martedì, Aprile 13, 2021

Libera Chiesa in libero Stato. La Chiesa orfana della DC

I Fatti & Le Idee di Giuseppe Mazzella | direttore de il continente

In primo piano

“Guai a voi quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i falsi profeti”.
Vangelo secondo Luca 6,26.

Siamo passati in poco più o poco meno di un mese da una “lettera aperta” del Vescovo d’Ischia, Pietro Lagnese, ai sei sindaci dell’ isola d’Ischia di domenica 13 dicembre 2020 apparsa su Il Dispari lunedì 14 con ampio rilievo di prima pagina con titolone “ Cura Lagnese – Un sogno possibile per Ischia” e la pubblicazione integrale in due pagine all’ interno, il sommario e l’ evidenza dei 5 punti essenziali.

Il direttore Gaetano Di Meglio esprime con un editoriale il suo ringraziamento. In tre giorni quella “lettera aperta” diviene una “lettera morta”.
3 giorni dopo il Vaticano annuncia che il Vescovo Lagnese è stato “eletto” vescovo di Caserta, una diocesi molto più grande ed importante rispetto alla più piccola diocesi d’ Italia. Ho scritto anche io una cortese “Lettera aperta” al Vescovo d’Ischia apparsa domenica 20 dicembre su questo giornale dal titolo “L’isola è nel Continente” ma l’ avevo scritta due giorni prima della nomina a vescovo di Caserta.
Naturalmente non ha avuto risposta ma credo neanche lettura. Naturalmente nessuno dei sei sindaci ha risposto al Vescovo né ha annunciato di recepire qualche suggerimento di Mons. Lagnese. Si può ritenere che il Vescovo Lagnese abbia scritto quella lettera prima di conoscere la sua nuova destinazione perché non è una lettera testamentaria ma programmatica.
I 5 punti fondamentali o 5 proposte sono: l’ istituzione di un “fondo di solidarietà intercomunale”; un “tavolo istituzionale” per una rete di esigenze;un “Osservatorio delle povertà”; un organismo di interlocuzione con altre istituzioni; un ufficio di “comunicazione unitario”. Vedo in queste proposte – più sociologiche che economiche – l’influenza di quelli che la chiesa chiama “laici” (per noi l’ aggettivo ha altra applicazione) della commissione diocesana per gli affari sociali se è corretta la denominazione. Il 20 gennaio 2021 il Vescovo Lagnese ha preso possesso della sua nuova diocesi e soltanto un giorno prima il 19 gennaio il Vaticano lo nomina anche “amministratore apostolico” della Diocesi di Ischia con tutti i poteri del diritto canonico in attesa della nomina del nuovo Vescovo. La lettera aperta del Vescovo Lagnese rimarrà come una “predica” agli della curia. Una occasione persa per aprire un dibattito civile su un nuovo assetto istituzionale per Ischia?

LIBERA CHIESA IN LIBERO STATO
La famosa espressione “ libera Chiesa, in libero Stato” pronunciata da Camillo Benso conte di Cavour il 17 marzo 1861 in parlamento per la proclamazione del Regno d’ Italia con capitale Roma resta ancora un precetto da attuare dopo 160 anni. Ritengo da “ laico” –nella mia doppia accezione di autonomia rispetto all’autorità ecclesiastica e di adesione ad un’area politica né marxista né cattolica – che il “ potere temporale” della Chiesa di fatto non è mai stato abolito.

E’ stato abolito quello che Pio IX chiamava “ il civile principato” e che era lo “ Stato della Chiesa” ma è rimasta la forte influenza della Chiesa nelle decisioni dello “ Stato Unitario” divenuto Repubblica nel 1946. La Chiesa è passata per il “ non expedit” per i cattolici del 1868 imposto da Pio IX abrogato solo nel 1919 da Benedetto XV con la nascita del “ Partito Popolare” di Don Sturzo ma già Leone XIII con l’ enciclica “ Rerum Novarum (“delle cose nuove”) del 15 maggio 1891 aveva avviato una sua “ dottrina sociale”. Poi gli accordi del Laterano del 1929 e la famosa espressione di Papa Pio XI su Mussolini “ l’ uomo della Provvidenza”. Poi ancora il famoso art.7 della Costituzione che recepisce gli accordi del Laterano e tutte le polemiche che ne derivavano. L’ influenza dei cattolici nel “ libero Stato” è stata determinante e lo è ancora.

DON STURZO, DE GASPERI, DOSSETTI
Ho tre libri che ho preso dallo scaffale della mia biblioteca dove gelosamente conservo oltre 40 volumi delle collane del “Corriere della Sera” di una decina di anni fa “i classici del pensiero libero” e “Laicicattolici-i maestri del pensiero democrtico” per una rinfrescata sull’impegno dei cattolici militanti nella politica italiana.”Appello ai liberi e forti” di Don Luigi Sturzo;” la politica come servizio” di Alcide De Gasperi ed infine “ Amore di Dio, coscienza della storia” di Giuseppe Dossetti. Il minimo comun denominatore è una grande fede per un grande impegno civile.

Da qui la nascita di un partito cattolico che avesse il programma di applicare il Vangelo. Prima il “partito popolare” di Don Sturzo e poi la “Democrazia Cristiana” di De Gasperi e di Dossetti nel “libero Stato” sottolineavano la loro “ indipendenza” dalla Chiesa ma alla luce della Storia questa non c’è mai stata. Soprattutto nelle grandi scelte civili tanto che nel 1974 la DC diretta da Amintore Fanfani si schierò contro la legge sul divorzio promuovendo il primo referendum su una legge ordinaria. La DC fu il più importante partito di governo fino al 1992 e si liquidò con “tangentopoli” e con la DC scompare non solo la cosiddetta “prima Repubblica” ma scompaiono i “ partiti solidi”.
Il direttore di questo giornale ,Gaetano Di Meglio, non è stato tenero in questi anni con il Vescovo Lagnese e con la “Chiesa che è in Ischia”.
Ma la cronaca gli ha imposto di portare alla luce “ scandali” nuovi e vecchi e molti si conoscevano da anni che avevano poco a che fare con il Vangelo. Tuttavia ha espresso al Vescovo Lagnese il suo ringraziamento per la sua lettera aperta. Poteva essere un nuovo inizio. Tuttavia anche quello che di positivo e degno di ammirazione fatto dal volontariato cattolico è stato raccontato.
La Chiesa che è in Ischia ai miei occhi di un “laico” al tempo dei “partiti liquidi” mi pare orfana della DC. Ai tempi della DC c’era una” ossequienza” dei potenti locali democristiani verso la diocesi ed il suo vescovo.
Ogni Vescovo ha un suo stemma ed un suo “ motto”. Negli anni ‘ 60 il Vescovo di allora Mons. Antonio Cece si assegnò un compito di “ tutela” della DC. Fu un “ Vescovo politico” dichiaratamente contro i “ laici” ed il prof. Malagoli mi ricordò le battaglie per la scuola “laica” e le denunce per il suo insegnamento. Ma la DC era un “mosaico” di “correnti” di antica formazione di cui perfino Don Sturzo si lamentava.
C’era la “destra”, la “sinistra” ed un “centro del centro” ma i cattolici militanti stavano tutti li dentro. Con la scomparsa della DC a me pare che i “ cattolici militanti” hanno trasferito nella Chiesa il loro impegno e la loro visione del mondo abbandonando l’impegno “ politico” nei partiti liquidi e così le “ correnti” che prima stavano nella DC si sono insediate nella Chiesa con tendenze, atteggiamenti, prese di posizioni, sulla scia di un fondamentalismo religioso.

Così la Chiesa è divisa tra “progressisti” e “ conservatori”, tra i preti con la tonaca lunga e nera e quelli invece con i pantaloni grigi.
Il punto a mio parere è questo: dove va lo Stato al tempo dei partiti liquidi e della decadenza della politica e la Chiesa sempre più contenitrice di un malessere sociale perché lo Stato è insufficiente?
E’ una domanda alla quale non offro risposte.
www.ildispari.it

- Advertisement -

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Articoli

Carmine continua pericolosamente lo sciopero della fame. I cresimandi si assembrano in cattedrale e non perdono il vizio

Gianni Vuoso | Quanti interventi, quante parole, quante decisioni assurde e discutibili. Viene voglia solo di restare in silenzio...
- Advertisement -