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L’inaspettato fuggi fuggi dal lavoro | #4WD

Daily 4ward di Davide Conte del 22 maggio 2021

La ripresa doveva essere, innanzitutto, l’occasione per alberghi, pubblici esercizi e parchi termali (quelli, cioè, più strettamente dipendenti dal ritorno dei turisti ad Ischia) di offrire nuovamente posti di lavoro ai tanti ischitani speranzosi di uscire dalla crisi e ricominciare a portare la “mesata” a casa. E invece, a quanto pare, non è così!

Ciro ed Ernesto, titolari di un ristorante e di uno stabilimento balneare con ristoro, si sono recentemente confrontati nel tentativo di reperire personale da assumere in vista della riapertura. Proprio così, avete capito bene: buona parte dei loro dipendenti storici, preso atto che lo scorso anno il Covid li ha praticamente lasciati a casa per buona parte della stagione lavorativa e, alla fine, la NASPI spettante ai lavoratori del turismo è ormai ridotta al lumicino, stanno declinando l’invito a tornare in forza ai rispettivi locali, preferendo posti da muratore (la cassa edile ha ben altra consistenza) o da panettiere (il lavoro notturno offre buste paga ben più cospicue). E non sono gli unici, perché a quanto pare il fenomeno sta trovando continui riscontri anche in tanti altri rinomati esercizi dell’isola d’Ischia.

Anche questo, come l’incapacità di usufruire nel migliore dei modi del “privilegio” della vaccinazione di massa concesso alle isole minori (ancora oggi restano da vaccinare aventi diritto a quattro zeri di cui non si vede neppure uno straccio d’iscrizione al portale) che in terraferma tanto ci invidiano, rappresenta uno spunto di seria riflessione sull’incapacità della nostra gente di cogliere le giuste opportunità e, soprattutto, di crescere oltre il proprio atavico egoismo tipicamente insulare.

A volte mi piacerebbe possedere una macchina del tempo in grado di intrufolarsi negli anfratti più nascosti della psiche ischitana dalla creazione a oggi, per capire quali siano le tare che, sistematicamente, ci portano ad agire contro ogni logica e in nostro stesso danno.

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3 Commenti

  1. Se lei conoscesse un poco le condizioni di lavoro, orari e paghe di tanta, troppa gente… non si porrebbe queste domande.

  2. Alberghi e ristoranti si facessero qualche domanda sul perche’ non e’ facile trovare personale.Gia’ prima del covid orari ” prolungati”, riduzione di personale ed altro. Il lavoro non ci ha mai fatto ” paura”, comprensione anche per il momento difficile per molti (alberghi,ristoranti, bar) ma c’e’ un limite a tutto.

  3. Più che una macchina del tempo caro Davide basterebbe più terra terra una telecamera per registrare i colloqui di lavoro(li chiamo così per usare un eufemismo perché sono più colloqui di schiavismo 2.0 3.0 4.0) e rendersi conto delle proposte di questi famosi in(prenditori) turistici lancia questa proposta tu che sei una persona che ha un seguito è così ci renderemo conto se il problema è il lavoratore o l’im(prenditore)

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