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Lavori fantasma alla “Colombaia”, i testi dell’accusa non si presentano in tribunale

Gli imputati che rispondono per diversi episodi di peculato. In tutti gli episodi compare sempre la figura di Massimo Bottiglieri, all’epoca legale rappresentante della Fondazione, per aver utilizzato secondo la Procura delle somme di denaro in modo ingiustificato e non attinente agli scopi per il rilancio della villa che fu del noto regista Luchino Visconti. Soprattutto dei lavori edili che non sarebbero stati mai eseguiti, ma puntualmente fatturati dai legali rappresentanti di due imprese edili

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Paolo Mosè | Seppur convocati dalla procura della Repubblica, i testi dell’accusa non sono comparsi in aula dinanzi ai giudici del tribunale di Napoli. Chiamati a decidere sulle sorti degli imputati che negli anni passati avevano il compito di gestire la famosa “Colombaia” già villa del regista Luchino Visconti. E riguarda soprattutto episodi legati a dei lavori di ristrutturazione del prezioso bene.

Testimoni che avrebbero dovuto raccontare ciò che hanno riferito nella fase delle indagini preliminari nel ricostruire le dinamiche legate ai rapporti intercorsi tra il legale rappresentante della Fondazione “La Colombaia” e gli altri soggetti interessati agli interventi di ristrutturazione e conservazione dell’immobile. Tra questi anche il legale rappresentante dell’impresa, che ebbe a dichiarare con il rilascio delle fatture di aver eseguito dei lavori per determinate frazioni del fabbricato. Ciò contestato invece dall’accusa, che ha ritenuto che tutto sia passato esclusivamente solo sulla carta. E da questo è scaturita, sempre nella fase delle indagini preliminari, un’azione di sequestro equivalente alle somme sborsate. Di questo e di più si deve dibattere, confrontarsi. E il passaggio più delicato è controesaminare gli uomini della polizia giudiziaria delegati dal pubblico ministero che hanno svolto i dovuti controlli sia sul bene, che per quanto riguarda la documentazione fiscale e i prelievi delle somme di denaro presso gli istituti di credito ove venne aperto il conto.

I PRELIEVI DAL CONTO

La difesa contesta questa ricostruzione e lo ha fatto in modo serrato durante le indagini e in particolare avversando l’ordinanza del gip. Si contesta il reato di peculato che vede principale imputato Massimo Bottiglieri, che ha gestito di fatto il conto corrente della Fondazione “La Colombaia”, dove sono state “intercettate” alcune operazioni a seguito di fatture emesse da una società per l’acquisto nello specifico di penne di un certo valore che secondo l’accusa non sarebbe affatto legato alle attività della stessa Fondazione.

Poi vi sarebbero altri prelievi per alcune migliaia di euro, di cui uno non si conoscono le giustificazioni, non essendoci alcuna “pezza d’appoggio”. Altre somme di denaro seguendo la stessa tecnica, non ravvisandosi un giustificato motivo che fosse legato esclusivamente alle attività della Fondazione. Oltre a Bottiglieri è stato tratto a giudizio Pasquale Elia, noto commerciante di Forio che avrebbe avuto qualche interesse per alcuni beni di servizio che lo stesso Elia avrebbe reso possibili nell’ambito di una manifestazione che venne realizzata con la partecipazione della stessa Fondazione. Questo esborso di denaro non compariva in alcun deliberato del consiglio direttivo e ciò pertanto si riteneva che si fosse cristallizzata anche in questo caso l’ipotesi di peculato.

L’ACQUISTO DELLE PENNE

Necessariamente è indispensabile conoscere soprattutto il ruolo del Bottiglieri, che è tratto a giudizio per aver avuto una responsabilità tutta sua nella gestione della “Colombaia” per alcune spese che non raggiungono i 7-8mila euro: «Perché, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, in qualità di incaricato di pubblico servizio, delegato con verbale del Consiglio Generale nella seduta del 7.04.2009 ad operare e far data dal 28.01.2020 sul conto corrente della Fondazione “La Colombaia” – ente istituito con lo scopo di diffondere la cultura della comunicazione dello spettacolo, con particolare riferimento alle arti cinematografiche e teatrali, e di promuovere la formazione e specializzazione in tali ambiti, operante avvalendosi della omonima struttura immobiliare “La Colombaia”, concessa in comodato d’uso dal Comune di Forio, Fondazione finanziata con fondi pubblici regionali, provinciali e comunali, utilizzando il cc 7752382895/0 della predetta Fondazione, istituito presso la filiale di Forio della Banca Popolare di Bari, avendo per ragione del suo ufficio il possesso o comunque la disponibilità del denaro della predetta fondazione, mediante prelevamenti in contante, assegni bancari e circolari, se ne appropriava, ovvero lo distraeva utilizzando il danaro pubblico per fini estranei a quelli della predetta fondazione ed in particolare si appropriava mediante assegni bancari:
1) delle somme relativa alla fattura n. 24/2010 dell’importo complessivo di euro 2.300,00 del 23.11.2010 – fattura emessa in favore della Giolem s.r.l. – società direttamente riconducibile all’indagato – fattura relativa all’acquisto di n. 5 penne Mont Blanc per fini del tutto estranei a quelli della Fondazione.
In Forio d’Ischia in data prossima al 23.11.2010.
Nonché mediante prelevamenti in contanti dal conto corrente della Colombaia delle somme: 2) di euro 2.000,00 mediante prelievo in contanti allo sportello in data 26/07/2010 presso la Banca Popolare di Bari – Filiale di Forio d’Ischia, prelievo privo di alcuna giustificazione cartolare.
3) di euro 2.500,00, mediante prelievo in contanti allo sportello in data 06/05/2011 presso la Banca Popolare di Bari – Filiale di Forio d’Ischia, prelievo privo di alcuna giustificazione cartolare».

I PASTI AL RISTORANTE

Medesima circostanza viene ritenuta “provata” dalla pubblica accusa in merito al rapporto intercorso tra il Bottiglieri ed Elia, di cui abbiamo scritto pocje righe fa: «Perché, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, Bottiglieri Massimo , in qualità di incaricato di pubblico servizio, delegato con verbale del Consiglio Generale nella seduta del 7.04.2009 ad operare a far data dal 28.01.2010 sul conto corrente della Fondazione “La Colombaia”, ente istituito con lo scopo di diffondere la cultura della comunicazione dello spettacolo, con particolare riferimento alle arti cinematografiche e teatrali, e di promuovere la formazione e specializzazione in tali ambiti, operante avvalendosi della omonima struttura immobiliare “La Colombaia” concessa in comodato d’uso dal Comune di Forio, Fondazione finanziata con fondi pubblici -fondi regionali provinciali e comunali, utilizzando il cc 7752382895/0 della predetta Fondazione, istituito presso la filiale di Forio della Banca Popolare di Bari, avendo per ragione del suo ufficio il possesso o comunque la disponibilità del danaro della predetta fondazione, in concorso con Elia Pasquale, gestore dell’ Hotel Ristorante Zi Carmela § s.a.s.”, si appropriavano ovvero distraevano danaro pubblico destinandolo a fini estranei a quelli della predetta fondazione, riportandola il Bottiglieri le spese nelle scritture contabili portando il relativo costo in dichiarazione ai fini Iva e IIDD ed in particolare si appropriavano di danaro della Fondazione mediante l’emissione dell’assegno bancario n. 4001836551-11 tratto sul Banco popolare di Bari- filiale di Forio- dell’importo di euro 1.120,00 posto all’incasso presso la Banca emittente Banca popolare di Bari filiale di Forio inerente la fattura n 2 del 10.02.2010 emessa dal “Hotel Ristorante Zi Carmela § s.a.s.” con indicazione quale cliente ”La Colombaia” e recante nella descrizione della fornitura di beni e servizi “Ischia Global Fest” n 32 pasti per 35 euro a persona -fattura risultata falsa in quanto:
non vi era alcuna convenzione tra la Colombaia ed il predetto ristorante;
non risultava deliberata dal consiglio direttivo tale sponsorizzazione;
non risultavano per tale iniziativa delibere o incarichi;
l’immobile sede della Fondazione era stata dichiarato inagibile con ordinanza n. 17 del 1.02.2007 fino al 16 luglio 2010 e pertanto in tale periodo non operativo
la manifestazione Ischia Global Film Festival si era svolta nel mese di luglio dall’11 al 18 e prevalentemente presso l’Hotel Regina Isabella;
il ristorante Zi Carmela in tale periodo era in chiusura stagionale».

UNA SFILZA DI ASSEGNI

Il terzo peculato riguarda sempre il Bottiglieri, nella sua qualità di massimo rappresentante della Fondazione, e l’imprenditore Pasquale Carandente e riguarda prettamente interventi edilizi che sarebbero stati commissionati dallo stesso Bottiglieri e che per la pubblica accusa non troverebbero alcun riscontro: «Perché, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, Bottiglieri Massimo, in qualità di incaricato di pubblico servizio, delegato con verbale del Consiglio Generale nella seduta del 7.04.2009 ad operare a far data dal 18.01.2010 sul conto corrente della Fondazione “La Colombaia”, ente istituito con lo scopo di diffondere la cultura della comunicazione dello spettacolo, con particolare riferimento alle arti cinematografiche e teatrali, e di promuovere la formazione e specializzazione in tali ambiti, operante avvalendosi della omonima struttura immobiliare “La Colombaia” concessa in comodato d’uso dal Comune di Forio, Fondazione finanziata con fondi pubblici -fondi regionali provinciali e comunali, utilizzando il cc 7752382895/0 della predetta Fondazione, istituito presso la filiale di Forio della Banca Popolare di Bari, avendo per ragione del suo ufficio il possesso o comunque la disponibilità del danaro della predetta fondazione, in concorso con Carandente Pasquale, nella qualità di titolare della ditta edile omonima , e gestore di fatto della ditta “Carandente Pitturazione s.r.l.”, avente R.L. Esposito Maria Rosaria, madre del Carandente Pasquale, si appropriavano ovvero distraevano danaro pubblico destinandolo a fini estranei a quelli della predetta fondazione ed particolare se ne appropriavano mediante l’emissione dei seguenti assegni bancari:
assegno n 0014894247-04 dell’importo di 10.000,00 euro relativo alla fattura n 6/10 del 28.05.2010;
assegni n. 0014900010-08 dell’importo di 2.640,00 del 20.07.2010- -n 0014900005- 03 di curo 1000,00 del 9.07.2010—n.0014900001-12 di euro 2.500,00 del 2.07.2010, relativi alla fattura n 11/10 del 17.12.2010 per un importo di euro 6000,00 tutti emessi in favore di Carandente Pasquale, titolare della ditta edile omonima e relativi ad operazioni inesistenti, ovvero a lavori edili mai effettuati presso la Fondazione e riportate dal Bottiglieri nelle scritture contabili portando il relativo costo in dichiarazione ai fini IVA e IIDD
assegni n 0014896820-04 del 14.04.2011 di euro 5000,00 – n.0014899002-01 del 2.11.2011 di euro 3,500,00 – relativi alle fatture n 2/2011 del 13.04.2011 e n 7/2011 del 28.10.2011 emesse dalla ditta “Carandente Pitturazione s.r.l.”, avente R.L. Esposito Maria Rosaria, madre del Carandente Pasquale, gestita dal predetto- lavori eseguiti presso la Fondazione la Colombaia, ma per un importo di euro 4000,00 delle somme indicate nelle fatture n 1/2011 del 13.01.2011 per euro 12.500,00 per la quale venivano emessi gli assegni n 0014895924-04 del 14.01.2011 dell’importo di euro 10.000,00 e n 0014895925-05 del 14.01.2011 dell’importo di 2.550,00 euro relative ad operazioni inesistenti ovvero a lavori mai effettuati presso la Colombaia e riportate dal Bottiglieri nelle scritture contabili portando il relativo costo in dichiarazione ai fini IVA e IIDD».

Poi vi sono altri due peculati, che vedono sempre partecipe il Bottiglieri con gli altri due concorrenti Francesco Calise e Alessandro Sbrogna. Entrambi i casi riguardano sempre operazioni ritenute inesistenti. Nel primo caso, con il Calise, per lavori edili i cui importi non erano di cifre consistenti, ma comunque da un minimo di 2.000 ad un massimo di 4.000 euro. Con tre assegni controfirmati dal Bottiglieri. L’ultimo caso contestato al Bottiglieri è con Sbrogna e che riguarda medesime operazioni le cui cifre sono più consistenti. Si parla di somme che variano da 1.500 a circa 18.000 euro. Fatture rilasciate da società facente capo allo Sbrogna.

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