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Lacco Ameno, Non c’è più il mostro del Porto. Il Comune riparte da -267mila

Fronte dell’approdo turistico. Una dozzina di punti per provare a capire qualcosa in più sulla vicenda del porto di lacco ameno e dello sconto tra comune e Perrella

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Gaetano Di Meglio | Ortola, c’è un problema” direbbe il famoso John Leonard “Jack” Swigert Jr.. A Lacco Ameno, dopo il deposito del lodo tra il Comune di Lacco Ameno e la società di Giuseppe Perrella, la Marina di Capitello, si è chiuso il primo capitolo di una storia che riserverà ancora molte e molte sorprese.
Chi scrive, senza alcun timore di essere smentito, è ed è stato il nemico più acerrimo della gestione del Porto di Lacco Ameno, di Giuseppe Perrella e di tutto il sistema del senatore De Siano. Abbiamo sempre avuto una posizione netta e, sia chiaro, chi critica Giuseppe Perrella deve – PER FORZA – criticare anche tutti quelli che, insieme con Giacomo Pascale nei vari anni, gli hanno “regalato” l’approdo di Lacco Ameno.
E quando diciamo tutti, beh, includiamo anche Carmine Monti e, soprattutto, Giovanni De Siano che è riuscito a fare più danni lui in maggioranza col capriccio di “togliere il porto al senatore” che tutti gli altri, sempre in maggioranza, quando glielo hanno dato. Il porto ovviamente.

Pensate che gli altri erano riusciti a far “incassare” solo al senatore. De Siano, invece, è riuscito non solo a far incassare il Senatore ma anche far spendere un botto di spese legali alla comunità di Lacco Ameno.
La vicenda del Lodo è stata raccontata, con attenzione e bravura, ieri, dalla nostra Ida Trofa. Un racconto ordinato e preciso di 48 pagine e oltre 78 mila caratteri sintetizzati in maniera perfetta. Una sentenza, questa, che sarà il “genitore” di altre iniziative legali tutte facilmente intuibili soprattutto nel merito delle responsabilità erariali e non solo.
Ho letto la sentenza del Lodo con attenzione e credo che da quanto hanno scritto i giudici, di cui uno scelto dal Comune e uno da Perrella, emerga una fotografia politica grave. Un j’accuse che punta il dito contro Giacomo Pascale e la sua maggioranza a cui la cittadinanza di Lacco Ameno dovrebbe iniziare a chiedere conto soprattutto oggi che la storia del “mostro del porto” si è sgonfiata. Anzi è stata propria cancellata e azzerata.

Da anni, sentiamo dire che Perrella non paga, che deve dare milioni di euro al comune e che il comune ha la necessità di cacciarlo per rientrare in possesso di una macchina che “produce soldi”. Una scelta politica legittima e che, diciamocelo, dopo il project financing avrebbe potuto anche essere una legittima scelta politica.
Però, gli atti raccontano un’altra verità. Gli atti dicono che c’è un’altra storia da raccontare. Ci piace? Giustifica certe scelte? Restituisce verginità? Assolve in pieno? Assolutamente no. E noi de Il Dispari lo abbiamo detto fin dal “concepimento” di questo “criaturo”!
Vorrei provare a semplificare, quanto più possibile, la vicenda che tutto è tranne che semplice. Proverò a raccontarla per punti.

  1. Il lodo fotografa i rapporti tra Ente e Privato alla data del 31 dicembre 2019. Né un giorno prima, ne uno dopo. Da quando Perrella ha iniziato fino al 31. 12. 2019.
  2. Le vicende del 2020 e del 2021, compresi questi mesi del 2022 (e che riguardano la nuova maggioranza) non rientrano nel lodo e saranno oggetto di un’altra azione arbitrale che partirà a breve e che terrà conto, ahinoi, degli stessi atteggiamenti dell’Ente, degli stessi atti e, in qualche modo, questo appena emesso ci mostra un template legislativo sul quale si valuteranno le annate che mancano. Annate uniche come quella del 2020 e del 2021 e delle quali tutti conosciamo l’evento che le caratterizzate: la pandemia da covid-19. (Che poi, è ridicolo che il comune pretenda, tra i suoi conti, anche il canone 2022 sapendo che a breve dovrebbe rientrare nel possesso delle aree. Almeno a quello che aveva deciso il TAR).
  3. Fino a tutto il 2019 il valore complessivo della causa alla luce delle domande formulate da Perrella e dal Comune sono chiarissime. Perrella voleva oltre € 950.000,00 come richiesta di risarcimento danni e il comune, invece, € 680.000,00 per il mancato pagamento del canone per il 2019, il 2020, il 2021 e 2022. Se tanto ci dà tanto e se il comune chiede ai giudici di valutare l’azione della Marina di Capitello e non ha canoni da rivendicare negli anni addietro, dobbiamo pensare che il passato sia stato saldato. Ce lo chiediamo perché il “Mostro” del Porto creato in campagna elettorale e alimentato sull’altare del populismo al canto di “libertà libertà” è stato liberato dai giudici del lodo e non c’è più.
  4. Tutte le azioni del lodo che regola i rapporti fino al 2019 tra Comune e Perrella è iniziato il 20 gennaio 2021 e, quindi, incolpa questa amministrazione per la sua gestione. E i cittadini di Lacco Ameno, limitandosi al PQM, ovvero la parte conclusiva della sentenza e all’ordinanza di liquidazione, sanno a chi devono chiedere conto dell’esito finale. Verrebbe da dirsi… “chi è causa del suo male, pianga se stesso”…
  5. Come finisce la storia del Mostro del Porto? Così… Il Collegio Arbitrale, definitivamente pronunciando sulle questioni sottoposte alla sua attenzione, alla luce delle motivazioni esposte nel presente lodo, così provvede:
    In parziale accoglimento della prima domanda formulata da Perrella, dispone la riduzione del canone di cui al contratto di concessione n. rep. 37/2017 relativo all’annualità 2019 del 60% (sarà facile pensare che quello del 2020 e del 2021 avranno lo stesso destino).
    Accerta e dichiara l’obbligo dell’Amministrazione Comunale di Lacco Ameno al risarcimento, in favore di Perrella, del danno consistito nella distruzione dei pontili e degli impianti nel corso della mareggiata del febbraio 2019, in conseguenza dell’esecuzione dei lavori di rifazione della scogliera senza il preventivo apprestamento delle opere di contenimento, e senza consentire prima dell’inizio dei lavori lo smontaggio dei pontili. Per l’effetto, condanna il Comune di Lacco Ameno al pagamento in favore della Marina del Capitello s.c. a r.l. della somma di€ 172.841,00, oltre IVA, interessi come da domanda e rivalutazione monetaria a far data dalla proposizione della domanda di arbitrato.
    Rigetta tutte le altre domande formulate sia dal Comune, sia da Perrella (proroghe, riconoscimenti danni, mancati incassi e altro).
    Condanna Perrella per 1/3 e Comune per 2/3, fermo il vincolo della solidarietà passiva, al pagamento delle spese di funzionamento del Collegio Arbitrale, liquidate con separata ordinanza, ovvero 125 mila euro
    Condanna Perrella per 1/3 e Comune per 2/3, fermo il vincolo della solidarietà passiva, al pagamento delle spese di CTU, liquidate in€ 9.955,00 complessivi, oltre oneri di legge, detratti gli acconti ove ricevuti.
    Condanna Perrella al pagamento delle spese di lite in favore del Comune nella misura dei 1/3 della somma complessivamente spettante, pari ad € 16.200,00, ossia in € 5.400,00 oltre oneri di legge; condanna, altresì, il Comune al pagamento delle spese di lite in favore di Perrella nella misura di 2/3 della somma complessivamente spettante, pari ad € 16.200,00, ossia in € 10.800,00 oltre oneri di legge.
  6. Questo significa che il comune di Lacco Ameno deve pagare tra Perrella e Giudici, la modica cifra di euro 276.992,31. È questo il risultato della gestione di Giovanni De Siano. Il consigliere che ha fatto del porto la sua ragione di vita e ha portato a casa questo grande risultato. Prima ancora di iniziare la sua gestione del porto è già in rosso. Un -276.992,31 euro che sono un ottimo inizio…
  7. Questa vicenda è un po’ come il calcio. Alla fine conta il risultato. Possiamo fare tutte le discussioni politiche che vogliamo, tutti i ragionamenti di scelte o di altro, ma il dato finale è che il Comune deve pagare Perrella e Perrella, fino al 2019, non deve dare un solo centesimo di euro al comune (per quanto riguarda l’applicazione del contratto). Il risultato sul “campo” dice questo e niente altro. Il mostro che non pagava milioni di euro al comune di Lacco Ameno non c’è più. Ed è un po’, volendo forzare il ragionamento, anche una nostra sconfitta. Fino al 2019 c’è un solo danneggiato: il privato e il comune paga…
  8. Del LODO mi piace leggere con voi alcuni passaggi. “All’udienza del 29 aprile 2021 – è bene ricordare chi siede in consiglio comunale – , l’avv. Patalano dichiarava l’indisponibilità del Comune convenuto a valutare positivamente le due ipotesi conciliative formulate dal Collegio (e non da Perrella che, anche in passato, aveva proposto alcune conciliazioni, ndr) sulla base dell’impegno preso nell’udienza del 19 aprile 2021; ciò in quanto la loro accettazione sarebbe stata foriera di danno per le casse dell’Ente, con conseguente responsabilità erariale degli amministratori. Il Collegio, preso atto di questa dichiarazione e costatata la impossibilità di concludere positivamente il tentativo di conciliazione, passava alla discussione del merito della controversia” E ora? Che succede con questi quasi 300 mila euro della sentenza? Come si giustificano in consiglio comunale?
  9. Proviamo a capire chi ha sbagliato di più. Come abbiamo visto il collegio ha condannato Perrella a pagare il 40% del canone del 2019. Perché? Perché c’è stata la mancata consegna integrale delle aree e degli specchi acquei oggetto della concessione e la mancata possibilità di utilizzazione delle medesime per un periodo di sei mesi”. Come mai?
    “A seguito di un comportamento colposo del Comune che, come si vedrà nel prosieguo del lodo, rappresenta un inadempimento di quest’ultimo (il comune, ndr) grave e comunque precedente a quello di Perrella (ovvero il non pagamento del canone del 2019). La facciamo breve: “Non si ritiene possa imputarsi il danno alla mancanza di diligenza del concessionario per lo smontaggio dei pontili e dei relativi accessori, come invocato dal Comune, atteso che i tempi concessi dal concedente per tali attività risultano non congrui, considerato che la comunicazione di inizio lavori programmati per il giorno 30.11.2018 è stata tramessa a mezzo PEC soltanto in data 28/11/2018, e, quindi, due giorni prima del loro inizio, e che tali attività richiedono un tempo minimo di 7 giorni lavorativi, oltre al tempo necessario per l’organizzazione materiale del lavoro, come accertato dal CTU.”
  10. Credo sia giusto, sempre per dirci la verità, raccontare anche velocemente la vicenda TARI. Non staremo qui a fare il racconto delle sentenze vinte da Perrella ma ci possiamo tranquillamente dire che fino al 2017 il comune le ha perse tutte e ci ha rimesso anche tutte le spese legali.
  11. Sempre per dirci la verità, va detto che per i consumi Enel (46.472,82 euro) tra Perrella e Comune c’è un processo civile in corso. Nel lodo se ne fa riferimento, ma questo processo avrà il suo iter. Certo, per ora il comune ha chiesto un pignoramento ma non ha avuto l’esecutività, ma nel complesso generale sembra che parlare di 46 mila euro siano spiccioli…
  12. E il domani del porto di Lacco Ameno? Mentre scorrono i giorni fino alla fine della proroga Covid e alla sentenza del TAR Campania, oggi viene fuori un’altra grana da gestire: il credito che vanta Perrella. Il comune paga Perrella fino al 31 dicembre 2019 e poi? Poi, oggi, inizia la nuova battaglia del prossimo LODO tra Perrella e il Comune di Lacco Ameno. Una battaglia che farà una sola vittima certa: IL POPOLO DI LACCO AMENO. Ora, però, facciamo un’altra valutazione libera dal pregiudizio contro Perrella e De Siano e limitiamoci ad alcune, altre, valutazioni. A giorni, in piena estate, Perrella dovrebbe lasciare il porto al netto di ogni ricorso ed altra iniziativa legale che, sicuramente, si avvierà. Il comune si avvia verso una scelta saggia? La gestione diretta del porto è quella più opportuna da attivare in questo frangente? Certo, partire da quota -267 mila non è la cosa migliore.
    Una cosa è sicura: questa storia non è ancora iniziata e il suo percorso sarà scritto, tutto, dai giudici della Repubblica Italiana.

2 Commenti

  1. Buonasera, chiedo scusa ma una cosa non ho capito qual è stato lo sbaglio di Giovanni De Siano?
    Praticamente o in poche parole dove ha sbagliato?

  2. in tutto quello che scrivete e dite il popolo lacchese non cAPISCE NIENTE -SA SOLO CHE AL COMUNE CHI GESTISCE -UNO O L ALTRO SERVONO PER INCULARLI E CHE PRIMA O poi VERRA DI NUOVO IL VECCHIO E TUTTO QUESTE BEGHE SARANNA A CARICO DEI CITTADINI CHE SARANNO DI NUOVO INC……..SENZA NEPPURE LA VASSELINA-MA NON SOLO DI QUESTO-SEC0NDO IL PENSIERO DEI CITTADINI ONESTI CHI è EVANISCENTE E AVREBBE LA POSSIBILITA DI FARE PIAZZA PULITA E’ SOLO UN ARMA CHE SI NASCONDE DIETRO DI TUTTI -NESSUNa speranza per nessuno

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