venerdì, Marzo 5, 2021

L’EFFETTO MARIO DRAGHI PIACE | Attori e spettatori di Anna Fermo

Il nuovo Governo: entro venerdì potrebbe già esserci la fumata bianca per il Governo del Presidente! Un plauso unanime dall’Europa ed, a quanto pare, un sostegno, più o meno simile, da parte di tutte le nostre forze politiche!

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Ci prepariamo davvero all’avvio di una nuova era? Ci prepariamo davvero ad un momento di rinascita, di nuove speranze che possano trovare risposte concrete in soluzioni governative sensate? Possiamo già confermare che siamo quasi fuori dal guado in cui ci hanno o ci siamo immersi grazie ad un Governo che era tutto fuorché un Governo, volendo andare oltre alla pandemia da coronavirus? Possiamo finalmente urlare al celo un ringraziamento unanime? Effettivamente credo che sia ancora davvero troppo presto per poter rispondere affermativamente anche ad una sola di queste domande, eppure, l’ottimismo in tal senso perché mai dovrebbe mancare?  

Se già all’indomani della sola convocazione di Mario Draghi al Quirinale da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, lo scenario di un governo istituzionale guidato dall’ex presidente della Bce è stato capace di produrre i primi, immediati, effetti positivi sui mercati, perché mai non dovremmo provar una simile fiducia e speranza anche noi comuni cittadini?

Se sulla scia dell’imminente incarico, ad una personalità di così “ alto profilo” come Draghi, addirittura lo spreadtra Btp italiani e Bund tedeschi si è assestato ai minimi degli ultimi anni con un rendimento del decennale che cala allo 0,582 per cento, perché mai non dovremmo vantare concreto ottimismo sul fatto che l’Italia, con Draghi per l’appunto, ce la può fare?

Se le Borse europee aprono in rialzo e Milano vola, se Piazza Affari, in rialzo del 2,5 per cento, in un batter baleno assurge a migliore piazza finanziaria d’Europa ed il Ftse Mib sale del 2,55 per cento con l’evidenza delle banche (in testa Intesa con +6 per cento, Unicredit con +5,9 per cento, Poste Italiane con +4,2 per cento), perché mai non possiamo sentirci già in parte, finanziariamente, al sicuro?

Se gli investitori sembrano già tutti fiduciosi, perché dunque non esserlo anche noi?

Questa è certamente una settimana decisiva per la nascita del nuovo Governo guidato da Mario Draghi, ed al momento è in corso il secondo giro di consultazioni che dovrebbero, tra l’altro, concludersi in serata, per dar vita a quella unità nazionale tanto invocata nelle ultime settimane da più fronti e colta dal presidente Mattarella quale incipit per questo incarico allo stesso Draghi. Ebbene, nel rispetto di ciò che ci si attendeva, in questo secondo giro di consultazioni apertosi ieri, il premier incaricato non si è limitato all’ascolto, ma ha iniziato a tratteggiare i confini programmatici di un “governo europeista con un forte richiamo all’atlantismo”, incardinato su “necessarie riforme della Pubblica amministrazione, del fisco e della giustizia civile”. Un programma salutato con favore anche dalla Lega! “Altri mettono veti e fanno capricci, noi abbiamo buttato il cuore oltre l’ostacolo“, ha aggiunto il leader della Lega. “Noi abbiamo raccolto l’appello del Presidente della Repubblica – ha aggiunto – senza mettere veti in casa d’altri”. 

Questo a comprova della grande capacità taumaturgica del prossimo premier !

Personalmente sono convinta che il programma di Mario Draghi, già in fase di definizione, dalla sanità al lavoro fino alle imprese, saprà significare la differenza non solo rispetto a chi lo ha preceduto, ma soprattutto rispetto alle sfide che anche gli altri paesi europei sono chiamati ad affrontare e verso le quali l’Italia potrà rappresentare una guida quando non un esempio.

Se nella prima tornata di consultazioni, Draghi, come era giusto che fosse, ha sondato le disponibilità dei vari partiti, trovando un «no grazie» soltanto da parte di Fratelli d’Italia, nel secondo giro di consultazioni sta esponendo alle varie delegazioni cosa intende fare nella sua avventura a Palazzo Chigi. Durante questo fine settimana, trascorso nella sua residenza umbra di Città della Pieve, Draghi avrebbe già delineato i possibili punti del programma del suo esecutivo. Da quanto trapelato finora, il suo programma ha alla base la missione della “coesione sociale”, con i primi tre punti delineati che riguarderebbero la sfera del lavoro, quella delle imprese e quella della sanità.

Anche se tra i temi più dibattuti spuntano già quelli di una eventuale patrimoniale, ma anche quello del Reddito di Cittadinanza e Quota 100, a prescindere dalle esigenze politiche dei partiti che formeranno la sua maggioranza, Mario Draghi senza dubbio manterrà la guida dell’esecutivo ben salda nelle sue mani, senza tuttavia ignorare gli umori dei partiti.

Stando a quanto riferisce La Repubblica, il Recovery Plan potrebbe essere sostanzialmente cambiato dato che nel programma un punto fermo pare essere quello dell’aumento della spesa pubblica a sostegno della sanità. “Dovremmo spendere molto di più per la salute – ha dichiarato Draghi lo scorso settembre – perché la pandemia ha evidenziato l’importanza di avere buone strutture di assistenza e un sistema robusto”.

Nel Recovery Plan grande importanza dovrebbe essere data anche all’ambiente, che stando alle Minoranze linguistiche, che lo hanno incontrato ieri, Draghi avrebbe definito “tema centrale e catalizzatore di tutte le altre aree di sviluppo economico”. Per quanto riguarda il lavoro, si dovrebbe prevedere uno stop per i sussidi a pioggia, con gli incentivi che dovranno essere finalizzati “a creare nuovi lavori e non a salvare i vecchi”. Ciò che resta da capire adesso è come si muoverà il Governo a fine marzo, quando scadrà il termine del blocco dei licenziamenti, mentre nel mondo delle imprese è già atteso un giro di vite per le cosiddette aziende “zombie”, ovvero destinate a fallire e tenute in vita soltanto attraverso aiuti esterni, mentre il sostegno pubblico alle aziende dovrebbe essere mantenuto.

Durante le consultazioni, le Minoranze linguistiche hanno parlato anche di un impegno di Draghi per “ smettere di erogare contributi a fondo perduto, ma per finanziare imprese per far riprendere le loro attività una volta superata la crisi”. Al termine dell’incontro, sempre nell’ambito delle consultazioni, i rappresentanti delle stesse Minoranze linguistiche hanno parlato di tre riforme che il presidente del Consiglio incaricato avrebbe in mente: “quella della pubblica amministrazione, nell’ottica della lotta alla burocrazia, atavico problema italico, del fisco e della giustizia civile”. E’ chiaro che in materia di tasse e giustizia, molto dipenderà da quali partiti faranno parte definitivamente della maggioranza, ma allo stato sembra che, salvo Fratelli d’Italia che comunque voterà a favore o meno delle proposte Draghi, di volta in volta in Parlamento, tutto dovrebbe andare nel verso di un pieno supporto alle sue proposte, al suo programma.

Nella tradizione diplomatica, come da protocollo, oserei dire, da Bruxelles non si interferisce mai nelle questioni interne degli Stati membri,specie quando si parla di nuovi governi. Eppure, questa volta non è stato possibile. L’entusiasmo è arrivato direttamente dalla Commissione di fronte all’idea di un ritorno sulla scena di Mario Draghi, questa volta da presidente del Consiglio italiano. Dopo tutto – come ha scritto Bloomberg – “l’ultima volta che i leader dell’Ue sono stati tutti con lui nella stessa stanza, gli hanno fatto una standing ovation”.

Insomma, abbiamo davvero l’uomo giusto al momento giusto, come ne è sicuro anche l’ex commissario europeo agli Affari economici, Pierre Moscovici, che nei suoi cinque anni di servizio sotto la guida Juncker non fece mai sconti all’Italia, che ha detto: “Mario Draghi è una delle persone più straordinarie che abbia incontrato. Così come fu l’uomo giusto per l’euro nel 2012, potrebbe essere l’uomo giusto per l’Italia nel 2021, se otterrà l”unità” che vorrebbe”.

Il primo impegno istituzionale a Bruxelles per il nostro Draghi potrebbe essere il Consiglio europeo straordinario che si terrà, secondo indiscrezioni, il 25 e 26 febbraio, questa volta in presenza. Si parlerà di Covid (vaccini e restrizioni ai viaggi), ma anche di Difesa e politica estera e potrà essere l’occasione per avere, o meglio riavere, Draghi al tavolo.

Al momento, i gruppi politici dell’Europarlamento ancora non si sbilanciano, in attesa che prenda corpo la maggioranza che darà fiducia al governo dell’ex numero uno della Bce.

Noi, da cittadini, ci auguriamo che Draghi sciolga la riserva già in settimana permettendoci di salutare tutti finalmente un Governo rinnovato e competente oltre che d’Unità Nazionale.

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