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Lacco Ameno, il bollettino della vittoria. Di Abramo De Siano

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Abramo De Siano | La guerra contro l’Austria — Ungheria, che sotto l’alta guida di sua maestà il Re, duce supremo l’esercito italiano, inferiore per numero e per mezzi, inizio il 24 maggio 1915 e con fede e incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta e ad asprissima per 41 mesi, e vinta.
I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano discese con orgogliosa sicurezza” A. Diaz.
Caro Domenico, mi rendo conto che perdere per pochi voti una partita che si credeva di vincere alla grande senza sforzi eccessivi è stato uno shock violento. Un errore di valutazione che spesso nella vita capitano.

A me è capitato più volte. Epperò dopo i 3 giorni di lutto canonico bisogna reagire capire dove andare cosa fare in primis ammettere gli errori che sono stati commessi, analizzarli e successivamente correggerli.
Risibili giustificazioni lasciamole ai dagospia locali, un uomo politico deve capire le trasformazioni continue che avvengono nella realtà dove vive.
Oggi parametri fissi non esistono più. I partiti, le vecchie amicizie “le camarille di corte”, la riconoscenza per quanto fatto in passato, sono state seppellite dalla società attuale, liquida, fredda, incolore senza etica.

E’ indispensabile la traversata nel deserto per chiarirsi le idee e ripartire. Chi scrive questa traversata l’ha fatta più volte.
Convoca con urgenza il tuo smarrito raggruppamento, tramortito perché non abituato alle sconfitte
che comunque nella vita ti fanno crescere.
Ascolta tutti e poi da autentico leader prendi una decisione che comunque il paese in larga parte ti chiede. Le mezze misure, le piccole vendette trasversali affidate al sicario di turno lasciamole perdere.

Il Livore , l’astio, la malcelata invidia le smargiassate da gentarella terra-terra mettiamole al bando. La crisi economica – ambientale – COVID che stiamo vivendo è epocale richiede misure inedite e prioritarie che nessuna amministrazione da sola può prendere altro che pannicelli caldi.

Il tempo degli indugi, delle chiacchiere, delle negazioni e’ finito si scelga definitivamente tra un vero trattato di pace con l’attuale maggioranza o un opposizione dura e intransigente sui principi e gli atti: con entrambe le scelte bisognerà pagare un prezzo.
Auguriamoci che il prezzo non sia enorme o a vantaggio dei soliti noti a discapito del paese che grazie alla sua arretratezza culturale vive questo momento da spettatore indifferente del proprio destino, non comprendendo le sfide epocali che si dovranno affrontare per sopravvivere come comunità.

Con affetto Abramo De Siano

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