L’AMPUTAZIONEAltro che taglio dei Parlamentari: questo è un attentato alla Democrazia

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L’8 ottobre, la Camera ha espresso l’ultimo voto positivo necessario a dare attuazione alla legge di riforma costituzionale che ha approvato in via definitiva il taglio dei parlamentari con 553 sì. Le poltrone in meno sarebbero 345, 115 in Senato e 230 alla Camera.

Il Parlamento che verrà, con la sua nuova composizione, anzi amputazione, è dunque stato definito per legge. Giacchè il M5S e, soprattutto il suo Di Maio, ci tiene, diciamo anche noi che con questo taglio, ci sarebbe un risparmio in termini di spese dello Stato dinanzi al quale, qualcuno, specie chi non conosce i numeri di un bilancio dello Stato, potrebbe addirittura dire: Non male! Peccato che non è affatto come si vuole far credere.  

Il portale di fact-checking, su Pagella Politica, sostiene che, una volta che il taglio dei parlamentari sarà effettivo, lo Stato risparmierà circa 81,6 milioni di euro all’anno, e di conseguenza circa 408 ogni legislatura. Per arrivare a questo risultato, i redattori hanno recuperato il bilancio della Camera e quello del Senato del 2018, e sono andati a cercare le voci relative alla spesa per le indennità dei deputati ed i rimborsi spese per l’esercizio del mandato. Ebbene, Montecitorio riporta una spesa totale di 144,9 milioni annui, pari a circa 230mila euro all’anno per ogni deputato. Se moltiplichiamo questo numero per 400, quanti saranno i deputati nella prossima legislatura (sempre che il progetto non venga sottoposto a referendum e bocciato), otteniamo un costo annuale di 92 milioni. La Camera risparmierebbe cioè, ogni anno, 52,9 milioni di euro. Passando a Palazzo Madama,  risulta che ogni anno il Senato spende circa 249.600 euro per ogni senatore. Se moltiplichiamo questo numero per 200, quanti sono i parlamentari di questo ramo, e confrontiamo il risultato con la cifra relativa ai costi per 315 senatori vediamo che c’è un risparmio pari a 28,7 milioni di euro all’anno. Per completezza di informazione, va detto che la cifra finale che si ottiene sommando i 28,7 milioni ai 52,9 potrebbe poi essere imprecisa per difetto.

La stima dell’Osservatorio sui conti pubblici, il centro guidato dall’economista Carlo Cottarelli sostiene che il risparmio sarà persino inferiore rispetto a quello stimato da Pagella Politica. L’Osservatorio prende in considerazione un’indennità lorda mensile di 10.400 euro e un rimborso spese mensile pari a circa 8.500 euro per ogni parlamentare, arrivando alla conclusione che Camera e Senato risparmieranno 82 milioni di euro lordi all’anno. Come sottolinea in un articolo su Repubblica l’economista Edoardo Frattola, che ha lavorato al report, “il vero risparmio per lo stato deve essere calcolato al netto e non al lordo delle imposte e dei contributi pagati dai parlamentari allo stato stesso”. Il numero da tenere a mente non è perciò quello degli 82 milioni all’anno ma di 57 milioni – considerando un’indennità netta di 5mila euro al mese – per un totale di 285 milioni a legislatura. Questa cifra, conclude Frattola, è molto più bassa rispetto a quella enfatizzata dai sostenitori della riforma, ed è pari allo 0,007% della spesa pubblica italiana.

Altro che le cifre propagandate dal “Il Blog delle stelle”, l’organo ufficiale del M5s, e da Di Maio , che parlano di un risparmio di 500 milioni di euro a legislatura e dunque di circa 1 miliardo di euro in 10 anni. Soldi che, secondo i 5 stelle, potranno essere reinvestiti “per costruire 133 nuove scuole o 67mila aule per i nostri bambini, ma anche per comprare 13mila ambulanze, assumere 25mila infermieri o 11mila medici. 1 miliardo equivale a 133 nuovi treni per i nostri pendolari, al Sud come al Nord”. Solo e sempre Balle!

Va tra l’altro detto che la spesa che si è deciso di tagliare, non è e non si può affatto considerare inutile, come il M5S ed il suo portavoce, Di Maio, vorrebbero farci credere a tutti i costi.

La Democrazia e le sue regole, parti integranti del nostro dettato costituzionale, non rappresentano cose cui si possano dare dei valori economici e va da se che chi ci sta attualmente governando perpetra inganni su inganni giornalieri a danno dei cittadini italiani, sovrani e non meri elettori. 

La farsa del netto voto a favore, consumatasi come un suicidio non assistito settimana scorsa, non fa altro che confermare il bassissimo livello di coloro che ci rappresentano, quelli che, come Vittorio Sgarbi ha identificato, qualora avessero potuto esprimere un voto segreto e non palese, avrebbero senza alcun dubbio votato per il no al taglio! 

Nonostante dunque la vittoria schiacciante del sì è stata piuttosto una estorsione del M5S ai suoi alleati, un ricatto che non ha mancato di destare voci contrariate. Dagli innumerevoli giuristi, alle forze di opposizione, giacchè si tratterebbe, come in effetti è, di un risparmio poco rilevante rispetto alla totalità della spesa pubblica, la cosa più preoccupante è stata invece considerata la diminuzione dei posti in Parlamento quale serio colpo alla rappresentatività popolare garantita dalla nostra Carta Costituzionale.

Secondo quanto stabilito dal governo, la nuova composizione parlamentare entrerà in vigore dalla data di prossimo scioglimento o cessazione delle Camere. Affinchè questa riforma sul taglio dei parlamentari si concretizzi davvero, saranno tuttavia anche necessari gli emendamenti obbligatori per abbassare l’età per il voto in Senato, da 25 a 18 anni, le modifiche sull’elezione del Senato e del Presidente della Repubblica, con la riduzione dei delegati regionali e soprattutto la riforma elettorale, per la quale Salvini, tra l’altro, ha già proposto il referendum per l’introduzione del maggioritario.

Il taglio del numero dei parlamentari, non dimentichiamolo, è sempre stato uno dei cavalli di battaglia del Movimento 5 Stelle, ed è vero, è una riforma che nessun altro partito è mai riuscito a portare a termine. Va da se che Giggino Di Maio e Company, lo considerassero addirittura una conditio sine qua non per il mantenimento dell’attuale accordo di governo con il centro sinistra. Si, perché gli slogan per i 5 stelle vanno mantenuti, ad ogni costo. Cosa importa poi se in termini pratici, i risultati registrano solo disastri! Oggi tra l’altro il disastro è ineguagliabile! Si torna indietro di oltre un secolo. Si amputa il numero dei rappresentanti più alti del nostro sistema democratico e, con essi, la rappresentanza territoriale riferita a diverse regioni d’Italia.  Il M5S si conferma il partito dell’ignoranza istituzionale e costituzionale!

Il Taglio dei parlamentari così proposto ed approvato è un intervento che va a manipolare il dettato costituzionale, precisamente gli articoli 56 e 57 che prevedono 630 Deputati e 315 Senatori e pertanto, come ogni riforma costituzionale, anche questa ha previsto un iter di approvazione “rafforzato”: vale a dire che invece di due votazioni favorevoli da parte delle Camere ne sono occorse ben quattro, due per ciascuna Camera. Quella dell’8 ottobre 2019 è stata l’ultima delle due votazioni della Camera per dare il via alla Riforma costituzionale, mentre in Senato l’iter di approvazione si era già concluso lo scorso 11 luglio.

Eppure, non è detta l’ultima parola. A mettere in discussione il taglio dei parlamentari approvato in via definitiva dalla Camera l’8 ottobre ci ha pensato un gruppo bipartisan di senatori (Fi, Pd e Iv) che hanno aderito all’iniziativa della Fondazione Luigi Einaudi, per chiedere il referendum confermativo. Si tratta di raccogliere le firme di 64 senatori, che consentirebbe di tenere la consultazione popolare. Da registrare l’iniziativa analoga alla Camera di Roberto Giachetti di Italia Viva e Benedetto della Vedova di +Europa che hanno annunciato l’intenzione di raccogliere le firme dei deputati.

Poiché la legge non ha ottenuto il via libera di due terzi dei componenti di entrambi i rami del Parlamento nella seconda lettura, in base all’articolo 138 della Costituzione potrà essere sottoposta infatti a referendum popolare se, entro tre mesi dalla pubblicazione, ne faranno domanda un quinto dei membri di una Camera o 500mila elettori o 5 consigli regionali.

Personalmente, mi auguro che si riesca a bloccare questa barbarie, nient’altro che una amputazione della nostra già ultimamente martoriata Democrazia.

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