«LICENZA» DI CONTAGIARE. La quarantena a 22 potenziali positivi comunicata con 12 giorni di ritardo

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Gaetano Di Meglio | Quello che è andato in onda domenica sera a “L’Arena” su LA7 con Massimo Giletti è qualcosa da dimenticare. Una figuraccia storica per la nostra ASL rappresentata dal direttore D’Amore che, in pochi minuti, ha rimediato una sonora strigliata da chi era con lui in trasmissione. Una figura barbina per la nostra comunità che, purtroppo, viene rappresentata da questi personaggi.

Nel box, per farvi rendere conto quanto sia stato imbarazzante assistere a quello spettacolo in tv vi riproponiamo le parole, dure, che sono piovute ai danni della sanità della nostra regione. Purtroppo, però, la realtà con la quale dobbiamo fare i conti è molto peggio di quella raccontata da Giletti in Tv. Il disastro di Antonio D’Amore e della sua Asl che proviamo sulla nostra pelle è molto peggio di quello che abbiamo visto in tv.
Un disastro che parte dal Rizzoli e che arriva all’organizzazione del territorio. Una macchina sgangherata che ha prodotto macelli nella prima fase e che in questa seconda ondata di contagio non fa venir meno la propria inadeguatezza alla comunità ischitana.
Una conferma di confusione, di atti pubblici che creano confusione nelle istituzioni e nei cittadini. Ma se voi non sapere quello che scrivete perché mai, poi, dovremmo seguire le vostre assurde previsioni?

Una macchina del disastro e della disorganizzazione che può essere raccontata nei case history delle cose da non fare.
Dopo il caso Villa Mercede, dopo i morti e dopo i lavoratori gettati in un cono d’ombra senza fine, l’ASL continua a calpestare i diritti dei nostri cittadini più deboli. A schiacciare sotto il peso della loro disorganizzazioni famiglie e cittadini deboli.
I morti della nostra RSA ve l’abbiamo già raccontati. Ora passiamo al disastro del contagio scolastico. Passiamo ad una piaga attuale. Passiamo ad altri cittadini deboli: i nostri bambini.

Ve lo raccontiamo con due storie.
La prima riguarda il contagio scoppiato presso il plesso dello Scentone a Forio. Dopo la maestra, questa l’epopea di un piccolo cittadino risultato positivo e lasciato nel disordine dell’Asl. Una storia di dipendenti pubblici che, se fossero gestiti meglio dalla loro direzioni, oggi garantirebbero un servizio più efficiente. Lavoratori non lasciati al caos ed equipaggiati per affrontare questa emergenza.
Era domenica 18 quando questa famiglia, una delle 40 coinvolte in questa storia di contagio. Si sparge la voce, inizia la paura fino a quando, solo mercoledì 21 l’Asl comunica ai genitori la necessità di porsi in isolamento fiduciario perché c’è un caso covid. Venerdì 23 mattina, di buon ora insieme con tanti altri, questa famiglia si reca al drive in del Rizzoli e tutta la famiglia si sottopone a tampone. Per i bambini il “gioco” del tampone inventato dai genitori per distrarli lascia il posto alla domanda: “allora? Sono positivo”. I bimbi iniziano a chiedere e mamma e papà provano a cambiare discorso, chiusi in casa e in isolamento. E’ domenica sera, il 25, quando sulla chat di gruppo iniziano ad arrivare le prime “notifiche”. A me negativo. Anche a me. Pure io. Ma non ci sono tutte. Nonostante il festivo, la famiglia preoccupata prova a chiamare all’ASL. Nessuno risponde, la domenica ci si riposa. I bimbi domandano. Mamma e papà non sanno più cosa fare. Arriva lunedì e con esso la notizia: il bimbo è positivo! E niente, questa storia iniziata il 18 ottobre finirà, forse, il 4 novembre se il nuovo tampone sarà negativo. Tutto normale? Non crediamo. Ma questa è l’ASL che ha lasciato cittadini abbandonati a loro stessi per settimane intere durante la prima ondata.

Ma veniamo alla seconda perla! Una vergogna che si commenta da sola. Basta leggere quello che la preside Giuseppina Blenx ha comunicato alla classe terza A ieri pomeriggio.
L’oggetto è chiarissimo: “Oggetto: Comunicazione provvedimento quarantena classe Terza plesso “G. Paolo II” del 1° Circolo Didattico di Ischia”.
Una notizia che sembra come tante. Ne abbiamo raccontate di diverse, ma questa contiene una vera e propria licenza di contagiare. Poco fa vi abbiamo raccontato la storia di uno studente positivo con qualche giorno di ritardo e che l’Asl, diciamocelo, aveva messo in isolamento. Quest’altra storia, invece, no.
Siamo di fronte, davvero, ad una licenza di contagiare!

Leggiamo insieme le parole della Preside Blenx: «A seguito della notizia, all’interno della classe, di un caso di positività al Covid-19, è stata disposta dal Dipartimento di Prevenzione ASL Napoli 2 NORD-Distretto 36 (prot. 5729 del 26/10/2020), la quarantena per gli alunni della classe, totale 22 alunni, del Plesso “G. Paolo 11” del 1° Circolo Didattico di Ischia dal giorno 14/10 al 28/10/2020 compreso. Si precisa che si considerano in quarantena gli alunni della classe in questione ed i docenti e gli operatori scolastici che abbiano avuto un contatto stretto can il caso confermato di COVID-19. L’Asl raccomanda che se durante l’isolamento dovessero insorgere sintomi suggestivi di COVID, i genitori dovranno contattare il Pls (Pediatra di libera scelta)».
Si, avete letto benissimo. L’ASL ha posto in isolamento 22 bambini potenzialmente positivi e quindi contagiosi dal 14 al 28 ottobre però lo ha comunicato solo ieri, il 26 ottobre!

Si, avete capito bene: questi 22 studenti hanno incontrato amici, parenti, amici di sport, sono andati con i genitori a fare la spesa, hanno vissuto la loro normalità di bambini senza problemi per 12 giorni e poi hanno scoperto, invece, che dovevano restare in quarantena! Se questa è l’Asl, la sua gestione dell’epidemia siamo davvero messi male. Molto male!
E con la rabbia di sapere che c’è un’ASL che comunica la quarantena con 12 giorni di ritardo alziamo le mani in segno di arresa pregando che qualcuno dal cielo ci assista!

1 commento

  1. Credo ci siano gli estremi per diffusione di epidemia. D amore rischia seriamente almeno che non ha santi in paradiso e la procura tace. Bell italia! Complimenti

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