Lavori in corso al Rizzoli con i pazienti ricoverati in barella

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Ida Trofa | E’ caos al Rizzoli. Riprende l’eterna “fabbrica di San Pietro”. Operai a lavoro per montare contro- soffittature e pavimenti con i degenti ricoverati sistemati alla meno peggio. Non siamo in un cantiere qualunque, siamo nel reparto di Chirurgia dell’ospedale Anna Rizzoli di Lacco Ameno.
L’ennesima vergogna, di piani e progetti previsti senza la dovuta tutela dei degenti e degli assistiti, costretti a vivere tra gli operai e i lavori in corso e sono evidenti i rischi igienico sanitari.

Il reparto di chirurgia, infatti, è finito nel caos perché sono in corso i lavori per la realizzazione della nuova pavimentazione in linoleum e dei soffitti.
La direzione sanitaria ed i vertici ASL di Antonio D’Amore hanno deciso che questi erano i momenti per impiantare un cantiere edile, l’ennesimo, all’interno del reparto e dunque all’interno del Nosocomio.

La situazione, però, com’era prevedibile, nonostante D’Amore ed i responsabili della struttura fingano di non vedere è scoppiata. L’ospedale “Anna Rizzoli” e il suo reparto di punta, versano in condizioni disastrose e gli operatori medici e paramedici, quei pochi rimasti in servizio, operano in condizioni disumane ed assurde al limite della decenza.
Nel reparto destinato a parsone con patologie serissime, magari sottoposte a delicati interventi e operazioni chirurgiche, le condizioni di vivibilità sono allucinanti. Tra cantieri in corso e promiscuità con le attività edilizie e gli operai, si fa insostenibile il grave problema dell’assenza di posti e servizi come i bagni, ad esempio, che tutti devono usare in promiscuità come gli spazi vivibili per gli ammalati!
I pazienti vengono accolti e ricoverati con le barelle spostate di qua e di la per far lavorare la ditta edile in attività, la iTFGroup.

Un’emergenza pericolosa per lo stato psicofisico dei degenti che si sarebbe potuta evitare con semplicità usando il buon senso e il temporaneo spostamento dei ricoverati.
Non accade in un ospedale da campo, ma accade a Lacco Ameno dove i medici lavorano con un solo corridoio e una sola stanza all’ingresso dell’area di cantiere.
Così, se il rischio di infezioni e gravi patologie per i ricoverati esiste, lo stress e il sovraccarico di lavoro per i sanitari è una certezza alla luce anche della carenza di organico sottodotato. Una condizione assurda ed intollerabile che sta mettendo a serio rischio il reparto.

Pericolosità, rischio igienico sanitario, sporco, polveri e materiali tossici ovunque. Ma è l’incredibile insieme di persone ammassate fra di loro a rendere ancora più critico e grave negli orari di visita quando il reparto diviene impraticabile e dove lavorare è un’impresa.
Sempre più vergognosa, dunque, la situazione dell’Ospedale Rizzoli
E’vergognoso! Assurdo terribile, inaccettabile per un paese civile che paga fior fior di milioni per finanziare la sanità e le “sue” opere pubbliche. Non è certo modo di lavorare e trattare chi ha bisogno di cure.

1 commento

  1. BASTARDI SENZA CUORE. E perchè non fare alzare i degenti dal letto ( se c’è un letto ) in modo che anche loro danno una mano agli operai.

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