lunedì, Marzo 8, 2021

L’albero di Pietro: emozioni a Barano in memoria del prof. Pietro Greco

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Il comune preme sulla Curia per restituire al culto il sacro luogo. L’occasione è data dalle imminenti festività pasquali. Castagna tuona:“Non posso esimermi dall’informarVi che nulla osta all’utilizzo dell’immobile, pertanto a partire dal 15 marzo 2021 sarà cura del comune assicurare l’apertura della Basilica tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 13 esclusi il sabato e la domenica, salvo ulteriori disposizioni“

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La pioggia, insistente, non ha fermato i tanti amici e i parenti di Pietro Greco che ieri, nel piazzale del giardino comunale di Barano, si sono ritrovati per inaugurare il bellissimo ulivo secolare rinominato “l’albero di Pietro”.
Una bellissima cerimonia, sobria ed emozionante, che ha visto partecipare tanti amici di Pietro sia in modalità live (con le dovute distanze nel rispetto dei protocolli anticovid) che tramite il web.
A svelare la targa, nascosta dal tricolore italiano, il sindaco di Barano d’Ischia, Dionigi Gaudioso e Stella Schiazzano, in rappresentanza dei tanti amici di Pietro.
Il giardino comunale di Barano non è un luogo scelto a caso, ma è il cuore, pulsante e sostenibile, della cittadina dell’isola d’Ischia dove Pietro Greco era nato nel 1955.
Chimico, ricercatore, giornalista, conduttore del programma radiofonico Radio3scienza, scrittore, formatore e docente di giornalismo scientifico, Pietro Greco ha raggiunto nel tempo una notevole notorietà internazionale legata alla rigorosa e straordinaria attività culturale svolta, sottolineata dalla molteplicità di prestigiosi riconoscimenti ottenuti.
Il suo incessante lavoro è stato caratterizzato, tra l’altro, da decine di volumi monografici, pubblicazioni a più mani, articoli, lezioni e conferenze; ed è stato declinato nel segno di un formidabile impegno civile potenziato dalla personalità unica, lo stile sobrio, umile e orientato con generosità, senza soste, alla formazione delle nuove generazioni.
Nel corso della cerimonia è stato messo a dimora, al centro dello spazio verde che domina la baia dei Maronti, quello che è stato chiamato «L’Albero di Pietro», un ulivo secolare dal tronco contorto e magico, dal profondo significato simbolico: sarà inserito in una roccaglia realizzata ad hoc dai maestri florovivaisti dell’isola, in armonia con il contesto.


«L’albero è una maestosa scultura vegetale capace di rappresentare anche l’habitat ideale per la biodiversità per la quale Pietro si è tanto battuto nei suoi scritti», ricordano i promotori dell’iniziativa, tra i quali spiccano gli amici ischitani che lo hanno frequentato fin dall’infanzia e dalle scuole elementari, e che hanno seguito con interesse, condivisione e ammirazione, le tappe della sua vita e dei suoi successi professionali.
«La scienza può aiutarci a costruire un futuro desiderabile. Anzi, le conoscenze scientifiche sono mattoni indispensabili per erigere questo edificio…», amava ripetere Pietro Greco e queste parole saranno inscritte in una targa che, accanto a un suo ritratto, ne evoca alcuni tratti biografici salienti: «Credeva nella necessità – si legge nell’intestazione – di fare scuola e i suoi allieve e allievi lo hanno spesso scelto come maestro e amico. Chi lo ha conosciuto vuole che il suo lavoro non si interrompa, soprattutto quel modo di intendere la comunicazione della scienza come consapevole assunzione di responsabilità e difesa dei valori di una società che possa davvero dirsi democratica. Mite e generoso, Pietro Greco è stato come un albero, radicato nel proprio humus d’origine e, al contempo, possente gigante proteso verso il cielo del sapere e dell’inesausto dono di sé».
Per la prematura scomparsa di Pietro Greco, va detto, si era levato un coro unanime di cordoglio non solo dalla comunità scientifica, accademica e giornalistica italiana ed europea, ma anche tra le più alte cariche istituzionali del nostro paese.
Sull’onda di queste emozioni gli amici – in brevissimo tempo e con una esponenziale crescita nel numero di adesioni – hanno così maturato il convincimento della necessità di ricordarlo in modo speciale, in una prospettiva condivisa e social.

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