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Lacco Ameno, faccite sul’ ammuina.

Consiglio comunale al vetriolo su temi insulsi e sulle nomine “edilizie”. Giacomo Pascale tira dritto aggiudicandosi 7 a 6 la contesa. Domenico De Siano avvia le procedure per destituire il presidente del consiglio comunale. La partita sugli incarichi in commissione paesaggio si gioca sul tavolo dei ricorsi al TAR e le richieste di intervento al Prefetto. Il caso di Abramo Ciro De Siano stralciato dai papabili in commissione diventa “nazionale” Intanto nasce il nuovo gruppo “Lacco Ameno vive”

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Ida Trofa | L’argomento clou del Consiglio Comunale di Lacco Ameno doveva essere l’istituzionalizzazione del neonato gruppo “Lacco Vive” con Giacinto Calise e Piero Monti, invece è stata l’onda anomala Abramo Ciro De Siano ad abbattersi sul consesso, spazzando via ogni altro interesse. Plateali scontri, acerbe conteste e l’instaurazione di un cruento e sanguinoso conflitto con in mezzo il Presidente De Consiglio Comunale Dante De Luise hanno reso la seduta un ring.
Del resto lo si era capito già che il “voto 435” di Giacomo Pascale, fosse il voto “numero 1” di Domenico De Siamo. L’ultimo necessario per rispedirlo a casa e andare a nuove elezioni. È’ il gioco delle parti. Pretesto utile allo scatenarsi del conflitto, le nomine in seno alla Commissione Locale Paesaggio e l’articolata denuncia di Abramo De Siano che, stralciato dagli elenchi degli ammessi, ha confezionato l’ennesimo pancotto per la magistratura e i consiglieri: illeciti, forzature, ignoranti interpretazioni della norma. Tutto materiale buono per scatenare l’ultimo putiferio politico.

In questo arrembante tentativo di fare ammuina con una gestione della seduta a dir poco caotica, non proprio tipica degli andamenti locali, si è dipanata una discussione durata più di tre. Troppo persino per il timing lacchese e su questioni di non dirimente interesse. Fatta eccezione per l’affare CLP. Per il resto e soprattutto il bilancio, la trattazione è attesa e rinviata al prossimo 23 maggio con l’arrivo dei pareri necessari del revisore contabile. Ma andiamo con ordine e tentiamo di raccontare i fatti del primo giorno di Piero Monti e Giacinto Calise dall’altra parte dei banchi e dell’avvio ufficiale della proposta di revoca del presidente del consiglio. Il “no” alla dismissione pubblica dell’ex collocamento del Rione Ortola unico argomento di intesa tra le fazioni in lotta.

Destabilizzare e attaccare. Mentre si compone Lacco Ameno Vive
La seduta si è giocata sul delegittimare la figura del presidente del consiglio comunale con l’obiettivo di destabilizzare la maggioranza. Giacomo Pascale ha fatto scudo difendendo De Luise. Questo ha candidamente ammesso di non sentirsi una figura di tutti e per tutti atteso che la minoranza, al momento del voto del primo presidente della storia di Lacco Ameno, preferì lasciare la seduta. Le parole pesano.

Si è passati così, dalla guerra della commissione alla guerra al presidente. Una battaglia che non scalfisce il Barone Giacomo che, mentre nell’agone si azzuffano, tira dritto e approva tutti e 9 i punti in discussione.
La minoranza, a tratti confusa sul dibattito e sulla scaletta, tira fuori la carta del ricorso alla Procura della Repubblica e al Prefetto di Napoli. Minacce poco velate di inficiare i lavori dell’aula e, soprattutto, di segnalare l’operato poco ortodosso di chi dovrebbe farsi garante del tavolo istituzionale. Dante De Luise, fino a ieri oggetto del desiderio del senatore De Siano, ieri è stato il target unico degli strali azzurri che dall’11 maggio 2022 si tingono dei colori arcobaleno di “Lacco Ameno Vive” un pallido richiamo all’opera politica di Matteo Renzi che con Renzi poco nulla ha a che fare! Capogruppo Piero (Renzi) Monti. Puf!

In consiglio in nove punti
Sala insolitamente ricca e vivace, con una minoranza giunta in ritardo che lascia il voto sul piano triennale ai soli consiglieri di maggioranza ed ex passati dall’altra parte. Nuovo consiglio comunale fissato il 23 maggio per nettezza urbana.
Punto 1. Piano triennale di progettazione di opere importanti, cimitero, campo sportivo. Piero Monti non si associa. 8 voti a favore compreso Piero. 5 astenuti.
Giacinto Calise ufficializza il gruppo autonomo “Lacco Vive”, con Piero Monti.
Calise puntualizza sulla richiesta di consiglio dei sei consiglieri di minoranza, facendo riferimento alla giurisprudenza per la posizione super partes da mantenere.
Non può sindacare il contenuto delle richieste. Siccome mancano due richieste, Calise chiede una conferenza dei capigruppo. La pregiudiziale ai voti viene respinta.
De Siano interviene citando il 5° punto, chiedendo rinvio al consiglio del bilancio, ma il presidente conferma l’odg ai voti. Pascale ribadisce che di fatto le richieste sono state recepite.
Punto 2. Aree produttive Voti 7 a 5 per l’approvazione.
Punto 3. Valorizzazione immobiliare. Pascale: “Dopo 20 anni il Comune ha chiuso la questione sul terreno dove c’è la rampa di accesso a Villa Arbusto. Piero Monti suggerisce di preservare dalla vendita l’ex ufficio di collocamento nel rione Ortola-Via Di Spigno. L’intero consesso si associa all’unanimità all’emendamento e al punto.
Punto 4. Incarichi consulenza ricerca. Somma minima 5 mila euro. 7 a favore, 4 contrari, 2 astenuti.
Punto 5. Conferma aliquote nuova Imu. Voto concorde della maggioranza. Per Pascale le aliquote restano invariate. De Siano voleva discuterne col bilancio e con la nettezza urbana con una “Riflessione sui costi del servizio di smaltimento rifiuti 2021” la contestuale spesa 1 milione 700mila euro per il servizio e sulla mancata osservanza del capitolato. “La ditta quotidianamente disattende il capitolato. Il numero degli addetti impiegati non corrisponde al capitolato. Il traguardo del 65% della differenziata non è stato raggiunto! Quindi aumentano i costi di riferimento” dichiara il senatore. “Affidamento a sette anni pericoloso. L’Ato ha stabilito che a breve cambieranno le regole, quindi Lacco potrebbe andare incontro a un danno erariale. Presto i cittadini potranno consorziarsi privatamente e autonomamente, quindi potrebbe configurarsi il dissesto del comune. Meglio un affidamento a 24-36 mesi”. De Siano ha letto la legge regionale, ammonendo la maggioranza sul pericolo per l’ente. L’invito è di sospendere la gara a 7 anni e farla a 24-36 mesi. Contesta le dichiarazioni Pascale.

Il senatore ha illustrato una mozione allo scopo dei due gruppi di minoranza, ma anticipa la trattazione e porta emendamenti di questioni non all’ordine del giorno 23 maggio 2022. Richiamato da De Luise e Pascale ammette l’errore: “il 23 maggio si parlerà di questo tema. Ora siamo fuori tema”. Votazione 7 per la maggioranza ,4 per De Siano ,2 per Piero Monti.
Punto 6. Approvazione Tari. Il dirigente Barbieri illustra. Il PEF ora è pluriennale, pianificazione dei costi. Verranno premiati i comuni più virtuosi. Giacinto Calise chiede chiarimenti sui ristori. Intanto viene respinta la mozione di De Siano che secondo l’assessore Mennella: “Non è pertinente“ (ma lui ha voce in consiglio?) Votazione: 7-6.
Punto 7. Regolamento consiglio comunale. Aniello Silvio propone una commissione congiunta, ma ai voti viene respinta e scatta la polemica sulla richiesta della minoranza che vuole la votazione “articolo per articolo”. Aniello Silvio e Domenico De Siano contestano il presidente del consiglio. De Siano: “Sospendiamo e segnaliamo alla Prefettura”. Il segretario rileva che non esiste una norma che impone la lettura dettagliata e il consesso va avanti.
De Siano si appiglia al regolamento: “faremo una comunicazione in Prefettura per dire che al comune compreso il segretario fanno le cose personalistiche in proprio e si cambiano le regole”
Pascale replica: “Ostruzionismo stupido!”
Giacinti Calise: “Non è proprio così… non condividendo i regolamenti, vi gestite il consesso!”.
Tutto riconducibile al gioco delle parti. Nulla di nuovo sotto il sole.
Dopo dieci minuti di sospensione. La maggioranza va avanti e vota il regolamento nella sua interezza e sarà dato per votato articolo per articolo.
De Siano annuncia ricorso al Tar avverso l’atto deliberativo ritenendo buona cosa il voto unanime e per un atteggiamento non corretto del presidente del consiglio comunale che non svolge il maniera giusta il suo compito, facendosi garante di tutti. De Siano annuncia ricorso e che sei consiglieri non voteranno.
Pascale difende il suo operato e il rigore e lo stile della conduzione con cui Dante opera: “Per il regolamento avete avuto tempo sufficiente per guardarlo e venire qua a discuterne portando all’attenzione le vostre proposte“. Dante De Luise accusa il colpo e rilancia stigmatizzando il non voto in suo favore della minoranza: “Vi ricordo che quattro consiglieri di minoranza hanno abbandonata la votazione. Chi non ha rispetto per le istituzioni è la minoranza. Ritengo giusto che, sempre, bisogna rimanere in questa sede a fare il proprio dovere”.
Punto 8. Commissione paesaggio. Abramo domina con la sua nota e Il Dispari va agli atti del consiglio. Sullo stralcio, la maggioranza va avanti facendo proprie le tesi di Dellegrottaglie ed esclude De Siano.
La minoranza sostiene il voto limitato e prova a smontare le tesi che vorrebbero la legge regionale a motivare l’esclusione di De Siano e a questo punto sostenendo la tesi di Abramo.
Eludendo il tema del voto limitato il consigliere esprime un solo voto e non 5 o 6 ) si fa fuori la minoranza dai giochi e si fa si che la stessa venga tenuti fuori dal novero della composizione della commissione locale
De Siano: “Chiederemo in tutte le sedi provvedimenti in autotutela e che la minoranza sia rappresentata a tutela e garanzia per un istituto che si occupa di una materia particolarmente importante”.
Chiesti 5 minuti per un confronto tra capigruppo per trovare accordo sulla elezione dei candidati condivisi e garantire anche la minoranza. Non avendo soddisfazione della richiesta De Siano mette agli atti la mozione con richiesta di “sfiducia” al presidente De Luise.
Punto 9. Milite Ignoto lasciato alla sola maggioranza. L’opposizione va via.

La Commissione Locale del paesaggio
La commissione locale venuta fuori dall’urna lacchese è un mix di saggezza politca, messa su con saper fare “tecnico” ed unendo new entry di sicura affidabilità e vecchie volpi fedeli al verbo di Giacomo Pascale con gli immancabili Benito Trani e Silvio Ernesto. Ecco l’intera composizione.
A- esperto in beni ambientali: Vitale Pitone
B- esperto in storia dell’arte e discipline pittoriche: Galano Vincenzo
C- esperto discipline agricolo forestali naturalistiche: Silvio Ernesto
D- esperto in discipline storiche: Davide Brescia
E- esperto in legislazione dei beni culturali: Benito Trani

Dante De Luise da oggetto del desiderio a testimonial di ogni nefandezza: subordinato al sindaco o ai microinteressi di bottega della maggioranza
È così che per Domenico De Siano e la sua nuova compagine a 6 unità e 2 gruppi si trasforma da oggetto del desiderio, il voto utile per destituire Giacomo Pascale, a testimonial di ogni nefandezza. Il nemico pubblico numero uno su cui puntare i riflettori di magistratura e prefettura. In un documento preordinato e dai toni perentori (questa volta il Senatore ha centrato la tempistica dell’intervento senza confondere l’odg) il portavoce dell’opposizione tuona all’indirizzo dell’organo di garanzia che non è più organo né garante.
“È sconcertante che la maggioranza con il voto determinante del Presidente del Consiglio Comunale, organo imparziale e di garanzia deputato esclusivamente e all’osservanza delle leggi vuole imporre il cosiddetto voto separato e non quello limitato nella votazione per la nomina dei componenti della CLP sterilizzando tutte le altre forze politiche presenti in Consiglio“.
Così tuona il leader Azzurro annunciando fuoco e fiamme contro un governo dedito all’illecito penale e agli interessi di bottega. Pronta a calpestare, in ultimo, ma non per ultima, la sovranità del consiglio comunale. Strali dal contenuto pesantissimo a cui ora, chiacchiere o meno, Domenico dovrà avere il coraggio di far conseguire i fatti. “Stiamo passando con disinvoltura della fase della illegittimità amministrativa a quello dell’illecito penale” ha dichiarato non senza verga alla sala prima di abbandonare la seduta. Il pretesto buono è stato l’affare Abramo Ciro De Siano e la sua esclusione, una lesa maestà contro legem, dal novero dei papabili alla carica di membro della commissione locale.
“Il Presidente del Consiglio non può restare soggetto al mutevole atteggiamento fiduciario della maggioranza, dovendo operare in modo imparziale e garanzia di tutto il consiglio e non della sola parte che lo ha designato e successivamente eletto. Non è subordinato al sindaco o ai microinteressi di bottega della maggioranza ma assicurare il perfetto e regolare funzionamento del consiglio Comunale nel rispetto delle regole democratiche; regole alle quali si devono inchinare anche il sindaco e la maggioranza che lo esprime. La sua posizione è super partes. La giurisprudenza e la dottrina hanno messo finanche in discussione la formazione del Quorum con il voto determinante del Presidente del consiglio. Ma questo è argomento di giustizia amministrativa non di consiglio comunale. Mai il presidente potrebbe avvalersi della sua carica per assecondare e comunque condividere un ruolo di maggioranza o opposizione .Di più la CLP esamina una materia delicata e controversa quale l’edilizia e l’urbanistica. I beni paesaggistici escludere la minoranza o ridurne la rappresentanza con il voto determinante del Presidente del consiglio può significare una sola cosa annichilire il controllo politico su queste materie per favorire situazione critiche di cui la stampa locale si è occupata di recente.

Ecco il dovere del Presidente di astenersi dalla votazione di nomina CLP e non avvallare acriticamente per pura piaggeria posizioni assurde, smentite dalla regione Campania organo delegante della materia in oggetto e perfino dal RUP del comune di Lacco Ameno architetto Alessandro Delle Grottaglie (vedasi contenuto dell’avviso pubblico per la nomina dei componenti della CLP.) A questo punto è doveroso da parte dell’opposizione prendere in seria considerazione la revoca del presidente del Consiglio per atteggiamento incompatibile con il ruolo istituzionale super partes attribuito al proprio ruolo e denunciare al prefetto di Napoli quale organo di controllo per l’applicazione degli strumenti coercitivi e sanzionatori del caso”.
Come andrà a finire? Come al solito: a tarallucci e vino finché Giacomo resiste forte del suo sestetto collaudato.

Giacomo Pascale: E’ assurdo! Regole Medievali…
Il sindaco Giacomo Pascale rispedisce al mittente le accuse di “illecito penale” e difende l’operato dei suoi pochi ma fedelissimi consiglieri e soprattutto coccola il Presidente De Luise: “E’ ridicolo che un senatore della repubblica richiami un question time regionale del 2011 che per giunta non ha avuto esiti. Gli consiglio di andare direttamente nelle sedi penale senza continuare a discutere e fare polemiche in consiglio che non è il luogo deputato. Colgo inoltre l’offesa implicita ai professionisti che andiamo a scegliere per la Commissione Locale. Costoro non sono un professionista che appartiene alla maggioranza o alla minoranza, ma sono esperti e garanti delle procedure. Si vuol portare avanti una consuetudine medievale, fatta di accordi sottesi. La norma oggi ci porta a fare un salto di qualità e noi vogliamo farlo!”

1 commento

  1. LACCO AMENO VIVE? Sopravvive se scompaiono tutti questi personaggi, tra VOTABANDIER e chi non ha fatto nulla fino ad oggi a parte i propri interessi, qualcuno che trae profitti dalla gestione del porto senza pagare chissà da quanto!! e questo dovrebbe fare l’interesse del paese? solo per questo dovrebbe essere esiliato da questo comune. Come vorrei che fosse LACCO AMENO? libero da tutti questi personaggi corrotti ecc.

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