Lacco Ameno, Zavota sarà il vicesindaco

Alleanza fondamentale per Pascale con un gruppo già diviso in correnti. Pare che una frangia più purista della compagine “Il Faro” abbia tentato di strappare la nomina del vice sindaco attraverso la corrente composita dal “gruppo dei 4“ ed il sostegno esterno degli epurati illustri, gli esclusi dalle urne e da ogni trattativa. Tentativo Fallito. Mister 303 preferenze non ha voluto cedere il testimone di un incarico che ormai si ricopre da decenni. E’ lui l’unica riconferma nell’esecutivo 2.0

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IDA TROFA | Di sicuro, anche se non ancora ufficiale, c’è solo il nome del vicesindaco. La nuova-vecchia giunta Pascale avrà un vice d’annata, un Pascaliano doc come da accordi elettorali. Il nome è quello di Giovan Giuseppe Zavota. Questo, ove mai qualcuno avesse avuto dubbi. Mister 303 preferenze è da sempre l’uomo di Giacomo Pascale, il suo delfino. Imprenditore, operaio, politico praticamente da sempre è un po’ di Cava Scialicco, dietro la 167, ma è soprattutto del Fango e secondo il sindaco che lo riconferma anche in questo ultimo mandato, era ed è la persona giusta per ricoprire quel ruolo e soprattutto di ricoprilo al suo fianco.

Alleanza fondamentale per Pascale con un gruppo già diviso in correnti.
Pare, infatti, che una frangia più purista della compagine il Faro abbia tentato di strappare la nomina del vice sindaco attraverso la corrente composita dal “gruppo dei 4” e il sostegno esterno degli epurati illustri, gli esclusi dalle urne e da ogni trattativa.
Tentativo fallito. Mister 303 preferenze non ha voluto cedere il testimone di un incarico che ormai si ricopre da decenni. E’ lui l’unica riconferma nell’esecutivo 2.0
Niente di ufficiale. Gli incarichi e le deleghe saranno svelati e firmati al massimo entro mercoledì in occasione del primo consiglio comunale di insediamento.
Le consultazioni e gli incontri con gli alleati di una compagine già frazionata, di fatto sono concluse.

La strada ormai sembra tracciata e segnata sul solco del passato. Anche nel 2015 l’accordo politico che portò alla elezione del sindaco Pascale 1.0 con Domenico De Siano prevedeva il vicesindaco in quota Giacomo. Anche all’epoca fu nominato Zavota, mai riconosciuto dal resto del gruppo e infine sostituito con Mimmo Miragliuolo.
Come, di fatto, restò escluso dall’esecutivo Ciro Calise, fuori anche questa volta per far spazio a Leonardo Mennella, proprio l’avvocato con il quale non è mai sbocciato l’idillio politico. Mennella non si capacita del grande consenso che il popolo tributa all’uomo semplice e lavoratore a dispetto dei pochi suffragi che invece depone per un professionista accorsato e dei “titoli“.
Mennella non ha avuto ragione delle urne (57 voti) ma si è comune imposto su Calise (173 voti) che, nonostante la messe di consensi, resta fuori giunta. Per il Barbiere solo assessorati di ripiego e di emergenza. Un incarico che potrebbe anche mantenere nella prossima amministrazione.

Una lotta di classe insomma persino in chi professava il mantra della “novità“. Evidentemente, la “novità“ è morta annegata nella piscina, come dicono da queste parti.
Erano chissà quanti anni che una Giunta non si ritrovava al centro del dibattito pubblico come in questi giorni. Peccato che ci sia finita per il motivo sbagliato.
La decisione di un sindaco di far fuori gli eletti del popolo per far spazio ai raccomandati e agli accordi di potere per spartirsi le grazie di Lacco Ameno (anche questa non è una novità). Neanche il fronte de Il Faro è compatto, diviso tra gruppi e correnti e la voglia di non sentirsi troppo vittime dell’ennesimo strumentalizzazione elettorale.
I giovani non possono venire dopo tutto il resto? Invece a queste latitudini restano sempre in fondo alla lista della spesa. Solo usati.
E certo, al di là delle singole responsabilità, appare chiaro che Pascale completa la Giunta ma non accontenta tutti.

C’è già il “gruppo dei 4“ più i silurati. Ovvero gli esclusi.
La parte dei candidati rimasta fuori che, prima di farsi da parte, han provato in tutti i modi di togliere la fascia di vice sindaco a Zavota in favore del pediatra Calise.
Per ora si sono accontentati (o li hanno fatti accontentare) di nominare un assessore amico, capace di sostenere una corrente più oltranzista e meno prona al volere del sindaco e dei suoi. Accontentati e ridotti ad alzamanina del consiglio comunale di Giacomo Pascale. Dunque, nessun governo coraggioso. Nessuna nomina da applaudire.
Semplicemente l’ennesima strumentalizzazione pseudo politica della parola giovani e dell’entusiasmo di chi aveva creduto, forse, ad un demagogo cronico ed un logorroico allenato.

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