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Le 4 ordinanze del sindaco d’Ischia. E quelle dimenticate

La strada maestra di Luigi Boccanfuso

In questi giorni il sindaco d’Ischia Enzo Ferrandino ha trovato il modo di informare la cittadinanza che ha adottato 4 “nuove ordinanze” in materie che hanno un notevole impatto turistico e che pertanto dovevano essere organizzate piuttosto in veri e propri regolamenti a seguito di proposte che avrebbero dovuto “istruire” gli assessori al turismo ed alle attività produttive, i quali, invece, fanno davvero poco per legittimarsi lo stipendio che percepiscono ogni fine mese, lasciando il sindaco in solitudine e libero di sbagliare.
Infatti tali ordinanze risultano tardive ed incomplete rispetto alle emergenze del paese. Eppure di tempo per fare le cose a regola d’arte ce n’era tanto ma è stato malamente sprecato da amministratori che ancora una volta si dimostrano particolarmente sprovveduti.

Ma vediamole nei dettagli:
La prima attiene alla regolamentazione della chiusura notturna delle attività commerciali che fanno musica ed è talmente farraginosa che sarà molto complicato farla rispettare.
La seconda mira a disciplinare le affittanze estive e verrebbe salutata positivamente se non fosse che adottare una ordinanza del genere a fine giugno, quando tutti hanno già perfezionato i contratti di affitto estivi, risulta tanto tardivo quanto inutile.
Enzo Ferrandino che ha vinto le elezioni con lo slogan “La bella Ischia”, per essere credibile, evidentemente doveva affrontare sin all’inizio del suo mandato una materia così delicata.
I maligni sostengono che non ha potuto farlo prima perché fino all’estate scorsa gli appartamenti di famiglia ubicati in via Remigia Gianturco, come è noto a molti commercianti della zona, venivano dati in locazione estiva a “ospiti” che avevano comportamenti non compatibili con le finalità dell’ordinanza adottata dal sindaco d’Ischia.

Ma come recitava il titolo della trasmissione del maestro Alberto Manzi “Non é mai troppo tardi” per ravvedersi e poco importa se il ravvedimento è maturato autonomamente oppure a seguito di “consiglio” da parte delle Forze dell’Ordine come qualcuno sostiene…
Giuste ed opportune mi sembrano invece le seconde due che mirano a disciplinare l’uso di bici e monopattini elettrici nonché a combattere la “petulanza”… di alcuni venditori di liquori tipici e soprattutto di qualche cameriere invadente ed ai limiti del “placcaggio” che si esibisce lungo la Riva Destra… sempre che verranno fatte rispettare attraverso controlli efficaci e sanzioni puntuali e sempre che la numero 93 venga corretta e perfezionata.
Non me ne voglia il sindaco d’Ischia ma mi permetto di suggerirgli una quinta ordinanza in materia di “estetica cittadina” in quanto sono sempre più numerose le tabelle multicolor in corrispondenza di bar e pub che pubblicizzano coppe di gelato, i cocktails, la zingara, le crêpes con nutella, l’insalata caprese, le zeppole e sfogliatelle piuttosto che vino e gassosa.
Sarebbe opportuno vietarle e/o regolamentarle perché sono davvero sgraziate e di notevole dispregio ambientale a maggior ragione nei centri storici.
Per rendersi conto di quanto siano sgradevoli e perfino più grandi delle nuove dimensioni massime previste per i menù dei ristoranti (50 x 70), è sufficiente osservare proprio quelle disseminate in lungo e in largo ed in ogni angolo del suolo pubblico di pertinenza del bar Dolce Sosta dove se ne possono contare ben 14 (dico quattordici) e stiamo parlando del centro storico per antonomasia).

Sul tema consiglio al sindaco d’Ischia di copiare i regolamenti vigenti in tantissime altre località turistiche o quelli delle città metropolitana di Bologna e Milano.
Questa dimenticanza unitamente a quella della tolleranza dell’occupazione spietata di marciapiedi del suolo pubblico…, purtroppo dimostra che sinora il sindaco d’Ischia non ha saputo “volare alto” tant’è che
La sua azione è evanescente e sempre condizionata da interessi particolari e beceri calcoli elettorali. L’anno prossimo potrà anche essere rieletto, ma sinora sul territorio non ha saputo lasciare alcuna impronta significativa del suo sindacato distinguendosi più per scelte di retroguardia che di avanguardia. Un esempio su tutti è dato dalla circostanza che ci aveva promesso le piste ciclabili ed invece ha sgretolato le isole pedonali.

Ecco perché l’appello di Marco Bottiglieri di “fare sinergie per eleggere Ischia come leader naturale delle isole del mezzogiorno” è destinato ad infrangersi contro la tracotanza e la mediocrità di una classe dirigente inadeguata a reggere le sfide e cogliere le opportunità del post pandemia al fine di creare le condizioni per attrarre quel turismo di qualità ed estero che si allontana sempre di più dalla nostra isola.

Le mie non sono considerazioni pessimistiche e/o di natura politica, ma assolutamente oggettive e già espresse a più riprese da alcuni imprenditori isolani molto più autorevoli e lungimiranti del sottoscritto, come ad esempio di recente da Paolo Fulceri Camerini che ha dato suggerimenti importanti per evitare la deriva inarrestabile dell’isola verso il low cost.
Bisognerebbe istituire subito un serio tavolo di concertazione tra gli amministratori locali e determinati imprenditori per intercettare e spendere bene i fondi che arriveranno dal recovery fund, accelerare sul Comune Unico, incidere sui problemi atavici dell’isola come il traffico e l’esagerato numero di automobili parcheggiate lungo le strade dell’isola,depuratori, manutenzione e piano di bonifica del territorio.
In mancanza di tutto ciò per dirla alla Mario Impagliazzo alias U’ Lipron, “SIM FALLUT”…

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