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L’inutile spoil system della Festa di Sant’Anna. Ronga non delude: i soliti snobbismi sono serviti

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Gaetano Di Meglio | La Festa di Sant’Anna deve essere criticata. E’ la sua natura. Tutto quello che gira attorno alla Festa di Sant’Anna deve essere una storia che riguarda tutti. E’ normale e necessario.
Quest’anno, però, proveremo ad essere più indulgenti perché consideriamo le condizioni in cui ci troviamo, le incognite che dobbiamo affrontare e l’assenza di una possibile comfort zone nella quale trovarci a nostro agio. La pandemia in corso, l’impatto che il covid ha su tutti noi, i riflettori puntati sugli eventi e la tensione che si tocca con mano rispetto alle notizie che arrivano dalla Grecia e da altre nazioni (perché leggiamo solo il titolo e non riusciamo ad andare oltre) sono tutti argomenti seri che vanno presi in considerazione.
Fatta questa premessa, però, non possiamo pensare che Sant’Anna passi liscia, senza critiche, perché c’è il covid. Ci sono delle cose che vanno dette.

Ronga, ovviamente, ha attivato il solito carrozzone che lo segue e che lo incenzeia come cuna Madonna su una sedia. Non importa il sentimento dei molti, basta che gli amici e le amiche che beneficiano di prebende, provini e altre piccole facilitazioni siano contenti.
Nelle ultime edizioni avevamo scoperto un brillante Claudio Iacono nelle vesti di conduttore della Festa di Sant’Anna. Una sorpresa che meritava di essere confermata ma Claudio non fa parte del clan del Macello e quindi, nonostante abbia riscosso successo, non poteva essere preso in considerazione. Al posto del bravo conduttore ischitano, invece, avremo Alessandro Rubinetti. Uno che ha attivato il profilo facebook in questi giorni. Era fermo dal 2018. Un nome così di grido che ci lascia comprendere bene quale sia la portata di questa direzione artistica. Una conduzione, questa, che servirà a qualche adepto o adepta del clan per fare qualche provino. Nulla di più. Ovviamente nessuno ha pensato a qualche nome che abbia rilevanza o che sia tra quelli più in voga. Magari una donna. Macchè, perdete ogni speranza. Il clan è questo.

Non entrerò nel merito della questione green pass perché parliamo di Sant’Anna e non di condizioni esterne.
Veniamo al manifesto. Ancora una volta chi organizza la Festa di Sant’Anna dimentica (o forse non ritiene importante) che il valore della Festa è la tradizione. E che essere arrivati alla 89° Edizione è un punto di forza e non un fatto secondario. Essere parte di una storia che continua nel tempo è un valore. Ma il clan, non la pensa cosi. Quest’anno, nonostante la bravura dell’artista, abbiamo un buon Gradicelli come manifesto. Hai voglia di chiamarla “gouache” come suggerisce l’ufficio stampa, ma l’opera di Simo Capecchi non può essere considerata come un “manifesto” della Festa.

L’ufficio stampa ci suggerisce di leggere in quest’opera una sorta di ispirazione “alle atmosfere del Grand Tour”. Ispirazione che, in verità, si fa fatica a trovare. Anche con uno sforzo di immaginazione oltre l’acquerello (anche dovuto all’effetto del supporto) e la buona mano da urban sketcher non si vede. Facendo finta di non aver visto il lettering (puro horror) per il resto, forse, era meglio una foto senza effetti dell’incendio de Castello Aragonese.Questo è l’anno della ripartenza, questo è l’anno in cui “corrono” solo 3 barche. Non si poteva spingere di più sulla comunicazione? Non si poteva sperare di avere un richiamo mediatico più forte, più ampio, più social?Non ditemi che oltre Simo Capecchi e Alessandro Rubinetti non potevamo andare.
Il clan ci ha abituato a scelte snob e poco popolari. A scelte che noi normali e rozzi non possiamo capire e che loro elevati del Macello ci donano. Vuoi vedere che un Jorit ci poteva dare più visibilità? Vuoi vedere che un Claudio Iacono con un Insigne come ospite non ci dava più visibilità?
Davvero non possiamo credere che Valeria Marini non sarebbe rimasta ad Ischia per qualche altro giorno, in scia al Global?
O pensare che una Serena Autieri, quella che tanto stiamo criticando sui bus, non poteva essere una chance da giocarci?Il clan ha deciso così. Il problema è nostro che non siamo troppo elevati.

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