martedì, Maggio 18, 2021

L’appello di Barano e Real Forio: «Bisogna bloccare le retrocessioni in Eccellenza!»

«Il problema si pone sia in caso di campionato completo (non potremmo giocare nel periodo estivo) che con il solo girone d’andata»

In primo piano

Giovanni Sasso | Sono preoccupate per i risvolti che potrebbe prendere il campionato di Eccellenza, con la ripartenza che slitterà quasi certamente di almeno un mese (previsione comunque ottimistica) rispetto a quanto stabilito dall’ultimo DPCM. Barano e Real Forio sono consapevoli che, nel caso in cui il Comitato Regionale Campano facesse rispettare il calendario, andrebbero in grosse difficoltà. La stagione non terminerebbe più il 18 aprile o al massimo a metà maggio dopo play-off e play-out, ma addirittura alla fine di giugno se non ai primi di luglio. Con conseguenze ben immaginabili visto che tantissimi elementi delle due squadre sarebbero costretti a fare letteralmente i salti mortali per allenarsi, saltando sicuramente un numero considerevole di partite, soprattutto quelle esterne perché impossibilitati a portarsi in trasferta. Quello lanciato dai rappresentanti dei due club, Massimo Buono e Luigi Esposito, è un vero e proprio appello, se non un grido di dolore perché non hanno la reale possibilità di portare a termine la stagione in maniera regolare. Il blocco delle retrocessioni è già stato paventato da altre società continentali, naturalmente nel caso in cui si dovessero giocare soltanto metà degli incontri previsti dal calendario.

«Nell’eventualità che i vertici del calcio campano dovessero “allungare” la stagione di oltre due mesi rispetto a quanto riporta il calendario – spiega Luigi Esposito, che coordina l’attività del Real Forio quantunque da tre settimane la presidenza sia passata all’imprenditore Michele D’Ambra – avremmo serie difficoltà non solo nel terminare la stagione ma semplicemente nel proseguirla visto che nelle località turistiche come la nostra, le attività ricettive saranno tutte in pieno fermento già agli inizi di aprile. Un problema che riguarda anche le altre squadre isolane e quelle di località turistiche come la Penisola Sorrentina, la Costiera Amalfitana, le località del Cilento».

DUE GLI SCENARI
Esposito sa bene che gli scenari potrebbero essere due, come ad esempio la disputa del solo girone d’andata, soprattutto se la ripresa del campionato dovesse slittare ulteriormente (senza dimenticare che ci sono numerosi recuperi da disputare). «Sia chiaro, non stiamo qui a dire che non vogliamo riprendere l’attività, ci mancherebbe. Il campo, la partita, mancano a tutti – sottolinea il dirigente biancoverde –. Se si dovesse disputare soltanto il girone d’andata, a quel punto andrebbero bloccate le retrocessioni. Sarebbe un atto dovuto. Ripeto, da aprile in avanti non avremmo i calciatori a disposizione. Sarebbe un campionato doppiamente falsato. Al Real Forio non resterebbe altro che mandare in campo la squadra giovanile, al costo di perdere tutte le partite. Onoreremmo gli impegni ma non potremo subire anche l’onta della disputa di uno spareggio o di retrocedere in maniera diretta!». Se a ripartire fosse soltanto il campionato di Eccellenza (e si scatenerebbe una mezza rivoluzione da parte dei club di Promozione, soprattutto quelli che hanno investito per il salto di categoria), non ci sarebbero problemi. Altrimenti il Comitato Campano, per la stagione successiva, dovrebbe per forza rimettere mano ai format e rimpolpare i gironi che adesso sono formati da quattordici squadre.

A differenza dell’Ischia che ha una rosa più ampia, con alcuni calciatori che non risentirebbero troppo del prolungamento della stagione, Barano e Real Forio avrebbero problemi molto più seri. Pur in presenza di un grattacapo di non facile soluzione, dalla Lega Dilettanti potrebbero tranquillamente rispondere che “la stagione sportiva termina il 30 giugno” e che fino a quella data chi si è iscritto ai campionati deve restare a disposizione, anche per eventuali spareggi aggiuntivi visto che in serie D alcune campane non se la passano bene. «Noi possiamo ribattere che i campionati sono sempre terminati ad aprile – spiega Esposito – e che gli impegni presi con i tesserati non sono certamente basati su dieci mesi di attività… Ribadisco che non avremmo problemi a chiudere la stagione, ma dovremmo farlo necessariamente con i ragazzi. E poi chi ce le dà le risorse per allungare l’attività fino a giugno?».

Il Real Forio attende soltanto la formalizzazione della nomina di Carmine Zigarelli alla presidenza del C.R. Campano per passare alle vie ufficiali. «Esporremo la nostra posizione in maniera chiara. Al comitato e al neo eletto presidente saremo assai chiari. Se è loro intenzione giocare sia l’andata che il ritorno, a quel punto devono bloccare le retrocessioni – ribadisce Luigi Esposito –. Noi da aprile avremo problemi, non possiamo impedire ai ragazzi di andare a lavorare. Una struttura alberghiera o un ristorante ben difficilmente darebbe la possibilità ad un ragazzo di venire ad allenarsi o giocare. La nostra squadra è stata strutturata e programmata per andare in campo fino a fine aprile. Se bloccano le retrocessioni, bene, altrimenti devo pensare che si vogliono accontentare le società di terraferma».

BUONO CONCORDE
Il presidente del Barano, Massimo Buono, la pensa allo stesso modo del dirigente del Real Forio, ma aggiunge: «Non è un discorso soltanto legato alle retrocessioni, perché se le blocchi, poi si deve ripensare anche a quanto accade nella categoria inferiore. E’ tutto collegato. Sicuramente è una problematica seria che il Comitato campano deve affrontare. Siamo completamente fermi da un anno, c’è necessità di lavorare. All’inizio di aprile per la Pasqua, nel ponte del primo maggio ecc., come potremmo avere a disposizione i calciatori per giocare? Li andremo a prendere sulle spiagge, sulle piscine o nelle cucine e sale degli alberghi? E’ come se ci invitassero a proseguire il campionato con l’Under 18. Perché così andrà a finire…».
Il momento è difficile e una società non può non tenere in considerazione le esigenze lavorative dei propri tesserati. «Ci sono società che hanno svincolato i propri calciatori, anche non campane. Si vive un momento di grande incertezza. Le società di Eccellenza – aggiunge il dirigente bianconero – non si tutelano in base al portafoglio, interessa poco sapere se si spende duecentomila o cinquantamila euro in una stagione. Andremo di fronte a problematiche molto serie, anche a livello di settore giovanile. Come posso obbligare un mio allenatore a venire al campo per gli allenamenti e le partite quando sarà impedito dal lavoro? Immaginate gli ulteriori problemi in caso di inserimento di qualche turno infrasettimanale… Il Barano ha diversi calciatori che non avrebbero alcuna possibilità di proseguire».

DELEGATO ISOLANO
Ieri pomeriggio, in modalità remoto, si è svolta l’assemblea elettiva del C.R. Campania. In chiave futura, Massimo Buono farà subito delle proposte. «Qualche giorno fa, ho proposto al comitato l’introduzione di un delegato isolano che, oltre alle funzioni istituzionali, ci tuteli, faccia sentire la voce delle società in continente». Proposta nobile, ma a quanto pare dall’altra parte del mare la situazione sta bene così come sta… «Non posso negare che ho trovato in Zigarelli un interlocutore sempre disponibile ma i tempi sono cambiati. Tra società di calcio, società giovanili e di calcio a cinque, il numero è cresciuto nelle isole di Ischia e Procida». Il presidente del Barano dice bene, ci sarebbero i presupposti (una volta tornati alla normalità, ovviamente) anche per lanciare ai sei sindaci dell’isola la proposta di mettere a disposizione una stanza per gli incontri. Come si faceva ai tempi d’oro del calcio dilettantistico. Perché solo con il confronto, con le proposte, si può procrastinare nel tempo un’attività, una passione che altrimenti nel giro di poco tempo rischia di andare a finire nel dimenticatoio.

- Advertisement -

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Articoli

Ultim’ora sul fronte abusivismo e demolizioni. Sospeso abbattimento a Napoli su ricorso dell’avvocato Bruno Molinaro

Quando l’ultimo filo di speranza era venuto meno e la disperazione aveva ormai preso il sopravvento, la Procura della...
- Advertisement -