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Lino Ferrara: “Il Water front di Forio? Come un buon Asse Mediano”

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Gaetano Di Meglio | Uno dei problemi che abbiamo è quello della nostra autoreferenzialità. Poi, spesso, ci mettiamo le simpatie politiche, le potenziali giustificazioni di quelli che ci sono simpatici, visioni personali e i processi decisionali che investono la nostra vita sono lasciati al caso, nel migliore dei casi. Nei peggiori, invece, alla barbarie e alla incapacità di alcuni.
E’ questo il caso di Forio e del suo nuovo waterfront. Un’opera importante e dal potenziale enorme che, però, è stata gestita dalla politica locale come una faccenda di piccolo cabotaggio tra appaltini, sub appaltini, idee poco chiare, trattative dirette, varianti in corso d’opera per produrre, poi, quello che tutti vediamo.

Come per Piazza degli Eroi a Ischia, ma ancor di più a Forio perché, ad un certo punto, si sono anche atteggiati a “collezionisti ed esperti d’arte e hanno piazzato anche un’opera d’arte moderna a corredo del primo (così sembra) lotto, non c’è stata nessuna progettazione di qualità bensì un “piccolo” incarico per conservare 2 o 3 preferenze personali.
Superato il “mi piace” e il “non mi piace” locale veniamo alla prova dei fatti. E così, quando hai sotto gli occhi altri panorami e altre località, puoi fare il paragone.
E questo paragone lo abbiamo fatto fare a Lino Ferrara. Lo leggeremo tra poco: il suo giudizio è stato chiaro e netto. Forse, anche troppo. Ma giusto e obiettivo.

Lino Ferrara, patron di “Tutto Sposi” e già presidente del Nauticsud, presidente dell’Unione Nazionale Armatori da Diporto, è un foriano d’adozione. Ha scelto la nostra isola e il porto di Forio come sua residenza estiva. L’inverno, invece, lo trascorre tra Napoli e Roccaraso.
Lino, però, oltre ad essere un turista è una persona che ama il buon vivere, che si guarda attorno e che ha anche una visione politica e che, spesso, anche da queste colonne, ha sempre evidenziato gli aspetti positivi e quelli negativi della nostra isola.

Presidente, ben tornato a Forio. Ho letto qualche suo commento sul giovedì foriano. Ha visto il nuovo waterfront? Come trova la nuova Forio? Sapendo che lei vive Forio dal lato bello, quello del mare, ce lo racconti…
“Guarda, ho avuto per due mesi la barca in avaria, per cui ho vissuto Forio e l’isola come tutti quelli che purtroppo non possono muoversi per mare”

Sembra una smargiassata eppure, conoscendo Lino, questa è la pura verità. Sono testimone oculare che Lino d’estate si muove di più per mare che per terra. Circumnaviga l’isola con facilità e dal Bagno Teresa alle Fumarole da Nicola, il passaggio è breve e senza traffico.
Ma torniamo alla realtà che ci racconta il presidente Ferrara. Forio?
“E’ un inferno! Perché non ci sono trasporti efficienti e perché non è possibile parcheggiare da nessuna parte tra strisce blu ovunque e questo Carrogu sempre pronto e in attività. Sei prigioniero in un mare di lamiere, per non parlare del restyling del water front. Secondo me, se non avessero mai fatto niente a Ischia, avrebbero fatta la migliore cosa. Avrebbero preservato la caratteristica dell’isola, invece, la assimilano sempre di più alla peggiore provincia di Napoli. Sembra un Caivano, un Giugliano, un Asse mediano. Ecco, si, a Forio hanno fatto un bell’asse mediano. Prima hanno fatto il “doppio senso” e ora “l’asse mediano”. Pure questo fatto che non si riesce a capire le coperture dei ristoranti come devono essere. L’ufficio tecnico come le vuole? Da chi bisogna comprarle queste coperture? Di che colore dovrebbero essere? È uno schifo!”

Parole dure da accettare. Una verità buttata in faccia ma che supera certi radicalshicchismi locali, soprattutto quelli tecnici, che arrivano da un interlocutore qualificato ed esperto.
Sei sempre stato un osservatore attento anche perché vivi Ischia a meta: un po’ da turista e un po’ da residente. Un po’ di barca, un po’ di spiaggia, un po’ di ristoranti esclusivi: c’è ancora un po’ di qualità in tutto questo oppure il quadro complessivo è davvero a tinte fosche?
«Io vedo che Forio, ad esempio, peggiora sempre di più. Cioè questo restyling che è stato fatto, quei paletti che sono stati installati nella piazza sono di uno squallore e di una bruttezza unica. I posti che si preservano sono davvero pochi e si contano sulle dita di una mano. Io che avevo scelto Forio come mia residenza estiva, insomma, ci sto incominciando a ripensare perché penso che qui la vita diventa un inferno se non riesci a far parte dei privilegiati».

Le parole di Lino Ferrara devono servire. Non possono essere liquidate come una sterile critica ma devono servire per affrontare i temi che, a parole dure, sollevano.
Certo, Lino non ci chiedendo la luna.
Bike sharing e car sharing. Taxi: solo due modelli e solo elettrici. Pace e quiete. Identità e bellezza. Cose che formano un elenco di disarmante banalità ma che a da noi, però, pesano come oro!

Quadro desolante. Eppure, quale potrebbe essere l’alternativa?
«Beh, l’aspettativa. L’aspettativa di uno che va sull’isola Verde sta nell’aggettivo che si attribuisce all’isola. Dovrebbe essere un posto dove respiri aria pulita, dove ci sta un trasporto moderno, car sharing, bike sharing. Dove trovi auto elettriche non fanno rumore, non inquinano o perlomeno non inquinano qua ma inquineranno in Cina dove si fanno i pannelli solari. Cioè, sull’isola verde, secondo me bisognerebbe non avere rumori, non avere chiasso, non avere macchine parcheggiate ovunque come le strisce blu.
Che cazzo ci vuole a fare un car sharing e ad imporre ai tassisti di avere tutti quanti la stessa macchina: una grande per fare il trasporto negli alberghi e una piccola per entrare nei vicoli che sia elettrica. La sere tornano a casa, mettono la spina e non fanno rumore. Che cazzo ci vuole a regolamentare il giovedì foriano dove tutti quanti mettono musica da barbari. Tutti quanti nello stesso modo e nello stesso momento con dieci ritmi tribali diversi.”

Abbiamo lasciato le inflessioni dirette e schiette di Lino, soprattutto per veicolare il senso di appartenenza e di rabbia che esprimono. Non è una critica asettica ed estranea, è un senso di sincera frustrazione davanti ad un fallimento. Lino Ferrara è schietto e diretto. E, soprattutto, disinteressato. La sua analisi non fa una piega.
“Ieri – aggiunge – sera siamo andati a cenare alla “Romantica” e ho consigliato al mio amico Carmine di cambiargli il nome perché tutto ha, tranne che il romantico ormai quel ristorante con ambulanti che si mettono con i tamburi a fare percussioni fino a quando non gli dai una monetina altrimenti non vanno via. Io non lo so, ma mi chiedo questa amministrazione comunale cosa fa dalla mattina alla sera per programmare l’attività turistica del comune di Forio?”
Beh, potremmo dire che lascia installare cartelloni abusivi in modalità “Asse Mediano”.

Parole dure per Forio. E qualche altro comune? Hai girato un po’?
“Io giro tutti i comuni e, ultimamente, molto spesso vado a Lacco Ameno ma non è che cambia molto. Cioè, l’andazzo dell’isola è questo. Hai capito?… Cioè diventa tutto sempre più invivibile e quindi, secondo la teoria darwiniana riescono a sopravvivere solamente le specie che si rifanno all’homo erectus. Insomma, chi vuole un po’ di civiltà, di pace e di quiete a Ischia trova sempre meno spazio e comincia a decidere di venirci sempre meno spesso e di non venirci più, perché, poi i costi di Ischia non è che sono bassi. Sono come di località molto più ambite.”

Caotica, cara e non affascinante. Che disamina!
“Ischia è destinata al declino, insomma. Ci auguriamo che questa crisi post codi, perché l’anno scorso e quest’anno più o meno hanno speso i soldi che si erano conservati tutti gli impiegati che non sono potuti uscire due anni, ma l’anno prossimo ma non ce ne saranno più di soldi. La speranza è che l’isola sappia cogliere il momento e si rigeneri”.

E allora, l’alternativa ad Ischia qual è…
“Se ci fosse un’alternativa non starei qua. Il problema che non c’è l’alternativa perché se ti fai il week end sporadico puoi andare dove vuoi. Se vuoi, invece, tutti i fine settimana o avere una residenza estiva o vai a Capri, ma è scomoda e snob o vieni a Ischia. Io preferisco Ischia, però sembra che Ischia non voglia più persone tranquille, ma vuole persone che si accontentano di mangiare una pizza fatta male, di non avere dove parcheggiare, di tenere gli abusivi che gli fanno casino davanti al tavolo.”
Ieri sera è stata proprio un inferno allora….
“Ieri sera (l’altro ieri, ndr) c’erano 10 ritmi diversi di suoni sul lungomare di Forio. Ci stavano i bonghi, c’era la musica degli impasticcati e tutti gli altri. Tutti quanti insieme. Finalmente, poi, hanno iniziato a sparare i fuochi di San Vito…”
Ora sta a noi decidere cosa fare di queste parole. Le possiamo lasciar cadere come parole al vento o, invece, possiamo iniziare a costruire una piattaforma di passione, bellezza e identità che ridia a Forio, in questo caso, ma all’intera isola, una nuova “destinazione”.
Iniziano a smantellare i tabelloni abusivi di Enrico Buono che, tra l’altro, hanno anche ricevuto la convalida del sequestro.

2 Commenti

  1. Bhe che dire il colore caratteristico di forio è il grigio scuro pietra etnea. Abbiamo dei geni che progettano, con avallo della politica locale e dellae sovrintendenza, che al privato per una finestra gli rompe i coglioni. Ma fatemi il piacere……!

  2. Il Sig. Ferrara si deve accontentare ,il nostro turismo è quello che ha visto,disordine paesaggistico, caos, stress,assi mediani.In alternativa puo’ andare a Capri ma li gli svuotano il portafoglio e deve tornare a Ischia.
    Dice che Ischia è cara , non è per niente cara si dorme con 4 soldi,in Italia in media ci vogliono da 80€ ai 100€ a cranio solo per pernottare .Zone molte vicine a noi rinomate intorno i 200€ 300€ a notte,ma con tanta tranquillità. La tranquillità ha i suoi costi.

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