venerdì, Giugno 18, 2021

Le colpe del Comitato Campano

In primo piano

Se i play-off di Eccellenza sono slittati a data da destinarsi, buona parte della colpa è del Comitato Regionale Campania. Necessaria la formula dei gironi con poche squadre per chiudere il mini-campionato in due mesi e mezzo, discutibile quella della composizione della griglia degli spareggi “tipo tennis”, con l’adozione della media-punti. Tecnicamente è proprio questa la colpa di chi organizza il campionato. Se è vero che la giustizia sportiva nulla c’entra con la gestione del C.R. Campania, con i due precedenti organi giudicanti che hanno rigettato i ricorsi dell’Agropoli, la responsabilità di Zigarelli & Co. è insita nel (troppo) innovativo regolamento dei play-off.

Prima del via, il Comitato ha deciso di stilare una graduatoria dal primo al sedicesimo posto tenendo in considerazione la media punti delle società prime, seconde e terze classificate, con l’individuazione della migliore quarta Dunque prima contro sedicesima, seconda contro quindicesima (Ischia-Palmese) e via discorrendo. Se il Comitato avesse scelto un’altra formula, come si è sempre fatto finora, a quest’ora non staremmo parlando del blocco dell’intera fase decisiva della stagione. Una cosa è tenere una sola partita in sospeso, un’altra bloccare praticamente tutto… Le formule classiche in alternativa non mancavano. La prima del girone A avrebbe potuto affrontare la terza del girone E, la prima di quest’ultimo girone la terza del girone A, con “incastri” fino a determinare comunque una griglia redatta sulla base dei risultati della regular season. Dunque il Comitato Campano non può non ritenersi causa di questo blocco generale in pieno giugno, in attesa di un ricorso negli uffici romani del Foro Italico che non si sa ancora quando si discuterà. Zigarelli è stato costretto a fermare tutto per evitare che una eventuale vittoria davanti al CONI dell’Agropoli scatenasse un vero e proprio terremoto. Ribadiamo che il Comitato Campano non ha alcuna colpa se il Buccino s’è visto assegnare tre punti “a tavolino” a fronte di una presunta posizione irregolare del portiere dell’Agropoli, ma chi è deputato a organizzare un campionato così importante e seguito non può non mettere in preventivo una situazione del genere. Buccino o Agropoli avrebbero già dovuto sapere contro chi giocare. In tutti i campionati a gironi, i turni successivi sono predeterminati. Il problema sta nella metodologia creata dal Comitato in questa fin troppo innovativa formula. L’impasse non è colpa dei giudici, non è colpa del collegio del Coni, è solo colpa di chi finora sta dimostrando di non essere in grado di soddisfare le esigenze delle società campane. In tante si stanno svegliando dal “letargo” solo adesso. Quando si dice meglio tardi che mai… Intanto da Agropoli arrivano notizie poco “simpatiche”. Si apprende che il presidente cilentano sia amico di Gravina, presidente federale, e quindi “inviso” a Sibilia. Questa sarebbe un’altra macchia per chi dovrebbe essere super partes e trattare tutti allo stesso modo, come dovrebbe fare un buon padre di famiglia.

G.S.

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