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Lacco Ameno e ricorsi al tar: demanio rovente d’ottobre

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Ida Trofa | Neanche il tempo di chiudere la stagione turistica, neppure il tempo di archiviare le tensioni estive che sul demanio marittimo di Lacco Ameno torna una grassa grossa agitazione giudiziaria e politica.
Ordinanze di demolizione, ricorsi, costituzioni in giudizio e in sparuti casi di demolizioni degli abusi su area demaniale alimentano le tensioni, fin qui solo sopite.

La minoranza di guidata dal Senatore De Siano affonda la pressione su Pascale con un colpo ad effetto: 4 ricorsi al TAR su una sola concessione, quella di massimo Monti ed il presunto bollino fasullo con la concessione prorogata, d’incanto, al 2031. E così, dopo aver chiesto l’accesso agli atti e dopo avere aperto la stagione dei veleni 2021, già a febbraio scorso, con l’obbiettivo puntato su tutte le concessioni lacchesi, il senatore e consigliere di minoranza lancia una seconda offensiva al Sindaco. Rumors e indiscrezioni riportano, oltre i “bolli pezzotti“ di contestazioni e procedimenti tecnici avviati dall’UTC di Lacco Ameno a firma del Tecnico Ing. Flavia Ramona Cesano, verbalizzati e mai contestati dall’Ente Locale agli interessati. Una forma di favore tacito e di insabbiamento delle illegittimità emerso in questi giorni di dura contesa sul fronte demaniale del Fungo.
Ma andiamo con ordine e cerchiamo di raccontare i fatti partendo dagli atti.

La costituzione in giudizio per gli abusi su area demaniale
Con determinazione Reg. Gen. N. 654 del 07/10/2021 Serv. N. 230 giunge all’ombra de Fungo la costituzione del comune di Lacco Ameno, in persona del sindaco p.t., nel giudizio innanzi al TAR Campania Napoli di cui al ricorso acquisito al protocollo n. 4519 del 3.5.2021 con la nomina del difensore e procuratore speciale dell’ente individuati nella figura dell’avv. Alessandro Mangia, 45 enne napoletano, con studio in Napoli al Corso Umberto I, n. 365, iscritto nell’apposita sezione della Short list degli avvocati dell’ente,
Il ricorso contro cui costituirsi per la tutela degli interessi del municipio è giunto in data 3 maggio 2021 è stato acquisito al protocollo dell’Ente n. 4519. La pratica delel vie legali giunta giusto in tempo per condurre la stagione balneare nelle more della trattazione innanzi ai giudici del tribunale amministrativo.

Tutto previsto al cronometro per un ricorso innanzi al T.A.R. Campania – Napoli avverso e per l’annullamento, previa sospensione in primis della ordinanza n. 8 del 2 marzo 2021, notificata il 4 marzo 2021, recante ingiunzione di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi, ai sensi degli artt. 27 del D.P.R. n. 380/01 e 167 del D.lgs. n. 42/04 ed a seguire di tutti gli altri atti preordinati, connessi e consequenziali, comunque lesivi della posizione giuridica del ricorrente.

Nell’ottica di una almeno flebile ed apparente difesa gli inquilini di Piazza Santa Restituta hanno stabilito la costituzione del Comune di Lacco Ameno nel giudizio di cui al ricorso innanzi al T.A.R. Campania.
Sono stati demandati al Responsabile del I Settore Affari Generali i conseguenti adempimenti per la costituzione in giudizio.
Per il menzionato giudizio all’avv. Alessandro Mangia la somma complessiva di € 600,00, oltre i.v.a., c.p.a., spese documentate ed oneri come per legge, per tutta l’attività a svolgersi.
In caso di liquidazione in sentenza a favore del Comune di Lacco Ameno delle spese di giudizio per un importo superiore al corrispettivo, le stesse verranno recuperate dal Legale senza alcun onere a carico dell’Ente e verranno trattenute dallo stesso per l’importo eccedente il corrispettivo già liquidato.

Casta & Demanio a Lacco Ameno: l’attacco alle concessioni di Sindaco, Assessori e fedelissimi elettori…
Contestualmente prosegue la guerra di stampo più che altro politico sulla questione demanio. Cosi come era stato nel gennaio 2021, in questo torrido ottobre il microscopio politico si sposta dal fronte San Montano-Negombo, dalle concessioni del Duca, al versante del centro cittadino e del litorale sulle concessioni di “governo”.
Tutto previsto e soprattutto già visto. L’opposizione di Domenico De Siano, o forse principalmente De Siano hanno voluto tenere i riflettori puntati, per non dire i kalashnikov ben puntati sulle concessioni di Sindaco, Assessori, fedelissimi ed elettori del primo cittadino. Ma non solo.
Vizi e forzature vengono elencate in ordine puntuale e poste all’attenzione delle autorità e soprattutto impallinando taluni concessionari con be 4 ricorsi al TAR.
C’è da farsi venire i brividi… Nel mirino in particolare come anticipatovi sono finiti, ora, gli affari demaniali di Giacomo Pascale con la concessione intestata al signor Monti (per tutti ritenuto un prestanome dello stesso primo cittadino), poi via via tutti gli altri. I rilievi principali riguardano le piroghe concesse altre la Bolkestein e con presunte forzature nelle time è nelle validazioni. L’intento è chiaramente quello di dimostrare che non è stata rispettata la concessione e il requisito morale è venuto meno per il rinnovo e soprattutto ci sono gli estremi per altri azioni a tutela della legalità e legittimità. Considerazioni a parte l’affaire demanio è un ordigno ormai innescato, la cui potenza si alimenta di giorno in giorno e rischia di esplodere nelle mani della classe dirigente locale, trascinandosi dietro imprese e strutture.

Il settore al termine di fasti estivi, di un boom di richieste attese, potrebbe di qui a breve addentrarsi una nuova stagione buia. D’altronde l’incertezza della situazione è bene nota. Le imprese del sole dovranno arrendersi alla Bolkestein o cosa? Fatto sta che nel caos il litorale resta preda del caos e degli illeciti. Lo è da mesi, forse anni perché alla situazione complessa e contradditoria degli abusi edilizi e dei relativi condoni si aggiunge oggi, più dirompente che mai, la questione dei canoni pertinenziali ( questione atavica) e del rinnovo delle concessioni. Una partita che si sta giocando su un campo minato, dove da una parte c’è il Comune che cerca di far quadrare i conti degli accordi elettorali, dall’altra c’è la minoranza che sotto lo scudo della legittimità le prova tutte per imporre il suo ruolo e dall’altra il paese condizionato da contraddizioni politiche che andrebbero immediatamente risolte, nascoste invece dietro a uno snervante silenzio.
E’ la regione Basilicata a ripartire il fronte con la sua recente decisone di protrate le vecchie concessioni solo fino al prossimo dicembre e poi mettere tutto a bando già nel 2022. Ma non è detto che sia la scelta percorribile, a prescindere.

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