Lettera aperta: “Giacomo, se fai presto puoi ancora recuperare il Teleposto di Monte Vico e creare il Parco di Pithaecusa”

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Gianni Vuoso | Giacomo Pascale, il sindaco rieletto a Lacco Ameno lunedì scorso, è chiamato subito ad una prima prova del nove.
Quella legata alla vendita dell’ex Teleposto di Monte Vico.
Tra l’altro, già durante la campagna elettorale, il neo sindaco aveva mostrato interesse alla questione sollevatagli da un gruppo nutrito di associazioni culturali e ambientaliste, tanto da inserire nel suo programma politico iniziative tese a rivendicare l’impegno di non svendere ai privati il Teleposto, ma di acquisirlo ai beni pubblici.

Il Teleposto, per chi non sapesse nemmeno di cosa stiamo parlando, è quella costruzione fatiscente che sorge sul cocuzzolo di Monte Vico, a pochi passi dall’Hotel S. Montano, su un’area di oltre 1000 mq., di proprietà dell’Agenzia del Demanio e proprio da questa istituzione, messo all’asta. Non è solo un rudere, ma è il punto di partenza per diventare, accogliendo una pregevole proposta dello scienziato Giuseppe Luongo, un Centro Studi Scientifici dell’isola d’Ischia.
Il 9 settembre scorso, si è avuta la prima udienza ed il bene è stato alienato, ancora in via provvisoria, come informa proprio su queste colonne, la collega Ida Trofa, ad un gruppo di commercialisti napoletani per la somma di 550 mila euro su una base d’asta di euro 490.700/00.

Ma sul futuro di questo Teleposto Nicola Lamonica, a nome del gruppo delle associazioni che si sono attivate per non vendere il bene in questione, ha inviato a Pascale una lettera nella quale dice “in attesa dell’insediamento del Consiglio Comunale per il PUC – mi permetto di richiamare alla Tua attenzione un punto focale delle citate osservazioni che è oltretutto anche parte del Tuo Programma elettorale, quello di acquisire al patrimonio comunale, l’ex Teleposto di Monte Vico, da destinare a “Centro sociale di ricerca ed educazione ambientale” per divenire poi, come suggerito dagli osservatori al Puc anche “struttura operativa del Parco Pithecusa“.

Il Parco, come si sa, comprende una vasta area di grande interesse paesaggistico, l’ex Teleposto, la Valle di s. Montano, l’albergo s. Montano, la località Mazzola-Mezzavia, Villa Arbusto. Dall’unione di questi siti il totale è un grandioso parco di interesse storico-archeologico-paesaggistico che non possiamo vedere degenerare per il trascorrere del tempo e per l’incuria dell’uomo. Un parco che richiederebbe l’impegno e l’attenzione delle sei amministrazioni in quella visione unitaria che dovrebbe lanciare la proposta di una isola “attrattore culturale”. Non c’è ancora il Comune Unico e sono ancora tante le resistenze per la sua istituzione, ma un obiettivo comune di questo tipo non andrebbe certo a sminuire il potere di questo o quel sindaco, né andrebbe a porre in cattiva luce un’amministrazione a vantaggio di un’altra. Non ci vuole molto a capire l’importanza di questa occasione, anche perchè un Parco come quello proposto, andrebbe ad unirsi al Parco di Zaro per offrire all’isola un polo di enorme interesse.

Per essere più precisi, Lamonica, rivolgendosi sempre al sindaco, in relazione al recupero del Teleposto, chiarisce: “Ti ricordo, pertanto, che per esercitare il detto diritto di prelazione da parte dell’Ente, a gara avvenuta, i tempi ormai ristretti, sono dettati dal bando dell’Agenzia del Demanio/ Direzione Regionale Campania Lacco A. e per l’isola, mi preme richiamare alla Tua attenzione le Osservazioni al PUC che ho presentato al protocollo del Comune in data 5/10/2020, anche a firma di autorevoli personaggi del mondo scientifico e della ricerca, della cultura, dell’ambientalismo e dell’associazionismo isolano e non solo. Esse contengono una proposta di svolta culturale da non sottovalutare per la fattibilità delle scelte e le dinamiche che mette in campo, a consumo di suolo zero, col mettere a sistema le ricchezze che il Comune dispone per voltare pagina e garantire rinnovato sviluppo ed occupazione al paese ed una qualità dell’offerta turistica che sia di arricchimento collettivo, locale e dell’isola.” Per quanto riguarda il Teleposto, Lamonica conclude con un “caro Sindaco, per l’acquisizione dell’ex Teleposto non c’è tempo da perdere: occorre un Tuo urgente intervento di interruzione dei termini cautela.”

4 Commenti

  1. Una cosa vorrei capire: il teleposto e’ stato comprato all’asta 1 mese prima delle elezioni a LaccoAmeno,e’ un caso?? Altra domanda: perche’ solo dopo essere stato acquistato, il teleposto, ci si rende conto che poteva ( puo’) diventare centro sociale di ricerca ed educazione ambientale??

  2. Come può vedere ogni cittadino, ogni mese l’hotel san montano si espande sulla collina omonima, 10 anni fà appena si notava oggi ha triplicato il proprio volume, con l’aquisizione del rudere e dei terreni del teleposto, siamo certi che tutta la collina sarà ricoperta di cemento, tanti posti letto in più da vendere a prezzi bassi.

  3. figuratevi se i comuni hanno interesse all acquisto di immobili. a forio alla via baiola esiste un parcheggio privato di inestimabile valore per i residenti del posto e per le attivita’ commerciali del posto, una volta adibito ad autorimessa comunale che all epoca il comune aveva preso in fitto dal proprietario. oggi quel parcheggio e’ in vendita ad un prezzo altissimo che giustamente ne richiama il valore . se quell area andra a finire in mani private i residenti del posto e le attivita commerciali non avranno altra scelta che usare la strada come parcheggio per sempre con conseguenti incidenti e ingorghi.mica del deo e company si attivano per l acquisto dell area….se ne fregano…..la stessa cosa avviene a lacco ameno per il teleposto…..i comuni non hanno interesse all acquisto di immobili privati…

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