Lamarra: “A Procida mi fanno vivere bene il calcio. Noi mina vagante? Faremo bene di sicuro”

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Il Procida ha iniziato la preparazione agonistica soltanto martedì, dopo che il giorno prima i mister Giovanni Iovine e Biagio Lubrano Lavadera avevano tenuto un briefing con la squadra. Fra l’altro i disagi che dovranno vivere calciatori e staff tecnico biancorosso sono molteplici, vista la inagibilità almeno fino ad ottobre dello stadio Spinetti. Infatti, da martedì, gli allenamenti del gruppo procidano si stanno svolgendo fra una palestra (lavoro sulla forza) e le strade dell’Isola di Graziella. E per un po’ dovrà essere così. Menomale che oltre a Iovine, il presidente Attilio Cesarano, liberatosi della ingombrante e controproducente presenza di Nicola Crisano, sia riuscito a confermare anche quasi tutta la rosa preesistente, rendendo più facile l’amalgama. Fra i reduci dalle passate stagioni c’è anche Francesco Lamarra, portiere classe 1997 che vivrà la quarta stagione al Procida. Con Lamarra abbiamo fatto una chiacchierata in cui il bravo estremo difensore ci ha parlato di come è andata la sua estate e della stagione che sta per iniziare ufficialmente. Ecco le parole di Lamarra.

Lamarra, la stagione agonistica sta per ricominciare ufficialmente e la ritroviamo per il quarto anno consecutivo a difendere i pali della porta del Procida. Praticamente, ha atteso fino a pochi giorni fa che il club scegliesse il tecnico, prima di rivolgersi ad altri lidi…
“Si, alla fine ho sempre dato la priorità al Procida, anche se ho avuto altre chiamate. La priorità è sempre stata il Procida perché in biancorosso mi sono sempre trovato bene. Soprattutto, poi, con la riconferma di mister Giovanni Iovine e con lui di mister Biagio Lubrano Lavadera, sono ancora più felice di rimanere. Ma comunque, a prescindere, la priorità è sempre stata il Procida. Il progetto mi piace, poi sono 4 anni che sono li, quindi vuol dire che veramente mi trovo bene”.

Ha avuto chiamate anche dall’altra isola, mi riferisco ad Ischia, vero?
“Si, sono stato chiamato da Ischia, dal Real Forio, ma anche da altre società della terra ferma. Ma ho preferito il Procida sia per la società, che per l’ambiente che c’è sull’isola, che per i compagni di squadra, che per l’allenatore. Insomma, per una serie di fattori ho scelto di restare sull’Isola di Graziella, dove mi fanno mi fanno vivere bene il calcio. Spero che in questa stagione le cose andranno bene. Abbiamo i giusti presupposti per fare bene e c’è tutto l’impegno da parte nostra”.

A parte qualche piccola parentesi, come può essere stata la seconda parte del campionato scorso, nelle ultime 3 stagioni il Procida è stata una sorta di isola felice, dove si è creato un gruppo – quasi interamente presente anche oggi – che è stato il vero motore di tutto. O no?
“Si, è verissimo. Ed è uno dei motivi per i quali il Procida fa bene. Il Procida fa stare bene i giocatori, è veramente una isola felice, nella quale soprattutto quest’anno ci saranno tutti ragazzi procidani, quindi anche l’isola ci supporterà tanto durante il cammino. Però il gruppo resta la nostra forza. Il gruppo è metà dell’opera e vale la pena tenerlo unito. Siamo tutti bravi ragazzi, ci troviamo molto bene insieme e ciò porta a risultati migliori”.

So che martedì ha avuto difficoltà a raggiungere l’isola martedì per gli allenamenti, ma le difficoltà per la preparazione le avrete tutti, vista l’indisponibilità dello Spinetti che vi costringerà ad allenarvi per strada ed in palestra. Questo vi comporterà un difficile approccio alla stagione, vero?
“Si, ci sono dei piccoli problemi relativamente al campo, però da quando sarà pronto potrà essere un vantaggio per noi. Forse pagheremo qualcosa inizialmente, ma secondo me nemmeno tanto perché col gruppo e la voglia di lavorare alla fine si riesce sempre a risolvere qualsiasi tipo di problema. Quindi credo non pagheremo più di tanto”.

Cosa le hanno detto il presidente ed i dirigenti del Procida con cui ha parlato. Quale obiettivo vuole raggiungere la società in questa stagione?
“Diciamo che il progetto di quest’anno è molto simile a quello che c’era 2 stagioni fa, non tanto come quello della scorsa stagione, perché la rosa oggi è un po’ rimaneggiata. Però, alla fine ci sono i presupposti per fare bene, la società vuole fare bene e tutti abbiamo voglia di dare il massimo. Quindi durante il campionato vedremo quali sono gli obiettivi, partita dopo partita valuteremo, sempre dando il massimo”.

E mister Iovine cosa le ha detto o le diceva in quelle settimane in cui tutto pareva essere in bilico?
“Con mister Iovine ho un bellissimo rapporto, ci conosciamo davvero da tanti anni. Oltre alla stima, fra noi c’è affetto. Sono stato felicissimo di incontrarlo e un po’ ci speravo nel suo ritorno a Procida. Ci sentivamo quando la situazione era ancora in bilico e speravo che tutto si mettesse nel modo in cui alla fine è andato”.

Diciamo che potreste essere una sorta di mina vagante in un campionato che si annuncia di un certo livello. Ci sono squadre che si sono attrezzate al meglio, come l’Ischia ed altre. Che tipo di campionato potrà essere quello del girone B?
“Sicuramente sarà un campionato difficile. Ho visto un po’ come si sono attrezzate le altre squadre e mi pare che l’abbiano fatto molto bene. Più di qualcuna è attrezzata, però secondo me anche il Procida è una buona squadra. Come abbiamo già dimostrato anche l’anno scorso possiamo davvero giocarcela con chiunque. Quindi, secondo saremo non una sorpresa, perché non lo siamo più, ma faremo bene”.

Ormai siete stabilmente nei play off da più stagioni, quindi credo che la vostra idea prevede una riconferma…
“Si, l’idea è quella. Partita dopo partita vedremo come andranno le cose, dando sempre il massimo e cercando di ottenere i migliori risultati possibili”.

L’idea mia è che Francesco Lamarra possa ambire a qualcosa in più del Procida, mi riferisco alla categoria in cui gioca. Però sembra che lei si sia innamorato e fermato in biancorosso. Pensa ancora ad un eventuale salto in categorie superiori, oppure lo studio ed altro la obbliga ad impegnarsi solo a questi livelli?
“Le mie ambizioni ci sono sempre, come la voglia di migliorarsi e di salire di categoria. Magari potrei farlo con il Procida, conciliando un po’ tutte le cose. Però la voglia ed il tempo di giocare a calcio c’è e ci sarà sempre, poi la scelta di rimanere a Procida dipende, come detto, da tanti fattori e non solo dal tempo e dalla categoria. Mi piacerebbe giocare in un campionato superiore e spero di farlo con il Procida. Se ci riusciremo…”.

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