Lacco Ameno, una “zoccola” in vetrina

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Denti aguzzi, coda lunga e un’inconfondibile pelliccia grigia. Quello che si è mostrato agli occhi esterrefatti delle decine di turisti che affollano la centralissima piazza santa Restituita di Lacco Ameno era proprio un topo, e non una di quei graziosi topolini di campagna che popolano i vigneti dell’isola, ma un grosso ratto, di quelli che vivono nelle più fetide fogne. A rendere ancora più paradossale l’assurda scena, indegna per uno dei più rinomati centri d’attrazione turistica dell’isola, una situazione tragicomica: il grosso topone – una “zoccola” secondo i puristi del dialetto, si aggirava spaesata nella vetrina di uno dei negozi più chic di Lacco Ameno, cercando addirittura rifugio tra borse e scarpe con tacchi a spillo da centinaia di euro. Tutto sotto gli occhi dei turisti che tra il divertito e lo schifato hanno immortalato una scena che racconta in pochi secondi tutti i profondi disagi vissuti dalla comunità di Lacco Ameno. Non è certo un mistero che l’amministrazione guidata dal sindaco Giacomo Pascale ha dovuto fronteggiare una “fetida” emergenza fogne che ha inabissato il più piccolo dei Comuni dell’isola in un situazione terribile, gravissima per un Comune che ospita centinaia di turisti dalle esigenze raffinate. Corso Angelo Rizzoli infatti è stata invasa per lungo tempo da liquami e inondata da zaffate nauseabonde, decisamente in contrasto con le frequentazioni raffinate che popolano quello che era considerato un prezioso gioiellino del mediterraneo. Una mazza a porre fine alla stramba avvenutura del topone di Lacco Ameno, evidentemente scagliatale contro i denti aguzzi e le orecchie appuntite dal proprietario del negozio. Un’altra triste e amara metafora che racconta come i cittadini di Lacco Ameno debbano ormai vedersela da soli per risolvere le cose non potendo fare affidamento su un’amministrazione quanto meno criticabile.

7 Commenti

  1. Non e solo Lacco Ameno Noemi.Ma la disinfestazione e la derattizazione non e compito dei comuni o e stato delegato alla gente a proprie spese come tutto il resto visto che I nostril comuni non fanno un tubo con la scusa della crisi

  2. la domanda è, malgrado le recensioni positivissime di alcune testate internazionali , siamo in grado noi ischitani di offrire un prodotto turistico che possa tirare veramente e reggere alle vere critiche di chi , giornalista, non si accontenterà di vedere dal barchino la bellezza di S.Angelo o quella del Castello ma quella delle zoccole in vetrina , gli allagamenti da liquami di fogne “nuove”, il traffico, il caro prezzi, il mare sporco etc., la risposta è no, decisamente.

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