L’IRA DELL’ACQUA

Triste novembre: Lo Stivale affonda e Di Maio ride! Venezia come Matera, come Ischia, come tutta l’Italia

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Attori e Spettatori di Anna Fermo | Ma non l’avevano delegato agli Esteri? Ed allora cosa ci fa sempre in Italia? Cosa fa a Venezia? Va a farsi fotografare mentre sghignazza sul dramma?

Un dramma nazionale e non solo veneziano, un dramma che stiamo vivendo anche noi ad Ischia, come a Matera, come in Toscana, come in Calabria etc., etc., etc.. Non v’è un luogo della nostra Italia che in questi terribili giorni di novembre non stia vivendo il disagio di una pioggia che sembra venir giù irata, quasi volesse spazzar via qualcosa o qualcuno, eppure, danneggiando nient’altro che la bellezza che ci ha reso nei secoli Italia, paese d’incanto, per il colori, i saperi, la cultura, la storia, il sole e la gioia.

Un triste novembre, che segna il passo plumbeo in questo scorcio di fine 2019.
Luigi Di Maio scherza sull’acqua alta a Venezia ed è bufera sui social come quella che sta sradicando alberi ed abbattendo muri per le nostre strade, mangiando spiagge e soccombendo cittadine indifese, deturpando di fanghi i viali quando non immergendo totalmente intere città. Di Maio ride!
Non è Venezia che affonda, ma l’Italia intera! Affonda di fatto sotto la pioggia e metaforicamente sotto la guida di un Governo incapace, di tre sigle politiche, M5S, PD e IV che si stanno macchiando solo di ridicolo.

Le parole, barbaramente ironiche circa la sorte della Regione Veneto, pronunciate da un ministro degli Esteri e capo politico del Movimento 5 Stelle, hanno ripreso indubbiamente i commenti polemici di alcuni membri del Consiglio regionale veneto di opposizione che criticano la maggioranza Lega-Forza Italia di aver bocciato mozioni ed emendamenti alla manovra presentati da centrosinistra e M5s sul tema del contrasto ai cambiamenti climatici, bocciatura avvenuta proprio nella notte del 12 novembre mentre Venezia veniva sommersa dall’acqua alta. Eppure, è da un Ministro, che nessuno dovrebbe mai aspettarsi e duqnue accettare poi, dell’ironia spicciola, quella con la quale ha poi sorriso rispetto ai fatti di una Venezia che soccombe. Un Ministro non può essere così cretino!
Ciò che proprio non abbiamo gradito, ritenendole inopportune, sono state le risate che Luigi Di Maio non è riuscito a celare mentre parlava in diretta Facebook dalla sala del Consiglio regionale veneto, che proprio durante la seduta ha iniziato a riempirsi d’acqua. «Venezia è in una regione – e qui la prima risata di Luigi Di Maio – in cui il Consiglio ha bocciato una nostra proposta sui cambiamenti climatici. E adesso per effetto di quei cambiamenti climatici si sta allagando la sala consiliare della Regione Veneto».
Vergogna!

Come fa un Di Maio a trovare qualcosa di divertente in queste giornate drammatiche per Venezia e l’Italia intera? Quel sorrisetto da maestrino che non è, ormai sua sola espressione facciale, mentre parla di un disastro, è uno schiaffo ignorante ad un miliardo di danni, a decine di sfollati, ad un patrimonio culturale ormai definitivamente compromesso. E’ uno schiaffo a ciascuno di noi.
Il Ministro degli Esteri ha troppa sete di protagonismo, terrore di sprofondare anche lui, ma nell’oblio della dimenticanza. Il sorriso di Di Maio potrebbe solo farci pena, ma nemmeno più quella suscita!

Basta giocare con le nostre sorti! Ci vogliono uomini all’altezza, non “criaturi scemi e malignetti” a guidare l’Italia e realtà come la nostra Ischia, per darle una nuova speranza.
La spiaggia dei Maronti non sarà più la stessa! Ischia Ponte è a serio rischio, come la Riva Destra del nostro porto e non basta una lettera per chiedere lo stato di calamità. Ci vuole ben altro! Ci vuole la capacità di amministrare, cosa che chi ci rappresenta oggi non ha perché mai l’ha avuta e mai duqnue l’avrà. Chi pensa che si può amministrare o governare un paese alla giornata, deve avere l’umiltà di ammettere che la cosa pubblica non è cosa sua. C’è un marciapiede in Piazza degli Eroi che ha richiesto mesi e mesi di lavori quasi si dovesse costruire una Cattedrale, eppure diventa il fiore all’occhiello di un’amministrazione che sa farsi propaganda solo così: con le scemità! Almeno il mondo di facebook applaude! Allo stesso modo abbiamo sul nazionale un Governo che manda avanti Ministri come Di Maio a fare i buffoni per mandare messaggi idioti sullo stesso social. Solo un anno fa Di Maio, da ministro della programmazione economica aveva “risolto il problema Ilva”, ve lo ricordate il suo discorso a 36 denti, un sorriso costante, mentre annunciava il caso ILVA risolto, dopo aver risolto anche Whirpool? Neanche 7 mesi per scoprire che al massimo aveva fatto due incontri e che la soluzione non era nemmeno stata studiata. Eccoci dunque giunti ad oggi.
Tutti i nodi vengono al pettine.

Gli alto-forni dell’Ilva, hanno trovato la sospensione temporanea al loro spegnimento solo ieri sera grazie all’intervento del nostro Presidente della Repubblica, un Mattarella che in questi ultimi tempi è sempre più coinvolto in materie di Governo, proprio per il fatto che quest’ultimo è davvero incapace di proporre qualsiasi soluzione. Lo ha ammesso anche Conte! Proprio all’Ilva di Taranto.
Sta di fatto che, intervento o meno di Mattarella, 20mila famiglie Italiane rischiano di restare senza primaria fonte di sopravvivenza in tempi davvero molto stretti.
L’Italia affonda nel suo sistema industriale e nella sua economia, affonda per le incapacità quanto per i ritardi, i rinviii ed i blocchi della nostra burocrazia. Dove non è il politico a frenare, ci pensa il burocrate o il magistrato! Non è solo il caso di Venezia e di un Mose che oggi è anche fin troppo vecchio anche se mai acceso. E’ il nostro sistema che fa acqua da tutte le parti e non fa specie che quando l’ira dell’acqua si abbatte violenta, non ci sia alcuno scampo.

Migliaia sono gli emendamenti alla Manovra Finanziaria, ad una legge finanziaria che a questo punto proprio “non s’ha da fare” così com’era!
Una Pioggia di emendamenti al Senato. Sono 4.550 in tutto.
Oltre 1.500 solo dalla maggioranza, la stessa che solo qualche giorno fa ne aveva sfornato il testo definitivo dalla camera: 900 del Pd, 400 del M5s e 230 di Italia Viva.
I Dem chiedono di abbassare la plastic tax a 80 centesimi, non sui prodotti riciclati, e la sugar tax da 10 a 8 euro a ettolitro, e di applicare l’aumento della tassa solo sulle auto aziendali nuove.

I Cinque Stelle? Introducono sconti fino a mille euro per chi adotta i filtri d’acqua e l’Iva agevolata al 10% per i profilattici, chiedono che la Chiesa paghi l’Imu compresi gli arretrati e prevedono che, in caso di lavori brevi e con entrate marginali, il reddito di cittadinanza sia solo sospeso.
Iv chiede lo stop di Quota 100 per le pensioni e di tutte quelle che definisce ‘microtasse’.
Bha!

L’acqua alta a Venezia, la tempesta abbattutasi sulla nostra Ischia, l’alluvione a Matera e chi ne ha più ne metta, da Nord a Sud, lungo tutto il nostro Stivale, non sortiscono effetti in quel del Governo, non ammoniscono né accendono l’attenzione dei Ministri su quel che di sensato l’italia avrebbe realmente bisogno. D’altro canto, non c’è riuscito il caso Ilva!
E’ tempo di cambiamenti climatici? Io direi che è tempo di cambiamenti genarali, è tempo di andare alle urne!

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