Da tempo pensavo di voler dedicare un mio giovedì a questa coppia, e ora scrivo contenta perché sia lei che lui erano proprio due belle persone. Anna Manzi era nata il 15 giugno del 1937 da Salvatore Manzi, timoniere della Span, e da Maria Iaccarino, i cui genitori erano di origine di Casamicciola e che poi si trasferirono a Buonopane. Anna, da adolescente, andò a vivere da una zia materna, Giulia Concetta Iaccarino, sposata Persico, nella casa a via Casciaro, dove poi è rimasta da sposata e dove adesso vive sua figlia Concetta.
Gaetano Lauro era nato il 20 aprile del 1933 da Antonio Lauro e da Maria Tortora. E come si capisce dal cognome della madre, lei era di “vascia a marina”, figlia di Aniello Tortora, parente dei nostri amici Tortora, tutti e tre professori. Gaetano amava andare a pesca con suo suocero e, crescendo, scelse di imbarcarsi sulle petroliere, imbarchi che a quell’epoca erano molto lunghi. Si trovò a vivere il maremoto del Perù e anche un naufragio in Indonesia; conobbe e visse in molti porti, come quello di Odessa.
In uno dei suoi periodi di licenza a Ischia, amici comuni gli presentarono Anna e si piacquero subito. Dopo un periodo di fidanzamento, si sposarono il 14 marzo del 1964 a San Pietro e fecero la festa all’albergo Geronda, attuale Soggiorno dei Carabinieri. Anna però chiese a suo marito di smettere di imbarcarsi sulle petroliere, e Gaetano scelse di lavorare su yacht privati, fino alla sua andata in pensione.
Dal matrimonio nacquero Mariella nel 1965, Concetta nel 1967 e Antonella nel 1976. Una famiglia serena ma con il dolore per la piccola Mariella, che era malata e che morì nel 2006, dando a tutti, ma in particolare a sua madre, un dolore incredibile. Era una famiglia dove prevalevano le donne, ma ci pensò Concetta, detta Titti, che dopo il matrimonio ebbe prima, nel 1999, una figlia, Silvia, e nel 2000 un figlio, Mario, entrambi gioia dei nonni; Gaetano finalmente aveva un nipote amico con cui parlare di calcio e guardare insieme le partite. Io conoscevo bene Anna ed era piacevole fermarmi con lei.
Mi raccontava tante cose e mi dava consigli, perché lei amava cucinare, e cucinare bene, e amava i fiori che, a quell’epoca, io non avevo ancora scoperto, e ricordo i consigli che poi ho messo in pratica venendo a vivere a Barano. Una donna alta, bella, mamma a tempo pieno, che con suo marito frequentava la chiesa sia di Sant’Antonio che quella dello Spirito Santo. Gaetano, un uomo mite, legato alla famiglia, portava spesso le figlie in barca e a fare piccole gite.
Purtroppo poi si ammalò di cancro e morì nel 2011. Uno strano destino volle che anche Anna morisse a novembre dello stesso anno, sia per il dolore che aveva già nel cuore per la morte di Mariella, figlia amata, seguita e tanto affettuosa, sia per la morte di suo marito. Concetta, che tutti chiamiamo Titti, e Antonella hanno sofferto tanto, ma sono anche persone che hanno avvertito l’amore dei genitori sulla pelle.
E Anna e Gaetano erano genitori veramente molto presenti, e legati tra di loro da un dolce sentimento. Io li ricordo spesso insieme, vestiti sempre in modo elegante, sorridenti, che camminavano a passo svelto, perché loro due proprio non hanno amato la lentezza e il fare con calma: sono stati sempre in movimento, senza sapere cosa significasse noia. Sono contenta di avervi ricordati e so che, se mi vedrete, sarete felici.
Ringrazio Concetta Titti Lauro per aver collaborato con me.






