L’Europa a Mezzogiorno? Appello al Centro Studi, al Sadoul, all’OSIS per un Piano Economico

1

I Fatti & Le Idee di Giuseppe Mazzella, direttore de il continente | Abbiamo visto quanto fu importante il “II Convegno Turistico dell’ isola d’ Ischia” della DC che si tenne a Casamicciola nel salone del Pio Monte della Misericordia dal 28 al 30 marzo 1958 con i suoi 16 punti programmatici (IL DISPARI, Domenica 22 novembre 2020 – 17, la Sanità dimenticata. Un secondo ospedale per Ischia”). Debbo riconoscenza al prof. Raffaele Castagna per la sua “Rassegna d’ Ischia” e per i suoi libri che costituiscono fonti preziose per una “storia civile” dell’ isola d’Ischia negli ultimi 70 anni per quanto riguarda il mio raggio di interesse ad una “storia economica” dell’isola che ritengono fondamentale per capire l’oggi.

Molti di quei 16 punti contenuti nel documento della DC del 1958 sono stati realizzati con quella che Raffaele chiama una “certa programmazione”. Soprattutto le grandi strade che hanno aperto ad una crescita economica straordinaria con un inevitabile abusivismo edilizio. Quel convegno del 1958 avveniva in un clima di forte passione civile da parte della classe dirigente della DC che aveva praticamente oltre 80 per cento del consenso elettorale. La “Programmazione Economica” in Italia non nasce nel 1963 ma nel 1954 con lo “schema di sviluppo dell’occupazione e del reddito in Italia nel decennio 1955-1964” noto come Piano Vanoni dal nome del Ministro del Bilancio” così come nel 1947 era la nata la SVIMEZ e nel 1950 la Cassa per il Mezzogiorno. Quel clima nazionale di “Ricostruzione” deve avere avuto la sua estensione locale ed ha prodotto buoni frutti. Anche la “società civile” di Ischia a quel tempo è viva soprattutto con il Centro Studi su l’isola d’Ischia fondato da Mons. Onofrio Buonocore, Paolo e Giorgio Buchner, Mons. Pasquale Polito, Cristofaro Mennella, Biagio Buonocore e Mario Caccioppoli, nel 1944 ed è soprattutto nel primo volume degli Atti – voluto dal prof. Cristofaro Mennella nel 1970 che racchiude l’attività dal 1944 al 1970 – che vi sono contenute proposte innovative per un lancio economico dell’isola d’ Ischia.

La classe politica di allora ha forti legami “politici” con “Il Continente” con Ministri, Deputati, Amministratori Provinciali e vuole “contare” per risolvere i problemi.
Il “metodo del convegno” per “fare politica sui programmi” viene usato almeno fino agli anni ‘90. Sia dalla DC sia dal PSI che dagli anni ‘60 si propone sul piano locale come “alternativa” ma a livello provinciale, regionale e nazionale il PSI è per una alleanza con la DC. Scrissi un pezzo su “La Rassegna d’ Ischia” nel n. 9 dicembre 1986 dal titolo “la stagione dei convegni” dove esprimevo commenti su due convegni, uno della DC e l’ altro del PSI, sulle politiche di quegli anni rilevando paradossalmente che la “Nuova DC” di Enzo Mazzella era sostanzialmente più a “sinistra” del PSI per il quale avvertivo una svolta di “destra”.
Scrivevo che “fra i due convegni dei due partiti maggiori si inserisce l’ iniziativa della “piccola” sezione di Democrazia Proletaria. con la proposta di sdemanializzare lo stabilimento termale militare alloggiato nella ex casina reale dei Borboni per realizzare un centro sanitario pubblico polifunzionale con un palazzo dei congressi, un centro scientifico per lo studio delle acque termali ed infine un parco pubblico” (Tempi d’ Ischia, 1988, Editoriale Ischia S.a.S.).
Naturalmente poco o nulla di quei tre convegni si è fatto: non si è fatto il “Comune Unico”, non si è fatto un “centro sanitario pubblico” nel ex-Palazzo Reale, non si è fatto nulla nel Pio Monte della Misericordia a Casamicciola, non si è fatto il porto turistico ad Ischia che tanto voleva Enzo Mazzella riprendendo il vecchio disegno del 1964 del sindaco Vincenzo Telese. Soprattutto non si avviò una “Programmazione Generale”.

IL CONVEGNO DEL 2016
Il 5 marzo 2016 per iniziativa del Lions Club Isola d’ Ischia presieduto da Camillo Iacono si tenne ad Ischia all’Hotel Re Ferdinando ex-Jolly un convegno su “Europa a Mezzogiorno” di cui tenni la relazione di apertura soprattutto prendendo spunto da un libro di Amedeo Lepore e Gianni Pittella – professore di storia economica e assessore regionale alle attività produttive il primo ed eurodeputato del PD il secondo – dal titolo significativo: “Scusate il Ritardo” che annunciava le nuove politiche di sostegno al Sud del nuovo Primo Ministro Matteo Renzi. Grandi speranze naturalmente infatti rimarcai nell’intervento introduttivo che “Il Mezzogiorno è una priorità che ancora stenta a decollare. Il libro di Gianni Pittella, eurodeputato e capogruppo del PSE al Parlamento Europeo e Amedeo Lepore, ordinario di storia economica alla Seconda Università di Napoli e assessore regionale della Campania alle attività produttive, “Scusate il ritardo – una proposta per il Mezzogiorno d’Europa”, in questo è un contributo importante. Per questo c’è la prefazione di Matteo Renzi, Presidente del Consiglio dei Ministri. Più che un libro è un vero e proprio Programma Strategico. Propone una politica generale a livello macroregionale, collocando il Sud nel contesto internazionale e del Mediterraneo, dopo un’analisi economica e storica indica soluzioni alternative anche sotto l’aspetto organizzativo (Agenzia). Infine si concretizza con 11 progetti strategici su temi prioritari coordinati da Claudio Cipollini. Dalla coesione sociale – tema fondamentale per ricostituire un’identità e un rapporto migliore tra cittadini (con migliori servizi sociali e una migliore valorizzazione dei beni sequestrati alle mafie – cancro da estirpare una volta per tutte!) alla valorizzazione delle specificità locali per il turismo (da approcciare una volta per tutte per promuovere un insieme e non tante singole realtà), per l’agricoltura (dove è vincente fare rete sulla qualità) alle politiche industriali (dove i fattori endogeni sono una variabile di base). E poi la cultura e l’innovazione (partendo da Matera 2019 e costruendo una rete nel Sud e nel Mediterraneo) e il digitale (le competenze e la cultura come base della domanda).
Basi indispensabili una mobilità interregionale e urbana finalmente integrata ferro-gomma e sostenibile, energia da fonti rinnovabili e territori sostenibili.
Così un mezzogiorno possibile. Con e per i cittadini del Sud. Un libro da leggere per fare. Appunto: fare.

Cosa si può fare nei 45 Sistemi Locali di Sviluppo individuati dalla Regione Campania dove ci sono 500 Comuni?

L’area dell’isola d’Ischia – economicamente “matura” con 400 strutture alberghiere per almeno 20mila posti-letto e con altrettante extralberghiere per altrettanti 20mila posti letto ed almeno 500 esercizi commerciali aderenti all’ ASCOM con un esercito di 6.000 partite IVA – è un esempio paradigmatico di “sviluppo senza programmazione” e di obsoleta organizzazione istituzionale con sei Comuni. In tempo di spietata concorrenza sul mercato globale dei viaggi e di stagnazione economica occorrono interventi di consolidamento dello sviluppo maturo e di possibile ulteriore espansione tenendo conto che ci sono almeno 14mila lavoratori iscritti al Centro per l’Impiego e l’ INPS licenzia ogni anno almeno 9500 pratiche di indennità di disoccupazione ed una popolazione scolastica delle superiori di almeno 3200 studenti.
Le politiche europee di Coesione Territoriale nel Piano 2014-2020 sono decisive per avviare uno “Sviluppo Locale” ed un nuovo modello di Programmazione Strategica così come è decisivo il ruolo del Governo, della Regione, della Città Metropolitana di Napoli e dei Comuni con un rinnovato protagonismo dell’ imprenditoria pubblica e privata e delle forze sociali. “L’ Europa a Mezzogiorno” è la Strada Maestra”. Amedeo Lepore non potette partecipare ma le conclusioni furono dell’ allora assessore regionale ai fondi Europei Serena Angioli. Sia Lepore sia Angioli furono sostituiti dal “ Governatore” De Luca pochi mesi dopo. Come dire: gli intellettuali non servono.

APPELLO AGLI INTELLETTUALI
Credo che l’isola d’Ischia abbia bisogno di un “ Piano Economico Comprensoriale” per affrontare e gestire questa crisi del Covid-19 la più grave mai registrata non solo in Italia ma nel mondo. Un Piano “concreto” con indicazioni chiare sui progetti “cantierabili”. Un Piano per un “Comprensorio” (Ischia, Procida, Capri legate a Napoli, la Capitale decaduta ma indispensabile ).

I fondi del Recovery Fund non possono andare dispersi in mille rivoli. Come quelli del MES, come i “fondi strutturali”. E’ quindi necessario indicare gli interventi di sostegno all’economia delle isole ed alla “Ricostruzione” di Casamicciola e Lacco Ameno e gli ulteriori interventi infrastrutturali. Rivolgo un appello quindi agli intellettuali del Centro Studi su l’isola d’Ischia, del Circolo Sadoul, dell’OSIS perché siano coinvolti dai sei Comuni nella predisposizione di un “Piano Economico”. Ne debbono rivendicare la partecipazione se c’è ancora quella che De Rita chiama “la società di mezzo”.
Gian Antonio Stella ha scritto un lungo articolo sul “Corriere della Sera” di mercoledì 25 novembre 2020 sulla “Vecchia, immobile e “difensiva” Macchina dello Stato” sostenendo che occorre “riformare subito la burocrazia”. Pone domande Stella: per incassare i fondi UE dovranno esserci 500mila assunzioni. Come saranno fatte?

Ha ragione il direttore de Il Dispari, Gaetano Di Meglio, nel suo Editoriale di giovedì 26 novembre 2020 (2 Grandi sfide) a lanciare un appello affinché Ischia conti sul “Continente”. Anzi le “sfide” sono più di due (un nuovo assetto istituzionale, un sistema delle “Isole”, il Pio Monte della Misericordia, un Secondo Ospedale, un Piano di Assetto Territoriale” per la Ricostruzione dopo il terremoto del 21 agosto 2017 tanto per qualche indicazione).
Si potrebbero anche qui organizzare gli “Stati Generali”. Ma dopo le parole, i fatti. Sono i fatti che danno pane non le parole al vento. Insomma dopo tante speranze fallite non possiamo perdere questo altro treno.
L’ Europa o arriva oggi a Mezzogiorno o per almeno per due generazioni non verrà mai.

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui