Liceo: 3 ore di viaggio per 2 ore di lezioni l’orario che non piace agli studenti

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Lettera – Uno studente del Liceo | Caro direttore, la scorsa volta ci siamo lasciati con un interrogativo irrisolto: “Potranno mai gli studenti del liceo arrangiarsi per sempre?” Sembra che più che dare una risposta a questa domanda si stia cercando di prolungare a tempo indeterminato questo “stallo” che stanno vivendo tutti gli studenti del liceo “Ischia”.

Anzitutto il nuovo orario compattato ha suscitato non poche perplessità. Pur di completare il monte ore di ogni indirizzo, studenti di tutta l’isola devono partire dai sei comuni insulari, raggiungere la scuola, e dopo due sole ore ritornare alle proprie case.
Se noi studenti abitassimo tutti attorno alla scuola sarebbe anche una buona cosa ma purtroppo ci sono alcuni che, per raggiungere la scuola da casa, impiegano fino ad un ora e mezza sia per la lontananza sia per la dubbia efficienza del cosiddetto “servizio pubblico” degli autobus.
E fare un “viaggio” di un’ora e mezza all’andata e un’ora e mezza al ritorno per sole due ore di lezione è leggermente seccante.

È poi sorta un’ulteriore complicazione: all’appello del nostro liceo di avere delle classi per ospitare gli “sfrattati” liceali ha risposto la scuola media di Ischia “Scotti” che ha concesso tre aule. Necessità derivanti dall’avvicendarsi dei professori nelle varie classi hanno portato a “spedire” alla Scotti tre classi del triennio del Liceo delle Scienze Umane.
La loro reazione non si è fatta attendere: sciopero “pacifico”: seduti sulle scale della scuola non hanno certo potuto bloccare l’ingresso e l’uscita di professori, studenti e personale ATA ma hanno fatto sentire la loro voce. Fuori la scuola sono arrivate varie emittenti locali e perfino un picchetto dell’Arma dei Carabinieri. Ma qual è stato il risultato?

Professori che asserivano al fatto che sarà solo un mese di sacrificio poiché a gennaio ci sarà riconsegnata la sede di Lacco Ameno. A seguito di queste manifestazioni all’orizzonte si prospetta nuovamente la sciagura dei doppi turni vista la disponibilità solo pomeridiana del terzo piano del “Mattei”.
Io, come tutti d’altronde, spero che venga ancora una volta allontanata la possibilità dei turni pomeridiani e che la Città Metropolitana mantenga una volta e per tutte gli impegni presi.

Questa sembra utopia, delle promesse politiche sono diventate sogni che solo nel sonno possiamo sperare di vedere realizzati. Purtroppo anni di promesse vane, anni di “armiamoci e partite” ci hanno fatto diventare miscredenti.
Se è vero che la scuola è una palestra di vita noi in questa palestra abbiamo imparato che non sempre, anzi quasi mai, la nostra fiducia viene ricambiata.
Diceva il grande scrittore americano Ernest Hemingway: “Il modo migliore per scoprire se ci si può fidare di qualcuno è dargli fiducia”. Noi questo lo abbiamo fatto ma la nostra fiducia è inesorabilmente caduta come un castello di carte in mezzo alla bufera. Noi però vogliamo crederci ancora.

Vogliamo ancora una volta dare fiducia alle istituzioni; d’altronde non abbiamo altra scelta. Spero che quando questa mia, sempre se sarà ritenuto opportuno, sarà pubblicata qualcosa sia già cambiato. Allora potrò dire di aver sbagliato a non confidare nelle Istituzioni. Ancora una volta il mio interrogativo resta però irrisolto: “Potranno mai gli studenti del liceo arrangiarsi per sempre?”

1 commento

  1. Mangiatoia bassa ….ma presto la cuccagna finirà e usciranno dalla scuola per affrontare la vita e saranno cavoli amari!

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