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L’EVI tra 8 milioni di crediti ballerini, la solita gestione assurda, transazioni sospette e lavorazioni fatturate e contestate

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Gaetano Di Meglio | Uno dei grandi temi che la società ischitana non vuole affrontare è quello che riguarda il CISI e l’EVI. Sono tutti bravi a sparare pippotti, cazzate e panzane sul comune unico, sui rimedi naturali o modificati geneticamente e una tra le tre cose in cui i sei comuni sono uniti e, quindi, si può praticare il comune unico (perché, quando ci sarà, avrà le correnti e la politica a gestirlo) è completamente escluso dal dibattito locale.
Chissà, forse, accendere i riflettori su Ambito, Regno di Nettuno e CISI-EVI sarebbe un’occasione per parlare di unità amministrativa dell’isola ma i grandi soloni dello scoglio, evitano. Perché? Perché è più facile parlare delle cosine che gli arrivano sotto le mani che impegnarsi su temi più larghi e più ampi. Ma loro sono soloni (e spesso non sanno neanche di che parlano!).

Il 12 ottobre, si terrà una nuova convocazione dell’assemblea dei soci del CISI al fine di dare “lndirizzi al Liquidatore CISI circa “Approvazione Bilancio EVI Spa in liquidazione al 31.12.2020”.
Tra poco leggeremo la cronistoria dello scontro tra il sindaco di Ischia contro Francesco Del Deo e il suo consulente Carpentieri a cui non serve aggiungere altro.
Però, prima di leggerle, portiamo in evidenza tre passaggi che raccontano, in breve, la vicenda.

Il primo: «Il Presidente chiarisce il nodo della questione che ha portato al rinvio della seduta e cioè comprendere la permanente esigibilità dei circa 8 milioni di crediti esposti dall’Evi nel suo bilancio».

Il secondo: «un elenco dei crediti prescritti, il tutto in uno ad una relazione; manca invece un elenco degli estratti conto” e fa l’esempio di un credito verso un utente di circa “160.000,00 euro per il quale non è dato comprendere»

Il terzo: «Purtroppo invece nella nota esplicativa si sottolinea in modo forte la posizione debitoria di alcuni Comuni come se questi debiti fossero la causa del cattivo andamento dei conti dell’EVI».

Potremmo evidenziare la manovra degli uffici EVI di rendere difficile la lettura degli atti o le altre incongruenze evidenziate nel “dibattito” dei sindaci.
Ai lavori erano presenti, oltre ai sindaci, il Liquidatore Unico del CISI l’avvocato Raffaele Montuori, il Liquidatore Unico di Evi s.p.a. in liquidazione dott. Pierluca Ghirelli e il Collegio Sindacale di E.V.I. in liquidazione: dott.ssa Felicia Anna Di Meglio, dott. Enrico lovene, Dott.ssa Ornella Renella mentre sono risultati assenti, sebbene regolarmente convocati, i componenti del collegio dei Revisori dei Conti del Cisi in liquidazione, i Signori: Dott. Filippo Cuomo Presidente, Dott.ssa Francesca Cassese, Dott. Gerardo Sorrentino

I lavori
Il Presidente, Sindaco del Comune di Barano, Dott. Dionigi Gaudioso, introduce l’argomento all’ odg. Fa presente che i documenti richiesti sono pervenuti solo il 16, anziché il 13 come da accordi, e vista della gran quantità di pagine non è stata possibile un attento esame degli atti richiesti nella precedente sedute dell’assemblea. Chiede agli altri componenti dell’assemblea se sono riusciti ad approfondire.
Il Sindaco del Comune di Forio, Dott. Del Deo, chiarisce di essersi avvalso dell’ausilio del Dott. Massimo Carpentieri, esperto in materia, proprio al fine di meglio comprendere e chiede di procedere alla votazione del punto all’odg.

Il Presidente chiarisce il nodo della questione che ha portato al rinvio della seduta e cioè comprendere la permanente esigibilità dei circa 8 milioni di crediti esposti dall’Evi nel suo bilancio.
Interviene il responsabile del contenzioso dell’EVI dott. Sansone il quale chiarisce di aver trasmesso un elenco ed una relazione, suddividendo gli elenchi tra i crediti prescritti e quelli non prescritti.
Il Sindaco di Ischia, dott. Vincenzo Ferrandino prende la parola e ricorda come nella scorsa riunione della assemblea erano state rilevate alcune incertezze in quanto dalla nota esplicativa al bilancio di esercizio non si evinceva la permanente esigibilità di alcuni crediti verso vantati verso i Comuni. Ribadisce l’intenzione di tutti i presenti di addivenire alla revoca dello stato di liquidazione ma, aggiunge, occorre comprenderne e verificarne i presupposti. Dai documenti trasmessi manca un approfondimento sulle ragioni della permanenza dei crediti in bilancio. “Giorno 16, settembre”, come diceva il Presidente, “è pervenuto elenco fatture non pagate (circa 500 pagine) ed un elenco dei crediti prescritti, il tutto in uno ad una relazione; manca invece un elenco degli estratti conto” e fa l’esempio di un credito verso un utente di circa “160.000,00 euro per il quale non è dato comprendere” le ragioni del mantenimento. Inoltre risultano tra i debitori utenti deceduti e società fallite.
Il Sindaco di Forio sottolinea che è presente una relazione dalla quale evincere i dati e non vede difficoltà ad approvare il bilancio.
Il Sindaco di Ischia evidenzia che dalla nota integrativa non si evincono le ragioni deI mantenimento di numerosi crediti verso terzi in bilancio. Occorreva trasmettere oltre alla relazione anche l’estratto conto delle singole posizioni, l’elenco delle eventuali transazioni in corso, e chiarire se siano stati concessi rateizzi (specificando importi e posizioni rateizzate).
Purtroppo invece nella nota esplicativa si sottolinea in modo forte la posizione debitoria di alcuni Comuni come se questi debiti fossero la causa del cattivo andamento dei conti dell’EVI.

A maggior ragione il Sindaco di Ischia chiede che si faccia luce anche sui diversi milioni di crediti verso terzi vantati da EVI e di questa posta in bilancio. Rileva inoltre nella nota dei revisori dei conti dell’Evi ci sia una espressa richiesta di corrispondenza tra i conti e i saldi dell’EVI e quelli risultanti dai bilanci dei comuni partecipati.
Il Sindaco di Ischia prosegue evidenziando che resta il nodo importante della straordinaria manutenzione che l’EVI espone come crediti verso i Comuni, ma che i Comuni non inseriscono tra i propri debiti verso l’EVI in quanto non interpretano in tal senso la più volte richiamata delibera del 20I6.
Ad esempio tra le insussistenze dell’EVI sono emerse fatture non pagate dai Comuni di Ischia e di Serrara Fontana.
“Certo che se si ritiene di arrivare alla revoca della liquidazione accedendo alla tesi che le spese di straordinaria manutenzione debbano incombere sui Comuni”, chiarisce il Sindaco di Ischia, la strada non sarebbe a suo avviso praticabile in quanto foriera di responsabilità contabili per i consiglieri che dovessero riconoscere detti debiti che, a questo punto, andrebbero trattati come debiti fuori bilancio.
Il Sindaco di Forio chiede di non ripetere sempre le stesse cose e di capire quale è la proposta.

Il Sindaco di Ischia chiarisce che una strada potrebbe essere quella della capitalizzazione delle spese straordinarie. Il Sindaco dell’Evi, Dott.ssa Renella, chiarisce che il collegio sindacale deve prendere atto che ad oggi non è garantita la continuità aziendale ed in ogni caso i crediti che oggi sono esposti nel bilancio dell’Evi erano già presenti negli anni precedenti.
Il Sindaco di Ischia chiarisce che negli anni scorsi l’assemblea del CISI si è affidata all’andamento di alcune circostanze e comunque per chiedere chiarimenti ed approfondimenti si e sempre in tempo. In ogni caso, aggiunge, come si evince anche dai verbali delle precedenti assemblee i sindaci qui presenti hanno sempre manifestato la contrarietà all’addebito ai Comuni delle spese straordinarie.
Il Sindaco di Forio ritornando sulla proposta del Sindaco di Ischia chiede se ha avuto modo di capire se con la capitalizzazione dei crediti vantati dall’Evi verso i Comuni il bilancio continua a chiudere in negativo.
Il Sindaco di Ischia sottolinea che se così fosse allora non ci sarebbero margini per una soluzione diversa dalla liquidazione. Ma gli ultimi 5 anni mostrano dei conti positivi, come da comunicato dell’addetto stampa della società.
Interviene il Dott. Carpentieri evidenziando che occorre che sia garantita la continuità aziendale cioè la capacità di creare un flusso/reddito di impresa.
Il Sindaco di Ischia ritiene che la continuità aziendale possa essere assicurata tuttavia va assunto un indirizzo unico e definitivo per le spese di straordinaria manutenzione che sono state dapprima considerate una immobilizzazione immateriale ammortizzabile, poi successivamente sono state inserite in bilancio come fatture da emettere senza che si specificassero le causali di dette fatture e quindi senza che i comuni potessero prendere contezza dei loro presunti debiti, ed infine quest’anno sono arrivate le fatture che i Comuni hanno rifiutato. Fino al 2020 i bilanci chiudevano in attivo. Quest’anno si evidenzia una perdita ma sono convinto che possa essere garantita continuità aziendale.
Il Sindaco dell’Evi, Dott.ssa Di Meglio, evidenzia che il 2020 oggi non è modificabile. Il Sindaco di Ischia ritiene sia possibile fare una diversa imputazione.

Il dott. Montuori interviene per precisare che occorre distinguere tra due diverse visioni, una civilistica ed una pubblicistica nell’ambito del complesso quadro normativo delle società pubbliche.
Nelle società in house non ci sono atti o provvedimenti in autotutela che non si possono fare a priori. purché l’azione sia orientata al pubblico interesse. Un sindaco che pure avesse approvato il bilancio di una società in house nella relativa assemblea, non potrebbe rendere immodificabile questa decisione perché le pubbliche amministrazioni perseguono solo fini pubblici. Quindi se un sindaco rileva una irregolarità o alcuni aspetti controversi o da approfondire anche in una fase successiva all’approvazione del bilancio per una precedente annualità, farà una contestazione formale e l’organo di controllo e l’amministratore della società risponderà.
Il Sindaco di Forio evidenzia a questo punto che pare contraddittoria l’idea di trasformare le spese dei Comuni (per manutenzioni straordinarie) in oneri pluriennali e continuare con lo stato di liquidazione che per sua natura non può avere una prospettiva pluriennale.
Il Sindaco di Ischia interviene nuovamente chiarendo che occorre anzitutto trattare i costi per quelli che sono, se la loro natura è pluriennale per tali vanno considerati; poi, in ordine alla continuità aziendale, l’EVI ha dimostrato che ha dei margini per recuperare e dunque non ci sono ostacoli alla revoca dello stato di liquidazione se questi dati saranno confermati.

In ordine ai dubbi espressi dal Dott. Carpentieri circa la reale capacità dell’EVI di sostenere gli oneri finanziari da manutenzioni straordinarie, il Sindaco di Ischia fa rilevare che l’EVI ha dimostrato di avere un buon cash flow per garantire gli equilibri finanziari, considerazione corroborata dal fatto che mai i Comuni hanno sostenuto le spese straordinarie.
Il dott. Carpentieri evidenzia che nel 2020 la situazione è identica a quella del 2019.
Il collegio Sindacale ha stabilito che vadano emesse fatture, così nel 2021 effettivamente l’EVI emette queste fatture per spese straordinarie poi contestate o rifiutale dai Sindaci. Queste spese se si ritiene potranno essere capitalizzate. Nel 2020 c’è una perdita, ma questa perdita non ha rilevanza ed è ammortizzabile. In questa situazione si può pensare ad una revoca della liquidazione. Se c’è questo intento, allora oggi si può approvare il bilancio con la consapevolezza che queste fatture non andranno pagate ma inserite a patrimonio.

Il Sindaco di lschia chiarisce che oggi vanno creati i presupposti affinché la revoca si fondi su dati oggettivi. La relazione stilata in modo chiaro è necessaria ma non sufficiente, occorre che il socio sia messo in condizione di assumere determinazioni consapevoli. Per i crediti verso i Comuni la soluzione può essere quella prospettata, ma per i crediti verso terzi occorre, come sopra detto, capire se ci sono transazioni ed anche indicare i nominativi, capire l’importo delle eventuali rateizzazioni, etc. Inoltre bisogna capire quali sono le insussistenze definite come fatture da emettere. Naturalmente ci si può limitare ai crediti di un certo valore, diciamo dai 5000,00 euro in poi.

Il Responsabile contenzioso della EVI, Walter Sansone, chiarisce che ha prodotto l’elenco non per rendere i dati poco leggibili, ma come strumento per capire meglio la relazione di accompagnamento. Chiarisce di aver bisogno di circa una settimana per elaborare gli ulteriori dati richiesti»
8 milioni di crediti ballerini, una gestione clientelare assurda, transazioni sospette e lavorazioni fatturate e contestate: qualcuno accenda un faro su questa vicenda. Qualcuno non ci lasci soli. Anche se, spesso, preferiamo non avere accompagnatori.

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