L’ASL si dimentica i morti di Villa Mercede e del COVID. Nessun ricordo per i nostri nonnini e non solo

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L’ASL in grande spolvero, il Regina Isabella pronto ad accogliere lo sceriffo e un’ottima organizzazione logistica sono stato il biglietto da visita della mattinata di ieri.
Una mattinata iniziata con ragionevole ritardo, non solo per il traghetto Caremar, ma anche per la scostumatezza del governatore prima di fermarsi al bar mente gli altri lo attendevano, poi per rilasciare intervista a giornalisti con l’orologio in mano alla faccia di tutti gli astanti che attendevano, mascherina muniti, che il governatore si degnasse di raggiungere la sala.

Un piccolo codazzo ischitano, per lo più amministratori giunti a Lacco Ameno per farsi vedere dal governatore e nulla di più.
Apre i lavori il direttore D’Amore, continua il dirigente Postiglione, conclude De Luca. Nessuno dei 3, però, nonostante le evidenti responsabilità hanno avuto un momento di ricordo per le morti del Covid isolane. Dei nonnini di Villa Mercede che la pessima gestione ASL ha prodotto e che la pessima gestione di Di Gennaro, quando è stata “commissariata” la RSA, ha aggravato.

Forse la manifestazione da campagna elettorale non prevedeva un minuto di silenzio, ma solo bravo bravo da una claque di comodo. Un evento firmato ASL che ha contato diversi morti tra le mani, forse, si. In verità, però, i nostri morti a loro non bruciano. A noi si.

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