Lacco Ameno, il comune compra 60 tamponi. Quale contagio si nasconde? Perché questo acquisto?

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Ida Trofa | Con la determinazione N. 711 dell’Architetto Alessandro Dellegrottaglie, il comune di Lacco Ameno ha disposto l’acquisto di tamponi per la rilevazione qualitativa di antigeni virali Sars-Cov-2. L’obbiettivo dichiarato dall’esecutivo del Fungo è tutelare la salute dei dipendenti comunali. Di fatto, però, appare alquanto strano per non dire sospetto il metodo e il momento. Perché acquistarli ora e perché acquistarli così, con procedura diretta e in favore solo ed esclusivo delle cosiddette classi privilegiate? L’ennesima procedura… per dirla tutta.

Perché non pensare alle classi disagiate e alle famiglie che non riescono a garantirsi il diritto alla salute?
Anche nella fattispecie, come per molte altre realtà istituzionali coinvolte (la corsa ai tamponi nei comuni e negli uffici si registra ovunque, ndr) non si comprende, ad esempio, il perché tali investimenti di soldi pubblici non vengano destinate alle famiglie, in particolari quelle meno abbienti.
Quelle famiglie – e sono centinaia – che non riescono a garantirsi il diritto alla salute. Non si comprende perché non si aiutino prima le fasce deboli, invece che sempre i soliti privilegiati dell’incarico pubblico.
Gli uffici a Lacco Ameno non sono forse off limits per il covid? Non si lavora, forse, in smart working o con appuntamenti fissi ridotti al lumicino e sempre meno frequenti?
Perché, con i soldi pubblici, non comprare i tamponi per quanti incontrano gravi difficoltà e problemi enormi per il diritto alla cura per un semplice test rapido, figurarsi per un tampone. Non tutti hanno accesso ai tamponi, allo screening, ai test e non tutti possono permetterselo. E non raccontiamoci la favoletta dei tamponi garantiti dall’ASL. Questi restano ancora ad appannaggio di pochi e quando si riesce ad avervi accesso!

Cosa ci state nascondendo? Qual è la ratio? E’ l’ennesimo favore a…
Le domande sono tante e davvero ci fanno comprendere come il coronavirus sia un buon affare per pochi, per chi ha compreso, subito, come sfruttare i canali “giusti” per finalizzarli, ovviamente, in via del tutto economica.
La vicenda lacchese è emblematica benché, apparentemente irrisoria, in termini monetar rispetto agli sperperi a chi siamo stati abituati. Perché questi tamponi vengono acquistati proprio adesso? Ci sono casi nell’ambito degli uffici comunali? Quali casi di positività hanno reso necessario il ricorso a questa spesa attingendo dai fondi comunali? Sulla base di quale contagio concreto o motivazione reale? Per la solita trovata pubblicitaria, la propaganda e il metodo politicante fine a se stesso? A chi, con i soldi della comunità si sta facendo l’ennesimo favore? Si sta nascondendo qualcosa alla comunità di Lacco Ameno? Quali casi municipali sono stati secretati? Perché compriamo i tamponi antigenici solo per i dipendenti?

Agli atti del provvedimento non si legge altro che richiami normativi nazionali ed internazionali legati ala Pandemia, di pratico e diretto al municipio non vi è riferimento. E se non c’è nulla da nascondere in termini di contagio municipale allora davvero non si comprende la ratio di questo ennesimo spreco!

La determinazione di acquisto
In tal senso si è stabilito di effettuare uno screening sugli stessi, su base volontaria, spiegano da palazzo “in modo da contenere al massimo la possibilità di contagio da Covid-19, mediante l’acquisto di tamponi per la rilevazione qualitativa di antigeni virali SARS-CoV-2“ . Per l’acquisto dei dispostivi è stata vagliata la proposta commerciale a tal uopo prodotta dalla ditta “UNILAB Società Cooperativa” di Scisciano. Ogni tampone costerà un importo pari ad € 12,00 (per ogni prodotto “NADAL Covid-19 Antigen Rapid Test” cod. articolo ED243103N-20, in confezioni da 20 test cadauna. Una cifra che da palazzo si ritiene congrua ed economicamente vantaggiosa per l’Ente.
A ciò si è proceduto ad acquisire n. 60 tamponi corrispondenti a n. 3 confezioni contenenti al loro interno kit completi, al fine di mettere in atto adeguate misure in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Ovviamente si tratta del solito affidamento diretto e senza evidenza, giustificato dall’importo inferiore ad € 5.000,00 per il quale non vige l’obbligo di approvvigionamento sul MePa. Il ricorso pedissequo all’ “affidamento diretto “ sul quale ci sarebbe davvero tanto da dire. Da qui, in ogni caso, l’acquisto di n.60 tamponi “NADAL Covid-19 Antigen Rapid Test” cod. articolo ED243103N-20, in n. 3 confezioni da 20, per un importo di € 12,00 per ogni test, per complessivi € 720,00.

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