Lavoracci pubblici a Forio. Sfratto e pietre per la posa in opera delle condotte

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Lavoracci in via Spadara. A Forio la triste storia delle fogne e dei sottoservizi a pene di segugio si ripete. Arrabbiati, stanchi, delusi e rassegnati ogni giorno assistiamo allo sperpero del danaro pubblico. All’ombra del Torrione non è bastato i disastro del Capizzo e la vicenda Romis  che ha devastato il versante ovest del comune, ora dall’altra parte, più ad est, a metà tra Forio e Lacco Ameno sono in corso i soliti cantieri capestro. Ed anche nella piccola stradina, la Spadara, se ne vedono di tutti i colori. Materiali scadenti, posa in opera  da villaggio neolitico e tantissime omissioni nelle esecuzione dei lavori fanno storcere il naso. Dopo l’escavo e la posa delle condotte che dovranno convogliare acque bianche ed acque nere, si presume, gli strati di posa sono stati organizzati alla meno peggio, senza nessuna razio, usando addirittura pietre e sfratto per chiudere le tracce realizzate lungo l’asse viario. Materiale da risulta assolutamente non idoneo a sostenere la sede stradale e che di scuro si rivelerà l’ennesima trappola. E meno male che se ne sta occupano la ditta “Geniale srl“, un nome che a ben vedere non è una garanzia.E meno male che si dovrebbe trattare  dei lavori di messa in sicurezza e di opere di urbanizzazione primaria. Opere che dovranno interessare varie strade del territorio comunale. L’importo dei lavori è pari ad euro 160.857,90 con un importo oneri di sicurezza pari ad euro 2.762,50 da concludersi in 90 giorni. Tutto su progettazione e coordinamento della Sicurezza dell’ingegnere Mauro Pizzuti Miragliuolo.  Responsabile unico del procedimento il Geometra Dario Amoroso Con la direzione dei Lavori dell’architetto Marco Raia ed il coordinamento dell’Ing. Mario Boccanfuso. La lunga lista di cantieri mal gestiti e non terminati ad Ischia è davvero lunga. In alcuni casi imbarazzante. Troppo spesso si rivelano una vera e propria tragedia. Avvallamenti, cemento che si spacca, condutture che si rompono, interventi che si susseguono con rapidità intollerabile, giorno dopo giorno. Perchè? Perchè il danaro pubblico viene sperperato in nome degli interessi e degli affari, del Dio Danaro e nessuno controlla. E la colpa? In parte potremmo dire è che colpa della Regione e colpa di chi ha pensato che i nostri enti pubblici fossero stati in grado di poter ottemperare a scadenze, a lavori e a quanto altro c’è da rispettare.L’auspico ora è che qualcuno vada a controllare cosa sta accadendo in via Spadara, prima che sia troppo tardi. L’auspico è che se ne accorga l’architetto Fabrizio Mirarchi responsabile del cantiere. 

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