato da Lillino Abbandonato, allestito da Enrico Scotti (presidente Gigetto Cantone), hanno votato in massa. Dopo aver scalato il “tabellone” a suon di preferenze, mettendosi alle spalle l’Arzanese 1986/87 e ben due formazioni del Gladiator (1988/89 e 2014/15), l’Ischia Isolaverde 1982/83 si è ritrovata in semifinale con il Boys Melito 1993/94 (promosso in D). La partita non si gioca sul campo (semplicemente perché il confronto sarebbe stato improponibile!) ma sulla pagina “Facebook” del periodico sportivo diretto dall’amico Carmine Testa. Quest’ultimo mi perdonerà: per diverse ore si registra un…testa a testa all’ultimo “clic”. Il sondaggio comincia a far rilevare numeri importanti: quarantamila persone raggiunte, oltre settemila votanti, quasi cinquecento condivisioni, un migliaio i commenti. «Ventiquattro ore non stop tra Ischia e Boys Melito – scrive il settimanale che ha organizzato l’evento online –. Un trionfo, quello arancione, all’ultimo voto. Per un periodo le due formazioni viaggiavano sulla differenza di 0,1 %. Ha vinto la formazione di Napoli Nord con il 51% dei voti contro il 49% degli isolani, capaci di smobilitare mezza isola e non solo. Tanti anche gli addetti ai lavori ed calciatori che hanno schiacciato il dito per votare l’una e l’altra squadra». Qualcuno che ha seguito il sondaggio potrà chiedersi: è finito da tre giorni, l’Ischia è uscita in semifinale sei giorni fa, e allora? A distanza di qualche giorno dalla fine dell’iniziativa promossa del “Corriere del Pallone”, emerge un dato che potrebbe far riflettere, potrebbe stupire ma che in realtà la dice lunga su quanto certe mentalità siano destinate a rimanere arcaiche. Medievali è dir poco, forse pithecusane. Ventotto utenti dall’isola d’Ischia (accertati, ma potrebbero essere molti di più), hanno “cliccato” a favore del Boys Melito, determinando in pratica la vittoria della squadra napoletana (un paio di giorni dopo sconfitta in “finale” dal CTL Campania). La stragrande maggioranza dei “simpatizzanti” isolani del Boys Melito, a quanto si apprende, sarebbe circoscritta in un’area ben definita, che parte dall’Eliporto e finisce non distante dalla Baia di San Montano. Qualcuno potrà far notare che, in mancanza del derby (quello di ritorno), certe rivalità possono essere rinvangate sulla rete. Forse Mark Zuckerberg, frequentatore dell’Isola Verde, quando ha inventato “Facebook”, non avrebbe immaginato che la cattiveria potesse sostituirsi ad una sana rivalità sportiva…

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