L’avvocato Cirillo espone il suo progetto: «L’attuale governance? Nulla di concreto…»

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«Cosa penso dell’attuale governance del comitato regionale? Che non ha mai programmato nulla, mai progettato qualcosa di concreto…Vengo dalla gavetta, con un substrato di studi delle dinamiche relative ai regolamenti». E’ il pensiero dell’avvocato Vincenzo Cirillo che ieri ha iniziato la corsa contro il tempo per sfidare il 4 gennaio l’attuale presidente del C.R. Campania, Carmine Zigarelli.

«Ci sarebbe da ridire anche sulla gestione delle risorse economiche in questo periodo di pandemia, tanto che alcuni presidenti sono a dir poco delusi», aggiunge l’ex arbitro che fa una premessa: «Le persone che mi sostengono, tra cui Errichiello, Costa, Trombetta, sono professionisti che vivono del loro lavoro e non hanno bisogno di stipendi o rimborsi spese del comitato. Quella quota che viene riservata alla governance (sessanta/settantamila euro circa), secondo il nostro programma sarà destinata alle società. Penso ad esempio al campionato attuale che è stato interrotto, con buona parte delle società saltate visto che si reggono sugli sforzi di presidenti, consiglieri e sponsor che sono in difficoltà e non sanno nulla in merito ad eventuali rimborsi per le interruzioni dei campionati. Partiamo da uno spirito totalmente diverso. Ci rendiamo conto che erediteremmo delle vere e proprie macerie. Nulla di fatto per l’impiantistica, per la sanità sui campi…».

Ma al Centro Direzionale potrebbero ribattere che le iniziative a favore delle società non sono mancate, non ultima l’organizzazione del Corso per dirigenti sportivi che è gratuita. «Potrei rispondere che potrebbe essere un modo per fare clientela, per ingraziarsi le società…», sottolinea Cirillo, al quale sta a cuore un problema: «La scomparsa di numerose squadre “di paese”. Quando arbitravo 35-40 anni fa, tutti i paesi, quelli più grandi ma anche più piccoli, avevano la propria squadra di calcio. Adesso non è più così. La crescita di calcio a cinque e delle scuole calcio? Questi sono argomenti delicati. Il calcio a cinque è più accessibile, i settori giovanili a volte sono veri e propri “business”. Il calcio è stato impoverito in una maniera allucinante. Noi dobbiamo “riprendere” le società attuali che risultano come reduci da una guerra. Dobbiamo riportare il calcio dilettantistico nei piccoli centri ma anche nelle scuole».

DA 1000 A 400 – «Ci vogliono le persone giuste al posto giusto. Quando a Frattamaggiore per anni mi hanno chiesto di candidarmi a sindaco, ho sempre risposto di no. Perché non lo so fare, è una materia che non mi compete. Mi sentirei a disagio. Devo fare bene cose che conosco. Mi hanno confermato alla presidenza della Commissione Esame Avvocati della Corte d’Appello di Napoli che si estende per tutte le province al di fuori di quella di Salerno e ho accettato perché so di cosa parlo. Faccio parte del mondo del calcio da anni – conclude l’avvocato frattese – sento di poter dare un contributo importante al rilancio del calcio campano».

G.S.

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