Ieri mattina, sulla stampa ischitana è andata in scena quella che, senza forzature, può essere definita una vera e propria campagna mediatica sul presunto addio di Giovanni Legnini al ruolo di commissario straordinario per la ricostruzione dell’isola.
Senza voler entrare nel merito della libertà di ciascun operatore dell’informazione di raccontare ciò che vuole, come vuole e quando vuole, resta però il dovere, almeno per chi fa questo mestiere con un minimo di scrupolo, di provare a riannodare i fili. Anche solo per evitare di passare per quelli che si bevono tutto quello che viene scritto.
La giornata di ieri è stata emblematica. Alcuni quotidiani hanno già dato l’arrivederci a Legnini, con tanto di saluti anticipati e di sottintesi vacanzieri: “ci vediamo a Ischia solo in ferie”. Un giornale regionale ha addirittura messo in pole position l’onorevole Schiano di Visconti come possibile successore, inserendo il tutto in un contesto più ampio, condito dalle reazioni di alcuni imprenditori di Casamicciola, descritti come dispiaciuti per l’uscita di scena di Legnini ma al tempo stesso fiduciosi che il nuovo commissario possa avere un occhio di riguardo per il loro territorio.
Dopo un nostro intervento pubblico, con la citazione del nome dell’avvocato Feola, anche altra stampa locale ha “corretto il tiro”, segno evidente di una rincorsa confusa più che di un’informazione fondata. Perché tutta questa agitazione mediatica, al netto delle ricostruzioni, non trova alcun riscontro nella realtà dei fatti.
Abbiamo consultato diverse fonti, tutte qualificate, nessuna ischitana. Fonti regionali e fonti romane, alcune molto vicine a Palazzo Chigi. E su Giovanni Legnini la linea che emerge è una sola, piuttosto chiara: al momento non c’è nulla. Nessuna decisione assunta, nessun decreto firmato, nessuna scelta definitiva. Giorgia Meloni non ha ancora deciso cosa fare del cantiere post emergenza più piccolo d’Italia.
Ciononostante, a livello locale si prova a far passare una questione come già chiusa, sostenendo che Legnini non sia più commissario. Una tesi che, secondo tutte le informazioni raccolte, è destituita di ogni fondamento. Anche perché circola, impropriamente, la voce di un decreto di nomina firmato dal ministro Pichetto Fratin. Peccato che il Ministero dell’Ambiente non abbia alcuna competenza sulla nomina del commissario straordinario per Ischia.
La nomina, l’eventuale rinnovo o la sostituzione del commissario passano esclusivamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e vengono formalizzati con decreto firmato dal sottosegretario Mantovano. I ministri, in questa vicenda, non c’entrano nulla.
Questo rende poco credibile molto di ciò che si è scritto e detto nelle ultime ore. E pone una domanda inevitabile: perché oggi si prova a tutti i costi a far passare l’idea che Legnini non sia più commissario dell’isola d’Ischia?
La risposta è meno complicata di quanto sembri. Una parte del potere di Casamicciola, quella evidentemente più vicina ad alcuni organi di informazione, è da tempo in rotta di collisione con Legnini. Non è una novità. Lo avevamo scritto già ad ottobre, quando segnalavamo come il commissario stesse attraversando una fase di prorogatio tutt’altro che tranquilla. All’epoca raccontammo anche delle velleità locali, dei tentativi di accreditarsi come registi delle nomine, di chi rivendicava di aver “fatto fuori” prima Schilardi e ora Legnini.
Già allora l’emersione di queste manovre contribuì a rallentare i processi decisionali. Oggi quello stesso potere, ancora più intrecciato con una parte dell’informazione isolana, prova a costruire una realtà che semplicemente non esiste, perché nessuna decisione è stata ancora assunta sul futuro di Giovanni Legnini.
Per questo non crediamo alle ricostruzioni lette venerdì mattina. Quello che è apparso sulla stampa è il frutto di una strategia locale già vista e già denunciata. Una strategia che si muove sullo sfondo di nuovi equilibri politici, di vecchi e nuovi protagonisti che tornano ad agitarsi nelle stanze del potere, tentando di creare uno “stato di fatto” mediatico prima ancora che istituzionale.
La nostra voce è piccola, singola. Ma a volte basta poco per disturbare il silenzio comodo. Una voce sola non fa rumore, dice il proverbio. Ma una mosca può rovinare tutto l’olio del profumiere. E sì, in questa storia, siamo quella mosca.
Ad oggi, le polemiche sul presunto addio di Giovanni Legnini al ruolo di commissario straordinario per Ischia sono prive di fondamento. Questo significa che Legnini verrà riconfermato? No. Tutto può accadere. Potrebbe arrivare Schiano di Visconti, come qualcuno racconta con leggerezza. Potrebbe essere nominato Feola. Potrebbe tornare in campo la struttura del commissariato del Centro Italia, Castelli, magari affiancato dall’attuale vice di Legnini, Gianluca Loffredo. Potrebbe emergere anche un altro nome, oggi nemmeno sul tavolo.
Quello che è certo è che a Roma, su questa vicenda, regna il massimo silenzio. Pichetto Fratin non ha firmato nulla perché non è lui a doverlo fare. È vero che dalla Regione Campania e dalla Città Metropolitana arrivano pressioni per una proroga di Legnini. Ma il decreto di conferma o di sostituzione può arrivare in qualsiasi momento.
Tutto può cambiare. Ma una cosa va detta con chiarezza: la manovra casamicciolese che avevamo denunciato ad ottobre è tornata all’attacco. Questa volta non negli uffici chiusi, ma attraverso i giornali amici. Provando a costruire, sulla carta, una realtà che nei fatti, semplicemente, non esiste.








