martedì, Aprile 13, 2021

L’estate firmata Draghi e i pannicelli caldi | #4WD

Daily 4ward di Davide Conte del 25 marzo 2021

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Ieri mi avete contattato in tanti, incuriositi dal fatto che nel 4WARD di ieri io abbia attaccato il governo in carica, rimproverandomi di essere stato un convinto assertore della bontà della nomina dell’ex presidente della BCE alla guida dell’ennesimo esecutivo tecnico degli ultimi otto anni.

Non ho alcun problema a confermare di essere un grandissimo estimatore di Mario Draghi e tuttora sono certo che la sua scelta sia stata l’unica accettabile, in questo momento difficilissimo per l’Italia e il mondo intero, per tentare di uscire dagli effetti devastanti della pandemia. E sono stato ben lieto di alcune tra le sue nomine ministeriali; ancor di più, di quella del generale Figliuolo quale nuovo commissario all’emergenza Covid al posto del discutibile Arcuri.

Ciò premesso e con altrettanta onestà intellettuale, devo riconoscere di non poter dire lo stesso di questa prima fase operativa del governo Draghi. Trovo, infatti, che le speranze che avevo riposto in lui, al di là della semplice -si fa per dire- reputazione, trovavano ampio conforto nelle ormai famose dichiarazioni del neo-premier di circa un annetto fa sul cosiddetto “debito buono” e sulla necessità del “pubblico” di assorbire le esigenze economiche del “privato”, così come accadeva nel dopoguerra. Oggi, tornando al decreto ristori e tenendo conto dei fondi derivanti dal Next Generation EU, non mi sarei certo aspettato una delusione così cocente dinanzi a provvedimenti che, ancora una volta, non andranno oltre i soliti pannicelli caldi.

Imprese e famiglie, intanto, continueranno a soffrire ancora molto a lungo. Perché se da una parte siamo tutti portati a pensare che se “’cchiù nera r’a mezanotte nun po venì”, dall’altra sussiste il serio rischio che nell’impossibilità di raggiungere presto una rilevante percentuale di cittadinanza vaccinata, la prossima estate non godrà certo delle redini lente concesse in quella trascorsa.

Caro Presidente, si può e si deve fare di più!

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