L’adozione definitiva del Piano degli interventi urgenti di mitigazione del rischio idrogeologico per l’intera isola d’Ischia non rappresenta soltanto un passaggio tecnico, ma segna un cambio di fase nella gestione del territorio dopo anni segnati da emergenze, eventi calamitosi e ricostruzioni parziali. Con la firma dell’Ordinanza n.17, il Commissario Straordinario per la Ricostruzione, Giovanni Legnini, consegna ai Comuni isolani uno strumento unitario di analisi, pianificazione e intervento, estendendo a Barano d’Ischia, Forio, Ischia, Lacco Ameno e Serrara Fontana il percorso già avviato a Casamicciola Terme dopo l’alluvione del 26 novembre 2022.
Un risultato condiviso
Nel commentare il provvedimento, Legnini ha voluto innanzitutto sottolineare il lavoro collettivo che ha portato alla definizione del Piano. «Desidero ringraziare tutti coloro che hanno fornito il proprio apporto con impegno e grande professionalità alla composizione di questo importante Piano di mitigazione del rischio idrogeologico che interessa l’intera isola di Ischia», ha dichiarato il Commissario, evidenziando come il risultato sia frutto di «un percorso di partecipazione ampio e condiviso», che ha coinvolto tutte le istituzioni competenti, dalla Regione Campania all’Autorità di Bacino, dalla Soprintendenza alla Città Metropolitana, fino a ciascun Comune interessato.
Un lavoro che, come ha rimarcato lo stesso Legnini, si è fondato su basi tecnico-scientifiche solide, grazie al contributo dei Dipartimenti universitari e dei Centri di competenza, legati alla Struttura commissariale da rapporti convenzionali, e al coordinamento affidato all’ingegnere Gianluca Loffredo e al professor Francesco Maria Guadagno. Un modello operativo che ha consentito di integrare le analisi dei fattori di rischio con le indicazioni provenienti dai territori e con gli esiti dei sopralluoghi tecnici.
Riduzione e alla mitigazione del rischio idrogeologico negli altri Comuni
Nel merito, il Commissario ha ricordato come il nuovo Piano rappresenti il completamento naturale del lavoro già avviato su Casamicciola Terme, Comune individuato come prioritario per urgenza e criticità. «Dopo l’approvazione e l’avvio dell’attuazione del Piano ex art. 5-ter del Decreto-legge n. 186 del 2022 per Casamicciola Terme, con questo nuovo Piano dotiamo l’isola di uno strumento organico di analisi e valutazione dei rischi», ha spiegato Legnini, sottolineando che le indicazioni contenute nel documento sono finalizzate «alla riduzione e alla mitigazione del rischio idrogeologico anche negli altri cinque Comuni».
Il Piano, che prevede complessivamente 162 interventi per un investimento complessivo di quasi 350 milioni di euro, consente così di passare da una gestione frammentata e reattiva del rischio a una strategia di prevenzione strutturata, inserita in un quadro più ampio che comprende anche il Piano di Ricostruzione post sisma 2017 e l’aggiornamento del Piano paesaggistico regionale.
Le altre decisioni
Nel corso della stessa giornata, come ha ricordato il Commissario, sono stati inoltre emanati altri nove decreti di concessione di contributo, di cui cinque destinati alla ricostruzione a Casamicciola Terme per 15 unità immobiliari, tre relativi alle delocalizzazioni e uno adottato ai sensi dell’ordinanza n.22. Un pacchetto di atti che, secondo Legnini, consente di chiudere «un anno denso di risultati importanti sulla ricostruzione pubblica e privata e sulla complessa opera di messa in sicurezza del territorio».
Non manca, nelle parole del Commissario, il riferimento al lavoro ancora da rendicontare e a quello che verrà. Legnini ha annunciato che darà conto dell’attività svolta con una relazione annuale conclusiva, che sarà redatta entro il mese di gennaio, e ha formulato gli auguri per il nuovo anno «con l’auspicio di una proficua prosecuzione delle attività intraprese», certo che il percorso avviato porterà al raggiungimento di nuovi traguardi.
Un messaggio istituzionale che accompagna uno dei passaggi più rilevanti degli ultimi anni per la sicurezza dell’isola. Ora, come sempre, la sfida si sposta dalla pianificazione alla capacità di tradurre numeri, studi e ordinanze in cantieri reali e interventi visibili sul territorio. Ischia, questa volta, ha almeno una mappa chiara da seguire.






