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L’architetto Serena Borea: «Il restauro della ex chiesa Baldino a Fiaiano un esempio virtuoso»

La collaborazione con il Comune per l’intervento di risanamento conservativo da 2 milioni finanziato con fondi ministeriali. Una delle opere più importanti sull’isola d’Ischia, che consentirà di recuperare un immobile storico conservandone l’identità

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Tra le opere pubbliche in corso a Barano, quella che certamente rappresenta per l’Amministrazione guidata da Dionigi Gaudioso un fiore all’occhiello sono i lavori di risanamento conservativo del complesso annesso alla ex Chiesa Santa Maria delle Grazie, l’ex chiesa “Baldino” a Fiaiano. Uno degli interventi più importanti in corso sull’isola. Lavori consistenti «nella messa in sicurezza dell’immobile, rivisitazione di tutti gli ambienti interni con nuova destinazione d’uso».

Un progetto da 2.725.000 euro finanziato con fondi stanziati dai Ministeri dell’Interno e dell’Economia per interventi finalizzati appunto alla messa in sicurezza degli edifici pubblici e del territorio. Si era partiti nel 2019 e il progetto definitivo era stato redatto dallo “Studio Associato Mancini” con sede in provincia di Latina ed approvato dalla Giunta, riservandosi l’integrazione della progettazione esecutiva in corso d’opera. Con successiva approvazione sempre da parte della Giunta. Nonostante i tempi si fossero un po’ allungati, come siamo ormai abituati negli ultimi tempi, alla fine dello scorso anno il rup ing. Crescenzo Ungaro aveva bandito la gara d’appalto con procedura aperta sulla piattaforma telematica Asmecomm con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa sull’importo base di 1.916.559,35 euro. Lavori poi appaltati alla ditta “CO.GE.P.AR. Costruzioni Generali” di Napoli che aveva offerto un ribasso del 10,222% e dunque per un importo di 1.738.920,25 euro oltre Iva. Lavori che ovviamente sarebbe stato impossibile realizzare senza il finanziamento pubblico.

Un intervento di restauro e recupero delicato, visto il valore storico del complesso oggetto dei lavori. Ed è per questo che nel cantiere, sul ponteggio della ex chiesa Baldino abbiamo incontrato l’architetto Serena Borea della Soprintendenza di Napoli. Infatti la Soprintendenza, d’accordo con il Comune, sta guidando, passo passo ogni iniziativa.

IL TETTO IN LEGNO

– Il recupero e il rispetto dell’identità e della tradizione ed anche di quella che è la storia del territorio è al centro di questa opera importante, soprattutto perché da questa identità, poi, si costruirà un po’ un ponte verso quello che è lo sviluppo del territorio e del futuro di Barano d’Ischia.

«Sì, si tratta sicuramente di un emblematico caso di recupero e restauro per il comune di Barano in cui si sta prevedendo l’uso di tecniche avvedute e conservative che si pongono lo scopo di recuperare quello che è il complesso architettonico che può rappresentarsi quasi come un unicum nel territorio locale, e auspicare degli interventi successivi di restauro e funzionalizzazione che possono poi essere di grande interesse per la comunità e per tutta l’isola di Ischia».

– Non può non apparire di impatto già adesso il tetto in legno apposto poco fa…

«E’ stato fatto un restauro certosino degli apparecchi murari e un completamento in copertura con questo tetto a capriate lignee rispettando, appunto, le metodologie conservative del restauro con tecniche di recupero reversibili che hanno una durata nel tempo e ben si affiancano alla pre-esistenza. Quindi è sicuramente un bell’esempio e questo emerge già nella fase di cantiere».

IL PAVIMENTO IN COTTO E LE VOLTE

– Abbiamo scoperto prima, sbirciando mentre era in corso il briefing tecnico, che la pavimentazione verrà rifatta daccapo. Sembra ci sia una fonderia…

«Si prevederà il recupero di questo pavimento in cotto tradizionale rinvenuto e che verrà catalogato, smontato, ripulito e poi posto in opera con le tecniche, appunto, tipiche tradizionali locali. Verrà anche restaurato e integrato nelle parti mancanti con tecniche specifiche di conservazione».

– Vogliamo svelare qualche altra curiosità nell’interno?

«Ci sono begli esempi di volte in muratura, anche l’intervento di consolidamento degli apparecchi murari, in particolare il consolidamento delle piattabande lignee, è stato fatto con tecniche tradizionali di grande ingegno. Ci sono già molti aspetti che possono caratterizzare e auspicare un ottimo finale, una ottima conclusione del progetto.

C’è ancora parecchio da lavorare in quanto dovremo lavorare bene su intonaci e parte esterna, utilizzando sempre materiali naturali a base di calce. C’è ancora da lavorare, anche sulle finiture esterne, ma mi sembra che siamo a buon punto».

– Barano, quindi, sembra una best practice da praticare, in pochi anni si è riusciti a ottenere il finanziamento, ad aggiudicare i lavori, portarli avanti… In una Italia che tutti considerano ferma. Sembra proprio che questa collaborazione tra Soprintendenza e Amministrazione comunale stia funzionando.

«Sì, io penso che nel momento in cui le istituzioni decidono di camminare di pari passo e uniscono le loro forze per degli obiettivi comuni, per noi la tutela del patrimonio e la conservazione dell’esistente, per la comunità la rifunzionalizzazione degli affetti e la rivalorizzazione del contesto paesaggistico, nel momento in cui si fondono questi due obiettivi in un unico progetto, poi, secondo me, ci sono degli ottimi risultati».

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