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Lacco Ameno tra pioggia, foglie, sporcizia e fogne che zampillano

Con le fogne in strada, esplode la grana “pulizia” cittadina

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Ida Trofa | Mai Lacco Ameno si è vista così abbandonata, sporca e trascurata. Dopo le piogge, dopo l’esplosione, ancora, delle fogne sul corso principale del paese, il giorno dopo, è il giorno delle recriminazioni e delle doglianze all’ombra del Fungo, dove ieri mattina molti residenti e commercianti del Corso Angelo Rizzoli hanno chiesto a gran voce la pulizia e il lavaggio delle strade che in queste ore sono state invase da liquami e prodotti fognari. Ma non solo. Mentre la pioggia imperversava sull’isola, doglianze e malumori anche per lo spazzamento e l’igienizzazione delle strade, tutte, in particolare quelle delle periferie. Diverse le richieste e le chiamate in tal senso agli uffici del municipio e dei vigili urbani.
La stessa, in queste ore, ha dovuto effettuare servizi di lavaggio, pulizia e sanificazione delle strade, benché lo stesso intervento non fosse previsto in origine nel capitolato d’appalto. Mentre per la pulizia e lo spazzamento, a monte del problema, ci sarebbe l’organico ridottissimo e risicato che costringe all’impiego per tutti i lavori extra e gli impegni, persino i sorveglianti e gli autisti.

Così come è accaduto ieri per il lavaggio obbligato al centro del paese invaso dalla fogna. C’è voluto il bello ed il cattivo tempo per far si che là Ego Eco che si occupa di rifiuti in paese, intervenisse benché non previsto e non sono mancati gli screzi e le tensioni telefoniche.
L’azienda da tempo è “costretta” a lavorare cotto organico da 16 solo 12 sono in carica è materialmente 10 unità operano in paese. Un margine risicatissimo di azione che di fatti rendono e improbo ogni intervento.
E, con l’azienda che continuano a non avere materialmente operativi quelli che dovrebbero essere, anche i gerarchi, i livelli superiori, i sorveglianti, ieri mattina con pompa alla mano hanno lavato strade e marciapiedi.Per non parlare di chi fin qui era destinato al Cimitero ed ha dovuto riadattarsi alle altre mansioni pur di tamponare.
Questa la fotografia di un paese in affanno che non riesce a reggere il ritmo delle necessità quotidiane.

Nel silenzio assordante di tutti. Di una maggioranza di governo inerte e di una minoranza silente e complice di una situazione di evidente abbandono. L’erba alta che a tratti raggiunge l’altezza di un metro, la fa da padrona nelle aiuole delle piazze più frequentate e quelle e o frequentate. Abbandonate le periferie della 167 ed il Fango nei tratti on frequentati dalla politica. Strade mai pulite se non con la pioggia, salvo esplosioni da fogna. Tutto questo è il fulgido esempio dell’attenzione sbandierata a destra e a manca da questa amministrazione: sono diventate ricettacolo di insetti, ratti e varie fauna. Il disastro di questo stato di cose non risparmia i marciapiedi e le strade di campagna. Per non parlare degli ingressi al Capitello o via Rosario, le rotatorie verso il Fango de delle strade interne devastate da un non più recente intervento per la posa della fibra ottica, grovigli di cavidotti e trincee coperte alla bell’e meglio in attesa di un intervento definitivo che sarà di là a venire. Se ci sarà. Polemiche e malumori anche a Crateca dove la gente è costretta, anche sotto la pioggia battente a raggiungere casa a piedi, per chilometri, causa metanizzazione e strade lasciate sconnesse dopo i cantieri. Per non parlare di via Fundera e la zona Ospedale, con altre vie lasciate in condizioni di degrado ed indegna carenza di igiene. Quanto tempo dovrà durare questa situazione? Gli attuali amministratori non si sono risparmiati con le enunciazioni: finora niente di fatto.

Eppure l’attuale emergenza sanitaria, la necessità di pulizia e decoro, dovrebbero essere l’obbiettivo imposto dal momento, dalla Pandemia, invece niente.
Lo stato di un servizio pubblico essenziale come la pulizia delle strade è indecoroso.
Preda del Far West degli appalti e delle scellerate azioni di taluni politici attenti a tutt’altro piuttosto che all’essenziale.

Gli invisibili che non possono lamentarsi…
A metterci una pezza sono ancora, dove riescono, i lavoratori della NU che non possono lamentarsi. Nessuno, senza tutele e sponde, può permettersi di perdere il lavoro di questi tempi. Sono loro che restano in servizi, pochi ed invisibili, a fare il lavoro doppio e sporco di chi risparmia e fa la campagna elettorale sulla loro pelle. Ogni giorno igienizzano gli spazi di tutti, oprano li dove dovrebbero solo fare la raccolto se ci riescono. Sono dieci, dovevano essere 17, ma il bando li ha ridotto a 12! Un servizio pubblico necessario che non possono interrompere. Ma come sono messi in condizione di lavorare gli addetti alle pulizie durante l’emergenza a Lacco? Sono messi male con care al massimo ribasso, paghe da pochi euro l’ora e contratti troppo spesso a termine. Dovrebbe essere un’eccellenza la pulizia, adesso con il coronavirus. Invece con tutti i tagli che ci sono stati negli anni, in questi momenti di emergenza si è arrivati anche a lavorare in metà persone, coprendo doppi turni per settimane intere. Il problema è lo stesso da anni. Cambi di contratto a ogni appalto, ore che diminuiscono per gli stessi compiti ma, il lavoratore non ha scelta: o firma o è fuori.

Un lavoro troppo spesso invisibile. In tanti, nella NU, finiscono il proprio turno, quando il comune si risveglia e quegli spazi puliti come potevano cominciano a fruirli. Anche con l’emergenza sanitaria Covid19.
La situazione emergenziale odierna ha così chiamato questi lavoratori, non solo a pulire ma in molti casi proprio a sanificare gli ambienti, per contribuire nel loro importante ruolo al contenimento della diffusione del virus Covid19. E questo, anche e nonostante, protocolli di sanificazione non previsti prontamente, dispositivi non forniti nell’immediato, e soprattutto, sempre nello stress quotidiano del rischio di contagio per se e i propri i cari una volta rientrati a casa.

Latita l’azione del delego alla Nettezza Urbana. Così non va. E non è certo colpa della sola azienda anche si occupa del servizio, anzi.
In buona sostanza, coloro che esigono di garantire la qualità del lavoro, anche di questo lavoro, non guardano alla tutela di chi lo svolge, a chi si getta capo e collo per lavorare . A pensarci bene, non guardano neppure di chi fruisce del servizio, ossia ogni cittadino che vorrebbe i suoi luoghi ben puliti, e ancor più oggi, igienizzati e sicuri.
Lo stato delle cose è tale che nel merito è intervenuto il già vicesindaco Giovan Giuseppe Zavota che con il responsabile UTC Alessandro Dellegrottaglie ha effettuato, addirittura, un sopralluogo in via Pannella per controllare i lavori in corso alle condotte EVI ed alla ditta incaricata.

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