venerdì, Giugno 18, 2021

Lacco Ameno: porto chiuso, polemica aperta…

La maggioranza insegue i dispetti del consigliere comunale e i commercianti, per protesta, spengono le luci alle 18.00. Pascale di flop in flop

In primo piano

IDA TROFA | Che siano bar o ristoranti, che siano gioiellieri o tabaccai in attesa di riprendere le attività, il Governo Pascale consiglia pazienza e scarica la colpa sul nemico dell’opposizione. Di cosa stiamo parlando? Dell’affare porto ovviamente! Insieme alla festa di Santa Restituta ed ai soliti giochetti da comitato di congrega, l’argomento del momento resta uno: l’approdo ad ormeggi fermi e tutto ciò che ne deriva, l’economica a ristagnare.
E’ dunque, più accesa che mai, la polemica sugli effetti nefasti della questione portuale e l’incapacità della politica locale di trovare una soluzione oltre le impuntature ed i dispettucci da bambini. A Lacco Ameno, cosi, non vale il motto di Mario Draghi sull’«approccio graduale», non vale l’amministrazione votata alle regole del buon padre di famiglia né tantomeno al buon senso. La comunità si prepara cosi a pagare l’ennesima estate all’asciutto e senza i grandi clienti.

L’incontro istituzionale in municipio voluto dal sindaco Giacomo Pascale non ha dato i frutti sperati, anzi ha inasprito gli animi. Nessuna soluzione per l’economia cittadina, nessuna proposta valida, solo piagnistei, scuse e puerili uscite che non depongono a favore di una classe dirigente chiamata a gestire le sorti di quella che fu la bomboniera del turismo ischitano.
Affare porto. Botta e risposta tra Pascale e Perrella
Prosegue a distanza e nei modi più disparati la polemica sul porto turistico di Lacco Ameno. Un polemica conseguente alla guerra cruenta che la politica e gli affari lacchesi combattono tra le bitte del fungo. E sull’affare porto è un susseguirsi di botta e risposta. L’ultima tra Pascale e Perrella. La replica di quest’ultimo giunge a seguire le uscite social, e soprattutto le considerazioni fatte dal sindaco a margine dell’incontro istituzionale con i commercianti del paese.

L’accusa di Pascale e l’incontro “importante con i commercianti”

“Cari concittadini, l’Amministrazione ha incontrato i commercianti del Paese, che ringrazio per la risposta massiccia. È emerso un fitto dibattito in merito all’approdo turistico. Abbiamo illustrato anzitutto lo stato dell’arte dei contenziosi, evidenziando il fatto che ci sono delle somme che – a torto o a ragione- il comune non ha incassato dal concessionario negli ultimi tre anni. Analogamente non abbiamo incassato i consumi idrici ed elettrici e, in totale, gli importi mancanti superano i 720mila euro.
Inoltre abbiamo spiegato che il concessionario,in uno degli atti prodotti, rivendica un milione di danni da parte dell’amministrazione, chiedendo – in subordine – la proroga della concessione per altri 5 anni. Abbiamo anche riferito in merito all’ultima diffida, arrivata al Comune da parte del concessionario, puntualizzando tutti gli ulteriori aspetti tecnici. Abbiamo, inoltre, fatto presente che il porto attualmente non è chiuso: è in mano a un privato che lo sta gestendo come ritiene.

Infine abbiamo ribadito che la nostra linea non cambia: la scadenza del contratto rimane il 9 giugno, dopodiché saremo pronti a portare la gestione in mano pubblica. Insomma, diamo seguito a quanto promesso in campagna elettorale, non cambiando minimamente la nostra posizione! Questo è il sunto dell’incontro tenutosi ieri e noi, con la massima trasparenza che ci contraddistingue, tenevamo a comunicarvelo “.

La risposta di Perrella: “Non è colpa nostra ma di chi amministra”

Ecco quanto scrive in una nota inviata a tutti i commercianti il legale rappresentante della Scarl, l’uomo di Domenico De Siano, nemico ed oppositore di governo, si fa scudo del passato anche recente, prima condiviso e poi negato, dal primo cittadino.
“In merito alla vicenda dell’approdo turistico di Lacco Ameno questa società, anche in seguito alla riunione indetta dall’amministrazione comunale il 14 maggio sull’argomento, per rispetto dei fatti e della verità, di là dalle reciproche posizioni delle parti, precisa quanto segue. L’affidamento del Project Financing era finalizzato al restyling dell’approdo che versava in uno stato di degrado. Nonostante le grandi difficoltà tecniche ed operative, la scrivente ha potenziato l’area di approdo generando consistenti flussi diportistici rendendo quello di Lacco Ameno meta tra le più ambite dell’Isola d’Ischia con evidenti riflessi sul tessuto economico sociale.

Tale sacrificio imprenditoriale, portato avanti con grande senso di abnegazione, si è scontrato con un atteggiamento oppositivo dell’amministrazione che con varie azioni (mancata consegna delle aree, ordinanze interdittive degli specchi acquei, revoche della concessione, decreti ingiuntivi, etc etc ) ha, anno per anno, determinato uno squilibrio economico finanziario: detto in altri termini nonostante le costanti perdite economiche e finanziarie la scrivente ha, con senso di responsabilità, gestito anno per anno l’approdo turistico. Ebbene, negli anni, la società scrivente ha ripetutamente richiesto all’amministrazione comunale incontri per definire le varie partite di debito/credito ricevendo dalla stessa un ostinato rifiuto di natura politica che non tiene conto dell’interesse della collettività amministrata. Di qui la FALSA affermazione del Sindaco per la quale questa società dovrebbe al Comune circa 700 mila euro. Viceversa, la scrivente si è sempre dichiarata disponibile ad adempiere alle obbligazioni contrattuali (pagamento del canone} sempre che lo stesso atteggiamento fosse tenuto dal Comune.

Ciò che non viene detto è che l’atteggiamento del Comune genererà un futuro e consistente danno erariale (se non adeguatamente affrontato in questo momento storico attraverso un riequilibrio economico finanziario che tenga indenne le parti dai reciproci danni subiti) che finirà per ricadere sulla collettività amministrata. Del resto, e nonostante la disponibilità della scrivente al pagamento dei canoni ed alla definizione delle partite debitorie, a stagione turistica inoltrata di certo l’amministrazione non è in grado di assicurare quel know how necessario alla gestione dell’approdo turistico e ad assicurare strandard qualitativi all’altezza del tessuto economico ed imprenditoriale del territorio di Lacco Ameno.

Detto in altri termini, il Sindaco per una personalissima battaglia politica sta pregiudicando, irrimediabilmente, gli interessi della collettività amministrata ponendo in essere azioni sviate che non tengono conto dell’interesse pubblico in tale delicato momento storico. E’ vero che la società non ha pagato i canoni 2019 e 2020 per un totale di euro 340 mila oltre consumi elettrici per euro 48 mila. VI SPIEGHIAMO IL PERCHE’: Il canone 2019 non è stato pagato perché, come tutti ricorderanno, il Comune attraverso l’esecuzione dei lavori per il banchinamento I lotto (lavori da eseguirsi via mare e non via terra) rimosse impropriamente la scogliera arrecando seri danni alle strutture portuali (pontili, impianti idrici ed elettrici, ancoraggi etc). Il Comune opportunamente informato, con decine di Pece raccomandate, non provvedeva alle riparazioni. La società Marina del Capitello si è vista costretta a eseguire detti lavori, CON SOLDI PROPRI, di ripristino dei pontili per non perdere tutta la stagione turistica e per non arrecare un DANNO al paese TENENDO L’APPRODO CHIUSO. Il totale costo dei lavori è stato di 172 mila euro più iva come da fatture che la Società ha chiesto di esserli compensati con i canoni.
Inoltre, il Project financing approvato dal Comune prevedeva la consegna a questa Società di altre aree, come la struttura già destinata a ufficio della Capitaneria.

Queste aree servivano a dotare l’approdo di sevizi igienici e docce indispensabili per una moderna portualità, ma non sono state mai consegnate.

Questo ha causato l’impossibilità per questa società di offrire determinati servizi alla clientela e di conseguenza una riduzione delle tariffe e degli incassi, come dimostrato dalle Pec inviate al comune fin dal 2016. Per quanto riguarda la mancata apertura di quest’anno dobbiamo precisare che con verbale del 26 gennaio 2021 ( sottoscritto dalla Società e dal Comune) molte aree della concessione sono state prese in carico dal Comune per concludere i lavori del banchinamento li lotto, e a tutt’oggi non sono state ancora riconsegnate alla Marina del Capitello. Nel verbale c’è scritto che il Comune avrebbe terminato i lavori in 45 giorni a partire dal 26 gennaio 2021 quindi prevedendo la restituzione delle aree a metà Marzo in uno alla ricollocazione dei pontili lungo il nuovo tratto di banchinamento. Tutto questo il Comune non l’ha fatto, arrecando ulteriori danni alla Marina del Capitello che si è vista costretta a rifiutare decine di prenotazioni sia per coloro che stipulano contratti stagionali sia per i diportisti che scelgono Lacco Ameno per trascorrere i week-end. Ecco perché non abbiamo ancora aperto. Non è colpa nostra. Come pure non è stata ancora ripristinata dal Comune la banchina dei Mega Yacht ( basta fare una passeggiata per rendersene conto).
La nostra Società farà prevalere l’interesse della comunità lacchese mettendosi a disposizione per una soluzione del problema“.

Il sindaco riunisce i commercianti e punta l’indice contro la Marina di Capitello. Il legale rappresentante della Scarl raccoglie e rispedisce al mittente le accuse, si fa scudo con il passato recente, prima condiviso e poi osteggiato dal primo cittadino. La querelle prosegue. To be continue…

La Pro Loco: “Basta per carità!”

Cosi, dopo il summit flop anche la Pro Loco Lacco Ameno interviene nel merito rivolgendosi a tutte le parti, al Sindaco del Comune di Lacco Ameno, a Giuseppe Perrella amministratore della Marina di Capitello scarl ed addirittura al Comandante della Polizia Municipale di Lacco Ameno. L’oggetto è lapalissiano: “Questa associazione segue con grande preoccupazione la vicenda dell’approdo turistico del nostro comune. Purtroppo a oggi tutta la zona interessata giace in uno stato di completo abbandono, il cui perdurare causerà danni enormi non solo all’economia del paese ma soprattutto alla sua immagine di località turistico.Lungi dal voler polemizzare con alcuna delle parti in causa, questa associazione sente il dovere di invitare le parti a trovare una qualsiasi soluzione per evitare questa sciagura- spiega Vincenzo Morgera presidente della nota associazione, commerciante e parte in causa non solo come ex candidato della lista di Domenico De Siano “Sempre per Lacco Ameno“- “Questo al di là delle possibili controversie che comunque troveranno spazio nelle sedi opportune, ognuno per tutelare i propri interessi. Sicuramente è possibile trovare una soluzione per evitare questo fregio alla nostra comunità e senza togliere nulla ai diritti delle parti in causa. Ma si rifletta un attimo anche sui doveri degli attori in scena nei confronti di questa comunità che merita rispetto, e questa situazione dimostra tutt’altro.

Al Comandante della Polizia Municipale ci permettiamo di segnalare i problemi di ordine pubblico che la mancata apertura dell’approdo farà nascere in quelle zone ormai prive di qualsiasi controllo“.
Dunque il conduttore della associazione di Via Rosario sente addirittura il cogente rischio di un rivolgimento in negativo della questione, giunta al punto da poter determinare problemi di ordine pubblico. Un allarme più che serio, diremmo piuttosto preoccupante.

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